Clemente di Mertz

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Ricorrenza: 23 Novembre

Vissuto nella seconda metà del sec. III o nella prima del IV, morì in data ignota; la sua festa fu fissata il 23 novembre, forse per una identificazione con san Clemente I papa, commemorato in quel giorno. Ebbe culto locale assai diffuso.
Le notizie storiche sulla vita di Clemente sono state sopraffatte dalla leggenda. A partire dal sec. VIII si volle nobilitare la Chiesa di Metz attribuendole un’origine apostolica e Clemente, indicato come suo fondatore, fu presentato come un discepolo di san Pietro. Inviato a Metz per evangelizzare la regione, fondò un oratorio sul luogo d’un anfiteatro romano e fu considerato come primo vescovo; così in un catalogo episcopale in versi del vescovo Angilramo (776), a cui attinse Paolo Diacono nel Liber de episcopis Mettensibus (783). Alla narrazione di Paolo si ispirarono, nei secc. X-XIII, ben cinque biografie del santo, ricche di elementi fantasiosi e interessanti il folklore, di cui la critica, specie benedettina, ha fatto giustizia (Clemente avrebbe liberato Metz da un mostruoso serpente e, in genere, dai rettili annidati nell’anfiteatro; avrebbe fondato chiese e convertito sovrani).
Sul luogo dell’anfiteatro, sufficientemente noto agli archeologi, esistevano nel Medioevo la chiesa di St-Pierre-aux-Arènes e, nei pressi, quella di San Felice martire, più tardi dedicata a Clemente; ma l’identificazione dell’oratorio edificato dal santo con una di queste chiese e, in particolare, con la chiesa eponima (che non poté essere intitolata al suo nome prima del VI-VII sec.) non è suffragata da prove. Il monastero di San Clemente passò nel 946 ai Benedettini guidati da san Cadroe (da Vaulsort): nell’abbazia i monaci irlandesi furono i più numerosi per tutto il Medioevo. Nel 1090 le reliquie del santo furono traslate (il 19 marzo o il 2 maggio) dal vescovo Heriman nella cattedrale di Metz; al tempo della Rivoluzione esse furono disperse con la scomparsa chiesa, che nel 1630 era stata assegnata alla congregazione di St-Vanne e St-Hydulphe.
Protettore di molte parrocchie locali, Clemente dà il titolo all’attuale collegio dei Gesuiti.

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