Se non si prega si perde la fede

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Quando non preghiamo, o preghiamo poco, o preghiamo male, ebbene, perdiamo la fede. Questa è la conclusione alla quale sto pervenendo, non solo riflettendo speculativamente, per così dire, su queste cose, ma vedendo proprio in concreto l’esistenza dei cristiani e l’esistenza dei preti.

Tutti i miei contatti sacerdotali di quest’ultimo anno mi portano a questa conclusione, specialmente nel mondo di oggi, specialmente nella presente situazione del cristianesimo e della Chiesa, ma è vero sempre. Se non si prega, non solo si fanno peccati, ma si perde la fede. Starei per dire che, se non si prega e si fanno i peccati, pazienza; ma, se non si prega e si perde la fede, è finita! Quindi, il discorso della preghiera va collegato a quello della fede.

Quando si sente dire che tutta la nostra vita è preghiera, che non c’è bisogno di pregare in modo specifico, attuale, ecc. ebbene, si capisce subito che chi sta parlando della preghiera non ha mai neanche cominciato a pregare un po’ sul serio e un po’ a fondo; chi non ha mai provato a pregare, o ha provato molto poco e quindi non ha avuto il tempo di accorgersi di che cosa tremenda sia la preghiera.

Quando si comincia veramente a pregare si scatena contro di noi l’universo intero. La preghiera è tremenda, sveglia la belva che è in noi, scatena l’opposizione, la lotta più forte; ed è per questo che noi la fuggiamo più che possiamo. Ma è anche per questo che noi, non esercitandoci nel combattimento più forte, ci indeboliamo, e la nostra fede si spegne, o rischia di spegnersi; se non si spegne, è un miracolo, un altro miracolo della misericordia di Dio.

Giuseppe Dossetti

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