Quaresima 2016 – Centri di ascolto

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In questa periodo Quaresimale, abbiamo partecipato alla catechesi del centro di ascolto in Parrocchia, nel quale don Alberto ci ha fatto riflettere su alcuni passi dell’Antico Testamento, in particolare sulle letture della liturgia delle prime tre Domeniche di Quaresima. Gli incontri, al giovedì sera, sono stati 3 e sono stati molto interessanti.

Nel primo incontro abbiamo letto il capitolo 26 del libro del Deuteronomio, i passi 4-10. Abbiamo scoperto che il popolo di Israele era tenuto sempre, durante i riti di preghiera, a ringraziare Dio per le primizie e i doni della terra. Il ringraziamento, dunque, va a Dio, sempre, per tutto ciò che ci dona.

Per questo abbiamo approfondito il valore della parola “gratitudine”, senza la quale non si scopre l’Amare di Dio e l’Amore del prossimo. Perciò chiamati, nel nostro cammino spirituale, a leggere che tutto quello che abbiamo e riceviamo è sempre un “Dono” di Dio.

Nel secondo incontro ci è stato proposto il capitolo 15 del libro della Genesi ai passi 5-18. In questo passo si cita Abramo, capostipite della fede Ebraica, Cristiana e Mussulmana, che ha un’età avanzata, e nonostante abbia una profonda fede nel progetto di Dio, è assalito dal dubbio. Dove nasce questo dubbio? La sua vita sembra sia essere arida. Infatti non ha eredi, nonostante Dio gli abbia promesso una grande discendenza. Il Signore allora interviene e invita Abramo a guardare il cielo e a contare le stelle che ci sono in esso. Impossibile! Ma non per Dio. La promessa riconferma la discendenza, più numeroso delle stelle! La fiducia in Dio non deve mai mancare anche quando le nostre attese sembrano non avverarsi.

Spesso Dio non interviene quando va tutto bene, ma quando le cose sembrano andare per il verso sbagliato. Leggere la Parola di Dio aiuta a guardare i fatti della nostra vita sotto lo sguardo Dio, che non ci abbandona mai!

“Lampada ai miei passi è la tua Parola, luce al mio cammino”. Signore aumenta la nostra fede. Nel terzo incontro abbiamo trattato il capitolo 3 dell’Esodo ai passi 1-15. Si tratta dell’episodio di Mosè davanti al roveto ardente, che brucia e non si consuma. Mosè si rende conto che è davanti ad un evento “straordinario, divino”. Il fuoco che arde e non consuma il roveto, è l’Immagine della santità di Dio e della sua purezza. Il fuoco infatti, è un elemento puro, che ti scalda e purifica, ma al quale anche non puoi avvicinarti. Dio chiama Mosè per la seconda volta e gli chiede di farsi carico del suo popolo, Israele, e in particolare della sua liberazione dalla schiavitù dell’Egitto. Tutto questo ci fa capire che davanti al fallimento dei nostri progetti, Dio ha sempre fiducia in noi, nell’uomo, nonostante i suoi limiti. La sua misericordia è senza limiti, immensa e giusta. Dio pensa al bene dell’uomo e alla sua libertà.

Infine, questi incontri, a nostro parere, sono stati molto fruttuosi; hanno favorito l’esprimersi di diversi punti di vista e soprattutto hanno messo la base per costruire insieme una comunità più unita nella fede. Ci siamo sentite meno sole e più aperte alla conoscenza, al dialogo e alla preghiera. Ringraziamo per questo il Signore.

Pensieri di alcune fedeli

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ORANews

Oratorio San Luigi di Leno


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