Ricordi di un tempo: la festa della Madonna della Stalla

Mi piace

Tra i ricordi della mia mamma ho trovato questo articolo scritto da lei per il “corteass” che descrive la festa della Madonna della Stalla quando lei era giovane. Mi piace riproporla per ricordare ai giovani e ai meno giovani come era vissuta la giornata della festa della madonna della stalla tanti anni fa.

Rosalba Bulgari

La domenica seguente la data della apparizione della Madonna, il parroco don Pietro Salvati, avvisava tutte le famiglie perché potessero portecipare alla processione che si svolgeva dallo chiesa parrocchiale olla chiesetta della Madonna della Stalla. Si partiva tutti insieme a piedi dalla chiesa alle ore 9.00 e con canti, preghiere e rosario si arrivava alla meta.

Aprivano la processione le persone iscritte alla Associazione del Santissimo Sacramento con lo croce. Seguivano i bambini dell’asilo delle scuole elementari accompagnati dalle loro catechiste: Elena Filippini, Cecilia Forneri e la nipote di don Pietro, Lucrezia.

Giunti colà verso le ore 10.00 si celebrava l’Eucarestia all’interno della piccola chiesa e i numerosi fedeli stavano sotto il portico perché non vi era posto in chiesa. Infatti i banchi erano occupatati alle famiglie delle cascine che Iì abitavano e a volte dal proprietario dello cascina.

Tuttavia il parroco, per risolvere questo inconveniente, faceva l’omelia fuori sotto il portico raccontandoci sempre la storia della apparizione. Dopo la S. Messa si andava presso lo sorgiva (dove secondo la tradizione lo bambina miracolata raccolse l’acqua da portare ai suoi genitori) e là si beveva e la si prendeva nei fiaschi per portarla a cosa da usare quando si era ammalati in segno di fede.

Era una festa molto attesa per noi ragazze perché c’erano tre o quattro bancarelle onde poter acquistare delle piccole ciambelline o dello zucchero filato. Mi ricordo il mio papà Stefano che, pur essendo stretto di maniche, in quell’occasione non mi lasciava mai mancare lo zucchero filato. Si può dire che tutto il paese era presente con le loro famiglie.

Anche dalle zone limitrofe venivano per la celebrazione e la festa. Questo festa diventava anche l’occasione per gli adulti di parlare dei loro affari inerenti al bestiame e ai prodotti della terra.

Mi ricordo che dalla cascina Uggera fino alla chiesetta trovavamo addobbi e arcate con motivi floreali. Terminato il tutta bisognava tornare a casa per l’ora del pranzo: puntuali.

Alcuni, i più fortunati, vi ritornavano con i ‘taxi di allora’ carretti trascinati da cavalli, per tutti gli altri a piedi con passo veloce.

Rosina Cominelli

•―• •• ―•―• ――― •―• ―•• •• / ―•• •• / ••― ―• / ― • ―― •――• ――― ―――••• / •―•• •― / ••―• • ••• ― •― / ―•• • •―•• •―•• •― / ―― •― ―•• ――― ―• ―• •― / ―•• • •―•• •―•• •― / ••• ― •― •―•• •―•• •―

ORANews

Oratorio San Luigi di Leno


Commenti