Separazioni, divorzi, nuove unioni nella nostra comunità cristiana (prima parte)

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Con questa riflessione vorrei dare inizio ad una serie di interventi su tanti nostri amici, parenti o conoscenti che stanno vivendo o hanno vissuto una separazione o un divorzio o nuove unioni.

Mi piacerebbe tanto intrecciare un rapporto, anche via email (la mia è donpaio@inwind.it), per conoscere e ascoltare le diverse testimonianze di vita e per recepire le eventuali attese e aspettative.

Non possiamo nasconderci dietro un dito e negare che sono numerose le famiglie toccate da situazioni dolorose quali può essere la separazione del figlio, il divorzio della sorella e le  nuove unioni con chi ha già vissuto un fallimento matrimoniale.

La consapevolezza che  nessuna famiglia ha la certezza di essere immune da tale esperienza, ci porta a chiederci: che fare come comunità cristiana?

“A queste persone la Chiesa ha il dovere di accostarsi con amore e delicatezza, con premura e attenzione materna, per dire che Cristo è loro vicino. E’ lui il Buon Samaritano che versa l’olio e il vino sulle nostre piaghe… Sì il vangelo dell’amore è anche sempre il vangelo della misericordia, che si rivolge all’uomo concreto e peccatore per risollevarlo..” (Papa Benedetto XVI).

“ La comunità deve più che mai sostenere il coniuge separato; prodigargli stima, solidarietà, comprensione e aiuto concreto in modo che gli sia possibile conservare la fedeltà anche nella difficile situazione in cui si trova…” (Papa Giovanni Paolo II).

“Occorre richiamare l’appartenenza alla Chiesa anche dei cristiani che vivono in situazione matrimoniale difficile o irregolare: tale appartenenza si fonda sul battesimo con la “novità” che esso introduce e si alimenta con una fede non totalmente rinnegata. E’ una consapevolezza che deve crescere anche dentro la comunità cristiana: è in tale consapevolezza che la comunità cristiana può e deve prendersi cura di questi suoi membri.” (Conferenza episcopale italiana)

Detto questo dividerò la riflessione in 4 parti:

  • Quando una famiglia si divide: un dolore per tutti.

Il momento della separazione rappresenta per ogni coppia una lacerazione che come ogni ferita, provoca ”dolore” che tocca anzitutto i coniugi, ma anche i figli, i familiari, gli amici e la chiesa tutta..

I coniugi si affliggono per la fine di un rapporto in cui avevano creduto e che si sbriciola sotto gli occhio di tutti. Tante domande assillano la mente: “ Dove ho sbagliato?, perché proprio a noi?”. La separazione è spesso accompagnata da sensi di colpa; i legami familiari si spezzano, le amicizie comuni si dividono, il ruolo genitoriale è messo in discussione: niente sarà più come prima.

A questo si aggiunge un dolore, ancora più profondo, che riguarda la sfera spirituale:la rottura di un impegno sacro.

I figli soffrono in maniera diversa a seconda dell’età, respirando un clima familiare mutato e dovendo vivere il distacco anche fisico dal genitore che non è più in casa. Vi è anche per loro un grande dolore: la perdita di un modello fam. che avrebbe dovuto essere la base sicura per la loro crescita.

La chiesa soffre anch’essa di fronte al dramma di una famiglia divisa. Come comunità non possiamo non interrogarci sul perché di questi fallimenti, chiedendoci da una parte che cosa avremmo potuto fare per evitarli e dall’altra che cosa possiamo fare per accompagnarli.

Accettare e affrontare questa sofferenza è un’impresa difficile..eppure proprio l’accettazione di  questa sfida pastorale dev’essere di stimolo per nuovi cammini di  fede e per una rinnovata speranza.

  • Quali cammini di fede?

L’aspetto della fede non è marginale; anche se è vero che spesso sono altre le preoccupazioni che assillano i pensieri di chi affronta questo dolore, è pur vero che sono il cuore e lo spirito che vanno sostenuti, perché trovino nuova forza per affrontare le difficoltà. Ecco perché è importante tener viva la nostra fede, cioè il rapporto con Dio. Com’è possibile? Quali sono i cammini di fede?

+ Ascoltare e meditare la Parola di Dio, che aiuta a rileggere la propria storia alla luce di Gesù che non è venuto per giudicare, ma per portare la croce con noi. Con Lui e con la Sua Parola possiamo ritrovare forza e speranza.

+ Vivere intensamente la Messa: da qui ricevo la forza e l’energia per continuare a far parte della mia comunità, nella condivisione di una profonda comunione spirituale con il Signore e fra di noi.

+ Partecipare attivamente alla vita ordinaria della parrocchia, usufruendo delle iniziative comunitarie (ritiri ed esercizi spirituali per famiglie, settimana di campo scuola, gruppi famiglie…)

+ Accostarsi ai momenti penitenziali (celebrazioni comunitarie della Confessione) come segno di un continuo cammino di conversione, di perdono e di riconciliazione con se stessi, con gli altri e soprattutto con Dio.

+ Essere aiutati da un sacerdote come guida spirituale può sostenere a vedere la propria situazione alla luce della fede in un Dio che è sempre all’opera.

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don Domenico Paini

don Domenico Paini

Classe 1967 e originario della parrocchia di Castel Goffredo, ha svolto i seguenti incarichi: curato a Calcinato dal 1992 al 2001, curato a Manerbio dal 2001 al 2008. Dal 2008 è curato di Leno, dal 2013 è curato anche di Milzanello e Porzano, seguendo la pastorale familiare.


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