Sant’Urbano Martire

Storia delle sante Reliquie del Patrono di Milzanello

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Ci sono alcuni santi che portano questo nome, ma stringendo il campo solo ai martiri, il numero si riduce. La scelta è stata di analizzare tutte le ipotesi, valutando i dati a favore e a sfavore di ognuna di esse, alla luce della documentazione trovata.

1) s. Urbano Papa e martire ci è sembrata l’ipotesi da escludere.

2) Vi è un giovane martire di Antiochia, ucciso nel 253, associato al martirio di San Babila.
San Babila martire fu Vescovo di Antiochia, ucciso in odio alla fede nel 253, insieme a tre fratelli che la madre gli aveva affidato perché fossero allevati ed istruiti alla fede.

San Epolono fanciullo martire
San Prilidano fanciullo martire
San Urbano fanciullo martire

Se si dovesse trattare di lui, la domanda sarebbe: “Come è potuto arrivare dalla Siria a Milzanello?” Sarebbero plausibili due possibili vie:

* da Milano. La chiesa di san Babila a Milano è dotata di reliquie del Vescovo di Antiochia fornite dal Vescovo di Milano Marolo. Il culto di san Babila ha influenzato la liturgia a Milano anche per la presenza di una comunità siriana. San Marolo fu il XIV Vescovo di Milano, nacque in Mesopotamia e fu Vescovo di Milano dal 408 al 423. Proveniva dall’Oriente e questo è importante.
Ennodio, il vescovo di Pavia, parla di lui e riferisce che nacque nelle terre del fiume Tigri, terre che per prime furono raggiunte dal Vangelo e furono bagnate dal sangue di martiri. Per sfuggire alle persecuzioni, si recò ad Antiochia, in Siria e in seguito a Roma.
Fu amico del papa Innocenzo I.
Giunse a Milano come Vescovo dove fu ricordato per le sue virtù, la preghiera e le opere di carità a favore delle vittime delle invasioni dei Visigoti.
Fu lui a dotare la chiesa di san Babila delle reliquie provenienti da Antiochia. La Chiesa Bresciana non solo è una suffraganea della Chiesa Milanese, ma a lungo il Vescovo Bresciano aveva il privilegio di sedere accanto a quello milanese e di essere secondo solo a lui in parte dell’Italia del Nord. Questo fino a XV secolo, quando Brescia cominciò ad essere soggetta a Venezia.
Rimane tuttavia un’incertezza, poiché si parla solo delle reliquie di san Babila e non dei tre fanciulli.

* Le reliquie potrebbero venire da Venezia.
Venezia era una superpotenza navale, che portava da ogni parte del mondo le reliquie di tutti i santi che riusciva a trovare.
Dalla Passio di San Babila abbiamo una dettagliata descrizione della sorte dei corpi dei martiri di Antiochia e per lungo tempo la loro sepoltura fu certa e venerata .
In un libro stampato nel 1800 a Venezia, si trova l’elenco delle reliquie presenti nella chiesa di s. Bonaventura a Venezia. In questa chiesa erano state raccolte le reliquie corrispondenti ai diversi santi per ogni giorno dell’anno, ordinate in nicchie.

Al giorno 24 gennaio, fra gli altri, si citano:

  • S. Babila Vescovo,
  • s. Prilidano fanciullo martire di Antiochia e
  • s. Urbano martire di Antiochia.

Non è possibile capire se si trattasse di piccole porzioni oppure di ossa in gran numero, poiché Napoleone ne ha decretato la spoliazione.

Il Vescovo Badoer, di nobile famiglia Veneziana, che secondo la lapide ha donato le reliquie alla chiesa, prima di essere Vescovo di Brescia, è stato Patriarca di Venezia.
Se si volesse ipotizzare che le reliquie di s. Urbano siano state prese dall’allora Patriarca di Venezia, divenuto in seguito Vescovo di Brescia, l’idea potrebbe risultare plausibile. Tuttavia l’ipotesi incontrerebbe subito delle difficoltà, poiché sono i resti dell’altro fanciullo quelli che mancano nell’elenco e non quelli di S. Urbano.
Nell’Ottocento dunque due dei tre fratelli avevano le proprie reliquie a Venezia, ma qui nell’elenco compare Urbano e manca Epolono.
Anche questa ipotesi dunque mostra una certa fragilità.

3) Il santo Martire Urbano collaboratore di S. Paolo, citato al termine della lettera ai Romani.
I risultati delle ricerche in archivio fanno propendere verso questo santo, poiché nei registri risulta che i festeggiamenti cadessero nella quarta domenica di Ottobre.
Il fatto che a Milzanello si festeggiava S. Urbano alla fine di Ottobre e non a Maggio, commemorazione di s. Babila e dei fanciulli, fa propendere proprio per il martire romano.

A Ottobre si faceva memoria di un s. Urbano in effetti: il collaboratore di san Paolo, nominato assieme a s. Ampliato nella lettera ai Romani.
Da principio avevamo escluso si potesse trattare di lui, perché troppo antico, ma se si considera la storia delle reliquie, degli scavi nelle Catacombe romane e dei corpi santi, questa ipotesi diventa plausibile.

Il ritrovamento di corpi nelle catacombe romane ha portato alla luce una serie di resti delle vittime cristiane delle persecuzioni dei primi secoli. Questi resti, spesso indicati con un nome e un segno che ne segnalava la morte cruenta e il martirio, furono in effetti distribuiti in tutta Europa nei secoli in cui le Eresie protestanti si erano diffuse. Erano state mandate soprattutto nel nord dell’Europa dove i Luterani avevano distrutto le reliquie e le immagini dei santi e servivano a rinnovare proprio la devozione ai santi.

Durante la fine del XVII il territorio Bresciano era stato percorso da venti di eresia che si era insinuata non solo nella popolazione delle Valli, ma anche nei ceti alti e nel clero della città.

La situazione era preoccupante al punto che dopo la morte del Vescovo Marco Dolfin la sede era rimasta vacante per due anni e il Papa aveva nominato Vescovo di Brescia il Cardinale Badoer, Patriarca di Venezia, con una missione precisa: estirpare l’eresia a Brescia. Lo stesso Badoer si impegnò in modo risoluto a portare a termine il suo compito, unendo allo stesso tempo azioni per curare la formazione del Clero, ravvivare la devozione alla Vergine e ai Santi e diffondere l’adorazione al Santissimo Sacramento nella popolazione.
Anche questa pista potrebbe portare alla provenienza delle reliquie in quanto queste potrebbero verosimilmente provenire dalle catacombe di Roma.

Sia che si tratti dei resti di un Martire Romano delle prime persecuzioni, sia che si tratti del fanciullo di Antiochia, è chiaro che le spoglie del Martire Urbano provengono dall’azione dell’allora Vescovo di rinvigorire la fede Cattolica dei Bresciani nella sua opera di risanare la purezza della Dottrina e delle Verità della Tradizione.

Gran parte della forza di propagazione dell’eresia si doveva all’ignoranza delle verità di fede e nella fragilità nella predicazione del Clero, spesso esso stesso traviato dalle idee eretiche.

Attenzione alla formazione della fede, attenzione alla Catechesi fin dalla fanciullezza e una vita ricca di preghiera, adorazione e sacramenti hanno costituito il tentativo di porre un argine ad una deriva che era arrivata a lambire la stessa Cattedrale di Brescia.

La carità, l’attenzione ai bisogni dei poveri e l’umiltà erano vissute in prima persona dal Vescovo che faceva di se stesso un esempio per i sacerdoti e fedeli a lui affidati.
Visionando i registri presenti nell’archivio parrocchiale di Milzanello, risulta che s. Urbano Martire era Patrono e Protettore di Milzanello. I festeggiamenti in suo onore erano previsti la quarta domenica del mese di Ottobre .
Da questo si deduce che il santo martire celebrato nel passato dagli abitanti del paese era s. Urbano collaboratore di s. Paolo, citato alla fine della lettera ai Romani.
Dunque, i festeggiamenti tradizionali sono nel giorno che si commemora s. Urbano martire collaboratore di Paolo.

Cerchiamo di collocare le reliquie nel loro giusto posto.

La Chiesa cattolica ha sempre guardato ai martiri con orgoglio e riconoscenza, poiché la loro fedeltà e fermezza nel testimoniare Cristo, unite al fatto che hanno associato il loro sacrificio alla sua croce, sono il motivo per il quale li abbiamo sempre venerati e ricordati come esempio. Questo il motivo per cui, non dimentichiamolo, il loro sangue è seme per nuovi Cristiani.

La cura poi che da sempre i fedeli hanno avuto per i resti dei santi martiri si innesta nel pensiero cristiano, secondo cui l’uomo, anima, spirito e corpo, è creatura di Dio fatta a sua immagine e creata buona. È vero, la nostra natura è stata corrotta dal peccato originale, ma è creata come cosa molto buona e quindi il corpo non è e non può essere male. Anzi, là dove l’uomo si lascia redimere dalla Grazia, dove asseconda la volontà di Dio, nasce la santità che è presenza di Dio in noi. Ecco che il corpo, insieme all’anima, viene santificato. Per questo per la Chiesa Cattolica, anche le spoglie mortali dei santi sono preziose.

Non solo perché richiamano ad una persona il cui esempio è da imitare, ma perché sono i resti di una creatura in cui ha dimorato Dio. Non siamo forse noi Tempio dello spirito Santo?
Ecco il motivo della devozione alle Reliquie. Dio ha preso un corpo, è diventato veramente uomo, e questo non dice forse l’alta dignità del corpo, assieme a quella della nostra anima? In tempi in cui eresie e spiritualità di varia origine si sono insinuati nei discorsi e nei pensieri, mettendo a rischio la fede, ecco che i veri pastori di anime hanno cercato il modo per insegnare la Verità con strumenti semplici, comprensibili a tutti.

Devozione al Santissimo Sacramento, venerazione alla Vergine Maria e ai Santi sono state le armi con cui combattere i venti eretici che attaccavano le verità di fede. Ma per opporsi all’idea dualista spirito bene, materia male, lo strumento principale rimaneva la devozione alle Reliquie che rimandavano ad un santo Martire e che incarnava proprio l’idea che Anima e Corpo, insieme sono cosa molto buona, creati da Dio, redenti da Cristo, abitati dallo Spirito Santo.

Le reliquie di Milzanello potrebbero essere giunte dalle catacombe di Roma?
Possibile.
In tempi di assalti dell’eresia, molti sacerdoti, Vescovi e Cardinali richiedevano sante reliquie trovate durante gli scavi nelle Catacombe, per rafforzare la loro azione pastorale.
E se invece fossero le reliquie di s. Urbano di Antiochia?
Non del tutto impossibile.
A Venezia vi erano le reliquie di san Babila e dei tre fanciulli martirizzati assieme a lui. Venezia portò dall’Oriente moltissime Reliquie e queste in particolare, a differenza di molte altre, hanno una documentazione storica dettagliata fin dall’inizio.
Alcuni documenti spingono verso le catacombe di Roma, altri no.
La verità è che senza un documento preciso e dettagliato, ogni ipotesi rimane tale.

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ORANews

Oratorio San Luigi di Leno


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