Saremo giudicati sull’amore

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Ricordo bene quella suora piccola, minuta, il viso solcato da innumerevoli rughe, interamente avvolta nel sari bianco bordato d’azzurro. La ricordo rispondere alle domande di un giornalista del nostro canale nazionale, protesa verso l’interlocutore, con semplicità e cortesia. In quel contesto, alla domanda, un poco provocatoria, dell’intervistatore di come si facesse a diventare santi, mi colpì la risposta di Madre Teresa: “Lei stesso potrebbe diventarlo, compiendo con amore il suo lavoro, seminando amore nella sua famiglia, intorno a lei e in chiunque incontri” Aggiunse:

Tutti siamo chiamati alla santità.

Questa donna, che possedeva una fede granitica in Gesù ed in Maria, ha trascorso gran parte della sua vita nella megalopoli di Calcutta cercando e soccorrendo i poveri più poveri.

Sentì di doverlo fare. Sentì di dover dare questa finalità al suo essere suora. Ecco le motivazioni espresse nelle sue parole: “Cristo si trasformò in pane di vita, non bastò, volle dare di più. Volle offrirci la possibilità di trasformare il nostro amore per Lui in un’azione viva. Per questo Gesù si fece affamato, ignudo, diseredato. Il giudizio, nell’ora della nostra morte, verterà su quello che abbiamo fatto, su quello che siamo stati per i poveri e con i poveri.” Spiega Madre Teresa: “Avevo fame e non mi avete dato da mangiare: fame di pane, di giustizia, fame di dignità umana… e voi avete tirato dritto. Ero ignudo, spogliato di quella dignità, di quella giustizia, del riconoscimento che anche lui come noi è stato creato dalla stessa amorosa mano di Dio per amare ed essere amato. Scacciato e non solo da una casa di mattoni, ma anche respinto, umiliato in una fredda solitudine… Ogni persona affamata, ignuda, senza casa, moribonda, nasconde in sé Cristo sofferente.”

Era ormai nota in tutto il mondo Madre Teresa, per questa abnegazione verso gli ultimi della terra. Era invitata a conferenze, interviste che non amava molto, ma alle quali non si è mai sottratta per amore dei suoi poveri. Grazie a questo giungono fino a noi le sue parole. Ripeteva spesso: “Puoi trovare Calcutta in tutto il mondo se hai occhi per vedere. Dovunque ci sono i non amati, i non voluti, i non curati, i respinti, i dimenticati.

Nell’ottobre del1979 le fu assegnato il Nobel per la Pace. Alla sua morte, avvenuta il 5 settembre del 1997, venne salutata con solenni funerali di stato. Il mondo la celebrò. La gente la proclamò Santa prima che la Chiesa la proclamasse il 4 settembre 2016.

Oggi ricordiamo ancora il suo messaggio ed il suo insegnamento?

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