Questa è la notte in cui Cristo ha vinto la morte!

Sabato Santo

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Introduzione

Nella notte che precede il giorno di Pasqua si celebra la grande Veglia Pasquale, la celebrazione che raccoglie il cuore della nostra fede e del nostro cammino di cristiani, iniziata con il Battesimo. Dall’annuncio della Pasqua di Gesù, dalla forza del canto dell’Alleluia parte tutta la forza della vita nuova che Gesù è venuto a portarci.

Preparativi per la festa

  1. Prepariamo la casa: non solo le “pulizie di Pasqua” ma anche qualche segno che vesta a festa la nostra tavola e la nostra casa.
  2. Puoi decorare le uova pasquali.
  3. Se vuoi puoi prepararti con questa lettura:

La tradizione ebraica privilegia la liturgia domestica: il momento culminante della celebrazione di quasi tutte le feste religiose avviene in famiglia, dove i genitori sono i “ministri” del culto e dove il momento liturgico costituisce un momento catechetico importante per le nuove generazioni che, in questo modo, ricevono la trasmissione della tradizione religiosa interiorizzandola progressivamente.

La donna e i figli

A questo proposito è opportuno sottolineare due aspetti importanti. Innanzitutto il ruolo fondamentale della donna: è lei la garante dell’organizzazione di tutta la liturgia domestica, nell’ambito della quale è la sola che può accendere le candele della festa, segno della presenza divina, pronunciando su di esse la benedizione; in secondo luogo la costante attenzione ai figli che sottolinea come gli stessi siano considerati futuro e garanzia perché la comunità viva e possa continuare a testimoniare la propria fede nel tempo. Si può quindi affermare che si prende coscienza della propria tradizione religiosa e si matura il senso di appartenenza alla medesima vivendo in una famiglia che, attraverso gesti e parole, fa costantemente “memoria” della propria storia di fede.

Casa e mensa

La casa viene così compresa e vissuta, come “spazio sacro” dove, nella quotidianità del tempo che scorre, ogni gesto, anche il più semplice e apparentemente banale o scontato, diventa segno di una vita vissuta nella continua tensione verso la santità. Non a caso quindi molti momenti significativi della vita pubblica di Gesù, ebreo fedele alle tradizioni del suo popolo, sono avvenuti nelle case e spesso attorno ad una mensa comune.

Imparare da loro

Tutto ciò costituisce una positiva provocazione per la famiglia cristiana che desidera recuperare l’orizzonte domestico della propria vita di fede. Facendo tesoro di ciò che la tradizione ebraica continua ad attestarci, sarebbe importante valorizzare meglio, all’interno della casa e della famiglia, una dimensione liturgica che, non escludendo il momento comunitario esterno, possa essere significativamente orientata al medesimo. Ciò chiama inevitabilmente in causa il ruolo ministeriale dei genitori, che sono in prima persona coinvolti nel preparare e vivere la festa di fronte e assieme ai figli accompagnandoli nella progressiva scoperta e interiorizzazione del significato.

E. BARTOLINI, in Sergio Nicolli (a cura di), La casa cantiere di santità, Città Nuova Editrice, Roma 2004, p. 61-63.

Celebrazione

Dopo cena, quando ormai è buio, la famiglia si riunisce attorno al Luogo della Bellezza.

Ti servirà un recipiente con dell’acqua.

Rito d’introduzione

Le luci di casa sono spente. Iniziamo la celebrazione al buio, con solo
una piccola luce (sufficiente per leggere).

Figlio più piccolo: Che cosa c’è di diverso questa notte da tutte le altre notti?
Genitore: Schiavi fummo del Faraone in Egitto; ma in questa notte il Signore nostro Dio ci fece uscire con mano forte e braccio disteso.
Figlio più piccolo: E perché questa notte restiamo ad aspettare?
Genitore: Schiavi eravamo tutti a causa della paura della morte e del male ma in questa notte Cristo ci ha liberato.
Tutti: Questa è la notte più luminosa dell’anno: Gesù è risorto dai morti! Lui è la nostra luce!

Accensione della Luce

Si accendono la candela e tutte le luci della casa.
Nel frattempo possiamo ascoltare il ritornello:
Cristo è risorto veramente, alleluia

Genitore: Tutti ora possiamo gioire, tutti i cristiani del mondo sono in festa.
Genitore: Cristo è risorto, alleluia.
Tutti: È veramente risorto, alleluia. (3 volte)
Tutti insieme: Cristo è risorto dai morti,
con la morte calpesta la morte,
e ai morti nei sepolcri fa dono della vita.

Annuncio della risurrezione

Il figlio più grande legge e gli altri cantano con gioia l’Alleluia, canto della Risurrezione.

Dal Salmo 117

Tutti: Alleluia, alleluia, alleluia

Rendete grazie al Signore perché è buono, perché il suo amore è per sempre.
Dica Israele: «Il suo amore è per sempre».
Tutti: Alleluia, alleluia, alleluia.

La destra del Signore si è innalzata,
la destra del Signore ha fatto prodezze. Non morirò, ma resterò in vita
e annuncerò le opere del Signore.
Tutti: Alleluia, alleluia, alleluia.

La pietra scartata dai costruttori
è divenuta la pietra d’angolo.
Questo è stato fatto dal Signore:
una meraviglia ai nostri occhi.
Tutti: Alleluia, alleluia, alleluia.

La mamma o una figlia legge il Vangelo come le donne che, il mattino di Pasqua, hanno portato l’annuncio della Risurrezione.

Dal vangelo secondo Matteo

Dopo il sabato, all’alba del primo giorno della settimana, Maria di Màgdala e l’altra Maria andarono a visitare la tomba. Ed ecco, vi fu un gran terremoto. Un angelo del Signore, infatti, sceso dal cielo, si avvicinò, rotolò la pietra e si pose a sedere su di essa. Il suo aspetto era come folgore e il suo vestito bianco come neve. Per lo spavento che ebbero di lui, le guardie furono scosse e rimasero come morte. L’angelo disse alle donne: «Voi non abbiate paura! So che cercate Gesù, il crocifisso. Non è qui. È risorto, infatti, come aveva detto; venite, guardate il luogo dove era stato deposto. Presto, andate a dire ai suoi discepoli: “È risorto dai morti, ed ecco, vi precede in Galilea; là lo vedrete”. Ecco, io ve l’ho detto». Abbandonato in fretta il sepolcro con timore e gioia grande, le donne corsero a dare l’annuncio ai suoi discepoli. Ed ecco, Gesù venne loro incontro e disse: «Salute a voi!». Ed esse si avvicinarono, gli abbracciarono i piedi e lo adorarono. Allora Gesù disse loro: «Non temete; andate ad annunciare ai miei fratelli che vadano in Galilea: là mi vedranno».

Benedizione con l’acqua

Si mette al centro un recipiente con l’acqua.

La risurrezione di Gesù non è semplicemente un ritornare alla vita, ma è rinascere ad una vita diversa, ad una vita nuova. Una vita che è libera da ogni paura, che è libera addirittura dalla morte! Noi siamo tutti molto fortunati, perché nel giorno del nostro battesimo abbiamo ricevuto un inizio di questa vita. Quel giorno siamo
diventati figli di Dio, ricevendo la stessa vita del Figlio Gesù.

Genitore: Preghiamo allora insieme con la preghiera dei figli,
quella preghiera che proprio Gesù ci ha insegnato:
Padre nostro…

Quest’acqua vuole ricordarci l’acqua del nostro battesimo; grazie a quest’acqua abbiamo ricevuto quella vita nuova che Gesù ha conquistato per noi nella notte di Pasqua! Come da antica tradizione, non solo facciamo il segno di croce con l’acqua ma ci bagniamo anche gli occhi: che il Signore ci doni vita nuova e di vedere come Lui vede!

Ognuno intinge la mano nell’acqua, fa il segno di croce e si bagna gli occhi.

Benedizione della famiglia

Genitore: Preghiamo.
Benedetto sei tu, Signore del cielo e della terra, che nella grande luce della Pasqua manifesti il tuo amore e doni al mondo la speranza della vita nuova.
Guarda questa nostra famiglia: proteggila e custodiscila sempre, perché sostenuta dalla tua grazia viva nella concordia e nella pace e come piccola Chiesa domestica testimoni nel mondo la gloria di Cristo.
Egli ha vinto la morte, e vive e regna nei secoli dei secoli.
Amen.

Togli la pietra dal vaso e innaffia il tuo terreno.
È l’acqua della vita nuova di Dio, inaugurata con la Pasqua.
Crescerà il bene, crescerà la nuova vita.

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ORANews

Oratorio San Luigi di Leno


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