San Benedetto da Norcia: legislatore e fondatore

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Che cosa sappiamo di Benedetto, chi ci parla di lui?  Si può rispondere in breve così: tutto ciò che noi sappiamo della vita e figura di Benedetto lo dobbiamo quasi esclusivamente al papa San Gregorio Magno (540c-604).  Questi ce ne parla in una sua opera scritta nei primi anni del suo pontificato intitolata “Dialoghi”.  Opera che consta di “quattro libri”, in cui il pontefice narra la vita di parecchi santi.  Ebbene: il II Libro di quest’opera, in 38 capitoli, è interamente dedicato a narrare la vita e i miracoli di S. Benedetto. Pertanto i dati, sulla vita e santità di Benedetto,che ci vengono forniti dal grande Papa sono certi e sicuri: sono storici, non di fantasia. Egli li attinge direttamente dai monaci che hanno vissuto col santo: Costantino e Simplicio, successori di Benedetto a Momtecassino; Valentiniano, già monaco di Montecassino e poi superiore del monastero del Laterano; infine Onorato che era ancora vivo e dirigeva i monasteri di Subbiaco. 

Detto questo riassumiamo i momenti salienti della sua vita.

Benedetto nasce a Norcia (Perugia) verso il 480 d.C. da una famiglia nobile della “gens Anicia”. A Norcia compie i suoi primi studi con la sorella Scolastica, amato dai suoi genitori che lo formano alla fede cristiana con la fedelissima nutrice.   Viene poi inviato dai genitori a Roma perché possa approfondire gli studi letterari e giuridici consoni alla nobiltà della famiglia a cui apparteneva.  Disgustato dalla corruzione che trova a Roma, abbandona la città con la fedele nutrice e si rifugia ad Affile per dedicarsi in solitudine alla vita religiosa, imparando a “nulla anteporre all’Amore per Cristo”. Dopo varie vicende più o meno spiacevoli, fonda, nella valle dell’Aniene, dodici monasteri di cui il primo e più importante quello di Subbiaco tutt’ora esistente, splendido per storia e arte, soprattutto dove i monaci “pregano, leggono e lavorano”, secondo la sua Regola.  Intanto la fama della sua saggezza e santità si diffonde, oltre che tra i semplici, anche tra la nobiltà locale.  Ma tanta fama gli attira gelosia e tentativo di ucciderlo, quindi decide di lasciare quei luoghi e inizia così il suo cammino verso l’antica città di Cassino dove fonda il grande monastero, tutt’ora esistente,faro di fede e cultura, dove resterà fino alla sua morte.  Qui erigerà un “monumento” formidabile: la sua Regula monachorum, Regola per i monaci. 

A Montecassino il 21 Marzo del 547, con le braccia elevate al cielo, sostenute dai suoi monaci, come nuovo Mosè,ricco di grazia, sapienza e santità, rende l’anima al Signore.

A Lui si addice quanto afferma la Liturgia: “Farò di te un grande popolo e ti benedirò, renderò grande il tuo nome e sarai per tutti una benedizione” ! (Gen.12,2). –

Da molti studiosi attuali, sia religiosi che laici, oggi si riconosce alla Regola benedettina un valore fondamentale, non solo per i monaci, ma anche per la Famiglia umana e per qualsiasi società imprenditoriale.  In seguito, pertanto, illustreremo alcuni capitoli fondamentali di essa, e ne riconosceremo la sua piena attualità. 

Oggi i Benedettini sono presenti in tutto il mondo con circa 2.000 monasteri e 9.000 monaci e le monache sono 19.000.

I cittadini di Leno dovrebbero essere riconoscenti ai Benedettini, in quanto, chiamati da Re Desiderio, che fondò l’antica Abbazia di S. Salvatore, coltivarono e dissodarono non solo il terreno, ma misero le basi per una vita cristiana autentica, compiendo una grande opera di evangelizzazione, spiritualità, caritativa e di ospitalità.

Silvano Mauro Pedrini OBS

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ORANews

Oratorio San Luigi di Leno


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