Saluto a mons. Luigi Corrini

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“Il Signore è mia eredità: nelle Tue mani è la mia vita” (Salmo 16)

Mercoledì 18 luglio, nella Basilica Minore di San Lorenzo in Verolanuova, sono stati celebrati i funerali di Don Luigi Corrini, presieduti da Sua Eccellenza Mons Pierantonio Tremolada, con la partecipazione di numerosi sacerdoti confratelli in rappresentanza del clero bresciano.

Don Luigi si è spento lunedì 16 luglio a Mompiano, presso la Fondazione Mons Pinzoni, dove era ospite da quattro anni, amorevolmente assistito dal personale sanitario e religioso e dai volontari che sempre gli sono stati vicini.

Riposa ora nel cimitero di Verolanuova, nella cappella dei sacerdoti, come da suo desiderio, più volte espresso, per essere accanto ai suoi verolesi, che ha amato e servito per 28 anni.

Durante la sua lunga permanenza come parroco della comunità verolese don Luigi, fin dal primo anno, nel 1975, fondò il bollettino “L’Angelo di Verola” organo di informazione parrocchiale, presente ogni mese nelle famiglie verolesi; incoraggiò un gruppo di giovani a dare avvio alla radio parrocchiale, un servizio efficace e al passo con i tempi.

Sin da subito riservò grande attenzione ai lavori di ristrutturazione della Basilica minore e delle chiese sussidiarie; il tutto grazie al generoso sostegno e alla collaborazione di tanti verolesi; nel 1990 furono completati i lavori di ristrutturazione dell’oratorio parrocchiale, dedicato al Vescovo verolese Giacinto Gaggia.

L’impegno di don Luigi, unito all’aiuto dei curati e di tanti laici, ha permesso, nel tempo, di tenere vive le grandi tradizioni culturali, sociali e caritative della Comunità cristiana verolese, che ancora oggi riconosce in lui la figura di un sacerdote che si è distinto per fede e impegno sociale.

Proveniente da Seniga, da una famiglia di umili origini, da sempre ha messo a fondamento della sua azione pastorale l’umiltà, il servizio per il prossimo, la solidarietà, valori propri della civiltà contadina.

Dopo la consacrazione sacerdotale, nel 1953, fu destinato, come giovane curato, alla comunità di Bassano Bresciano, per otto anni, dove il suo ricordo è ancora vivo oggi, tra i suoi ex ragazzi dell’oratorio.

Nel 1961 iniziò il servizio pastorale nella Parrocchia dei SS. Pietro e Paolo in Leno, con permanenza per quattordici anni, con l’incarico specifico di assistente spirituale del Circolo Acli e di direttore della scuola di canto San Benedetto, attività nella quale ebbe modo di esprimere la grande passione per il canto, finalizzato a condecorare le funzioni religiose.

Dopo pochi mesi dal suo arrivo a Leno, incoraggiato dall’Abate Mons Galli, diede vita al bollettino parrocchiale “La Badia”, che vide la sua prima uscita il 1 gennaio 1962, giornale parrocchiale che ha superato i cinquanta anni di vita.

Raggiunti i settantacinque anni canonici, Mons Luigi decise di ritornare a Leno, comunità a lui familiare ed accogliente, dove per altri dieci anni mise a disposizione le sue energie, soprattutto a favore degli ammalati, dedicandosi, altresì, alle celebrazioni liturgiche e alle confessioni.

Negli ultimi quattro anni di vita, caratterizzati da precarie condizioni di salute, amava spesso rievocare gli anni giovanili, vissuti a Seniga.

In particolare riaffioravano in lui i ricordi legati al suo primo incontro con il giovane sacerdote don Karol, futuro Papa Giovanni Paolo II.

Don Luigi, giovane chierico, nel luglio 1947, ebbe la fortuna di condividere, per 10 giorni, esperienze di vita quotidiana con il giovane sacerdote polacco. In quell’estate, infatti, don Karol trascorse alcuni giorni a Seniga, ospite dell’amico e collega di studio don Francesco Vergine.

Nell’immediato dopoguerra, entrambi erano studenti a Roma, presso le facoltà teologiche. I due sacerdoti e il chierico Luigi Corrini facevano passeggiate in bicicletta; la meta preferita era il Santuario della Madonna di Comella. Don Luigi ha sempre ricordato, con immutata meraviglia e stupore, il profondo raccoglimento e l’intensità della preghiera del giovane sacerdote polacco. Non si stupì quando l’Amico Karol, divenuto Vescovo e poi Papa, scelse, a voler sottolineare il profondo legame alla Vergine Maria, come motto del suo stemma “Totus tuus”.

Giovanni Fiora

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ORANews

Oratorio San Luigi di Leno


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