Prendete, mangiate e bevete. Vi ho dato l’esempio!

Giovedì Santo

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Introduzione

Giovedì Santo, entriamo nel Triduo Pasquale.
Oggi condividiamo la gioia di Gesù e dei suoi discepoli che insieme celebrano la Pasqua.

Durante quella cena avviene qualcosa di straordinario: nei segni del pane e del vino Gesù fa dono della sua vita per la nostra salvezza. Riconosciamo il dono dell’eucaristia e della Chiesa.

Con il gesto della lavanda dei piedi Gesù ci insegna l’amore che salva.

Preparazione

  • Prepara un unico pane per tutti; una brocca e un catino; un panno per asciugare.
  • Se hai tempo puoi preparare del pane azzimo durante la giornata. Potrebbe essere un’attività che coinvolge la famiglia. Il pane preparato servirà anche per la celebrazione del Venerdì santo.
  • Se ti è possibile prepara il canto “Servire è regnare
  • Per i bambini: racconta l’evento dell’ultima cena ai bambini (vedi ad esempio Lc 22,14-30) e proponi loro di fare un disegno oppure di colorare la scheda allegata. Scrivi poi il tuo nome e quello dei tuoi amici vicino ad ogni discepolo. Riconosci chi è Giuda e coloralo con un colore scuro.

Sul far della sera, prima di cena, la famiglia intera si raduna nel Luogo della Bellezza e si dà inizio alla preghiera, così:

Figlio più piccolo: Perché questa sera è così importante?
Genitore: Questa sera noi iniziamo a celebrare i tre giorni più grandi per la nostra salvezza. In questa sera noi facciamo memoria dell’Ultima Cena di Gesù.
Figlio più grande: Questa è la sera in cui il Signore Gesù si è manifestato come nostro servo lavando i piedi ai suoi discepoli. Questa è la sera in cui il Signore Gesù ci ha lasciato nel pane e nel vino la sua presenza, per sempre. Questa è la sera in cui il Signore Gesù ci ha dato il comandamento nuovo di amarci come lui ci ha amato.
Figlio più piccolo: Allora questa è davvero una sera importante.
Genitore: Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
Tutti: Amen.

Memoria della Lavanda dei piedi

Un genitore legge il Vangelo.

Dal vangelo secondo Giovanni

Prima della festa di Pasqua Gesù, sapendo che era venuta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò fino alla fine. Durante la cena, quando il diavolo aveva già messo in cuore a Giuda, figlio di Simone Iscariota, di tradirlo, Gesù, sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio ritornava, si alzò da tavola, depose le vesti, prese un asciugamano e se lo cinse attorno alla vita. Poi versò dell’acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l’asciugamano di cui si era cinto. Venne dunque da Simon Pietro e questi gli disse: «Signore, tu lavi i piedi a me?». Rispose Gesù: «Quello che io faccio, tu ora non lo capisci; lo capirai dopo». Gli disse Pietro: «Tu non mi laverai i piedi in eterno!». Gli rispose Gesù: «Se non ti laverò, non avrai parte con me». Gli disse Simon Pietro: «Signore, non solo i miei piedi, ma anche le mani e il capo!». Soggiunse Gesù: «Chi ha fatto il bagno, non ha bisogno di lavarsi se non i piedi ed è tutto puro; e voi siete puri, ma non tutti». Sapeva infatti chi lo tradiva; per questo disse: «Non tutti siete puri». Quando ebbe lavato loro i piedi, riprese le sue vesti, sedette di nuovo e disse loro: «Capite quello che ho fatto per voi? Voi mi chiamate il Maestro e il Signore, e dite bene, perché lo sono. Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i piedi a voi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri. Vi ho dato un esempio, infatti, perché anche voi facciate come io ho fatto a voi.

Lavare i piedi al tempo di Gesù era un compito riservato ai servi, non il gesto degno di un Maestro. Anche oggi questo è un gesto di umiltà e, al tempo stesso, di amore: siamo invitati a non fare i calcoli tra chi di noi è più grande e più piccolo, ma a essere servi gli uni degli altri, sul suo esempio.

Se vogliamo, possiamo anche noi questa sera ripetere lo stesso gesto: lavarci a vicenda i piedi (o se preferiamo le mani). Magari reciprocamente prima i genitori e poi i figli, o il più grande al più piccolo, o a chi abbiamo accanto (o in altra modalità). È un segno molto forte: viviamolo con calma, con profondità!

Durante il gesto possiamo ascoltare e cantare Servire è regnare.

Memoria dell’istituzione dell’Eucaristia

Il secondo gesto compiuto da Gesù nell’Ultima Cena e ricordato oggi dalla Chiesa è l’istituzione dell’Eucaristia: il pane e il vino che diventano il Corpo e il Sangue di Cristo in ogni Messa celebrata. Da tanti giorni non possiamo celebrare l’Eucaristia: la celebrazione di questa sera ci ricordi la grandezza del dono del Signore e il desiderio di incontrarlo nel Sacramento.

Il figlio più grande legge il Vangelo.

Dal vangelo secondo Luca

Quando venne l’ora, prese posto a tavola e gli apostoli con lui, e disse loro: «Ho tanto desiderato mangiare questa Pasqua con voi, prima della mia passione, perché io vi dico: non la mangerò più, finché essa non si compia nel regno di Dio». E, ricevuto un calice, rese grazie e disse: «Prendetelo e fatelo passare tra voi, perché io vi dico: da questo momento non berrò più del frutto della vite, finché non verrà il regno di Dio». Poi prese il pane, rese grazie, lo spezzò e lo diede loro dicendo: «Questo è il mio corpo, che è dato per voi; fate questo in memoria di me». E, dopo aver cenato, fece lo stesso con il calice dicendo: «Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue, che è versato per voi».

Preghiera di benedizione del pane

Genitore: Noi ti glorifichiamo, Dio nostro Padre, per Gesù Cristo, tuo Figlio, che si è donato a noi nel pane spezzato. Tu, che ci hai riunito nella memoria dell’Ultima Cena, benedici questo pane che spezziamo nel tuo nome e fa’ che impariamo a condividerlo con i fratelli, per gustare la gioia di un’autentica fraternità.
Tutti: Amen.

In silenzio si spezza l’unico pane e tutti ne mangiano un pezzo.

Preghiera di lode

Dialogo dalla Didachè (antico testo cristiano).

Genitore: Ti ringraziamo o Padre nostro, per la vita e per la conoscenza che ci hai fatto svelare da Gesù Cristo tuo servo.
Tutti: A te sia gloria nei secoli. Amen.
Genitore: Come questo pane spezzato era sparso sui colli e raccolto è diventato una cosa sola, così si raccolga la tua Chiesa dai confini della terra nel tuo regno.
Tutti: Perché tua è la gloria e la potenza per mezzo di Gesù Cristo nei secoli. Amen.

Concludiamo con la preghiera del Padre Nostro.

Poni nel Luogo della Bellezza un piccolo vaso: è il segno di quel catino nel quale ti ha lavato i piedi, ma anche il ricordo del calice dell’offerta di Gesù.
In quel calice ritroviamo la nostra vita innestata nella sua, pronta a fiorire.

Lasciamo in silenzio il Luogo della Bellezza.

Avvolgete in un panno il pane avanzato e lasciatelo nel Luogo della Bellezza. Se potete, rimanga accesa la candela.
La Cena Pasquale, che abbiamo ricordato, ci ha fatto rivivere la fedeltà e la tenerezza di Gesù. Ma la notte del pane spezzato è anche la notte del tradimento. Ora, mentre il sapore del pane è ancora sulle nostre labbra, possiamo prenderci l’impegno del digiuno per la giornata di domani (puoi saltare un pasto o smezzare i due pasti principali; il vuoto che provoca il digiuno ci richiama concretamente il nostro desiderio di incontrare il Signore: proviamoci!)

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ORANews

Oratorio San Luigi di Leno


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