Cecilia Yu So-sa

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Ricorrenza: 22 Novembre

Il Concilio Vaticano II, lungi dall’aver abolito il culto dei santi, ha piuttosto sottolineato la chiamata universale alla santità, questa grande realtà di vita improntata allo stile evangelico. Negli ultimi decenni questa riscoperta dimensione di imitazione di Cristo a cui sarebbero chiamati tutti i cristiani di ogni condizione, ha portato al riconoscimento tramite numerose beatificazioni e canonizzazioni anche di numerosi fedeli laici, mentre per lunghi secoli è ben noto come gli unici santi privi di abiti religiosi fossero stati quasi esclusivamente i sovrani di varie dinastie eurepee ed alcuni martiri dei primi secoli.
La santa oggi festeggiata è appunto una laica, vissuta in Core a cavallo tra il XVIII ed il XIX secolo. Purtroppo, come già per i primi martiri, è assai difficile reperire numerose notizie sul suo conto, in quanto pur costituendo essi la più importante schiera di santi, i cristiani hanno forse sempre ritenuto inutile mandare molti dettagli circa la loro esistenza terrena, quanto piuttosto porre in dovuto risalto l’estrema testimonianza della fede cristiana sino all’effusione del loro sangue.
Cecilia Yu So-sa nacque a Seoul, odierna capitale della Corea del Sud, nel 1761. Donna sposata, suoi figli furono i Santi Paolo Chong Hasang e Jung Hye. Rimasta poi vedova, fu privata di tutti i suoi averi ed incarcerata a causa della sua fede cristiana. Per ben dodici volte venne portata in giudizio ed altrettante fu sottoposta alla fustigazione. Morì infine nel carcere di Bo-jeong il 23 novembre, quasi ottuagenaria.
Cecilia fu beatificata il 5 luglio 1925 ed infine canonizzata da Papa Giovanni Paolo II il 6 maggio 1984 con altri 102 martiri che avevano irrorato con il loro sangue la sua patria coreana. Il gruppo, noto con il nome “Santi Andrea Kim Taegon, Paolo Chong Hasang e compagni”, è festeggiato comunemente dal calendario liturgico latino al 20 settembre.

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