Riorganizzazione delle Zone Pastorali

2

L’esperienza delle zone pastorali della nostra parrocchia ha avuto il suo avvio con mons. Giacomo Capuzzi che, per iniziare l’attuazione del Concilio Ecumenico Vaticano II, ha voluto dare una nuova impostazione alla pastorale parrocchiale, costituendo il Consiglio Pastorale, come modalità di partecipazione attiva dei laici alla missione della Chiesa, chiedendo loro di essere più presenti come testimoni del Vangelo nella quotidianità della vita della gente: lavoro, famiglia, vicinato, malattia, sport, tradizioni, vita religiosa… Così è nata l’idea di dividere la parrocchia in zone perché, attraverso dei laici maggiormente impegnati e responsabili, perché in diretto contatto col Consiglio e con i sacerdoti, che vivono nella zona, si potesse arrivare meglio alle “periferie” con l’annuncio del Vangelo, l’accompagnamento spirituale e l’esercizio della carità.

Si pensò a venti zone, dando peso anche alle numerose cascine, allora ancora parecchio popolate. Questa impostazione ha aiutato non poco a costruire autentiche relazioni di amicizia, che hanno contribuito a vivere con più intensità la comunione ecclesiale e la carità fraterna. Le persone disponibili al lavoro pastorale zonale erano e sono state molte, per la capillarità di vita cristiana che ancora si viveva.
Mons. Giambattista Targhetti, valutata l’importanza e l’utilità delle zone, ha ritenuto di sostenerle e di incoraggiare coloro che vi lavoravano: e ha fatto molto bene, perché così ci troviamo un prezioso tesoro da “sfruttare” al meglio.

Perché, dunque, ridurne il numero? Non hanno più il loro valore?
Le continuano ad avere il loro valore, oggi forse più di prima, e continuano ad essere un grande strumento per la pastorale parrocchiale, onde arrivare il più possibile alle “periferie” umane e geografiche della nostra parrocchia. Appunto per questo è necessario utilizzare al meglio tutte le energie a disposizione, che, rispetto al passato, sono meno numerose.
E questo per il fatto che negli anni la geografia del paese è cambiata e la distribuzione degli abitanti è diversa: alcune zone si sono parzialmente spopolate; altre, una volta abitate da famiglie giovani, con energie fresche, sono “invecchiate”; altre ancora hanno visto una grossa immigrazione di famiglie di altre religioni, che non partecipano alla vita della comunità cristiana. Inoltre, in generale, si è abbassato il numero di coloro che, pur battezzati, non vivono la vita di fede o non sentono l’appartenenza alla comunità cristiana.

In questa nuova situazione con venti zone si rischia di disperdere anche quelle diminuite risorse che ancora ci sono. Per potenziarle il CPP, insieme con i sacerdoti, ha pensato un nuovo progetto, che riunisce alcune forze per dare più vigore e consentire alle persone disponibili al servizio della pastorale zonale di non sentirsi sole e isolate bensì di trovare un sostegno nel lavorare con altri.
Abbiamo ritenuto così di ridurre a dieci le nuove zona pastorali, secondo la divisione che presentiamo qui di seguito.

zone-pastorali

Potete visualizzare la gallery con le singole zone nel nostro archivio.

•―• •• ――― •―• ――• •― ―• •• ――•• ――•• •― ――•• •• ――― ―• • / ―•• • •―•• •―•• • / ――•• ――― ―• • / •――• •― ••• ― ――― •―• •― •―•• ••
ORANews

ORANews

Oratorio San Luigi di Leno


Commenti