Pregare il S. Rosario nell’anno della fede

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In questo “anno della fede” come battezzato, mi sono  chiesto: oltre alle pratiche ordinarie cosa posso fare per aumentare la mia fede? Domanda che forse si sono posti in tanti e alla quale provo a dare una risposta. La vita possiamo dire che ci appartiene, è bella e ogni giorno ci riserva cose meravigliose ed emozioni uniche; ma ci sono  anche inesorabili sofferenze e pesanti croci da portare.

Da credenti  penso che non possiamo imputarle solo al caso o al destino, saremmo superficiali; all’opposto rischieremmo la disperazione. Ho chiesto ad un amico e ad una collega:” cosa  si prova a pregare e recitare il S. Rosario con assiduità come fai tu?” Entrambi hanno vissuto esperienze forti. Il primo di gioia il secondo di straziante dolore. Il primo sostiene: “ il S. Rosario mi riempie il cuore di gioia e mi tiene in contatto con la Madonna e il suo figlio Gesù che mi da la forza di mettere in pratica il suo insegnamento con tutti i miei limiti”. Per  il secondo poi:” la preghiera, la S. Messa, la meditazione del S. Rosario mi hanno sottratto alla disperazione e mi hanno avvicinato alla vita di Gesù e la Madonna, dando un senso alla vita e al dolore.” Alla luce di queste risposte possiamo dire che entrambi sono due percorsi di fede? Sono andato a cercare la risposta sul valore del pregare il S. Rosario da due esempi di santità contemporanea.

Dice S. Padre Pio ”Il Rosario è un dono meraviglioso della Madonna all’umanità. Satana mira sempre a distruggerlo, ma non ci riuscirà mai: è la preghiera di Colei che trionfa su tutto e su tutti. E’ lei che ce l’ha insegnata, come Gesù ha insegnato il Padre Nostro. É un’arma potente per mettere in fuga il demonio, per superare le tentazioni, per vincere il Cuore di Dio, per ottenere grazie dalla Madonna. Questo è il mio testamento spirituale: amate e fate amare la Madonna, pregate e fate pregare il Rosario”.

Sua Santità il Beato Giovanni Paolo II dice: “Nella recita del S. Rosario non si tratta di ripetere delle formule, quanto piuttosto di entrare in colloquio confidenziale con Maria, di parlarle, di manifestare le speranze, di confidare le pene, di aprire il cuore, sicuri della sua protezione e convinti che Ella ci otterrà da suo Figlio tutte le grazie necessarie alla salvezza.”

Dopo questo, perché non provare a pregare? Non è necessario un nostro cambiamento preventivo per incontrare il Signore. Lui ci chiede solo di provare a incontrarlo  di cercarlo, anche una  prima volta. Basta un atteggiamento di silenzio e di ascolto interiore, anche  passando dalla Madonna  chiedendo un Suo aiuto, cosa a Lei gradita.  Poi via via ogni giorno Maria e Gesù  ci  prendono per mano e ci arricchiscono di grazia, di gioia e di consolazione.

Ecco che in questo percorso,  ti chiediamo  o Signore di aumentare la nostra fede, Tu  che ci conosci bene , come dice il  Salmo 138 “Signore, tu mi scruti  e mi conosci, tu conosci quando mi siedo e quando mi alzo, intendi da lontano  i miei pensieri, osservi il mio cammino e il mio riposo, ti sono note tutte le mie vie. La mia parola non è ancora sulla lingua ed ecco, Signore, già la conosci tutta. Alle spalle e di fronte mi circondi e poni su di me la tua mano.

A fronte di tanto mi sono chiesto cosa fare? La preghiera che  è alla basa di ogni pratica religiosa, lo è anche per noi cristiani? E’ vero si può pregare da soli, ma perché non farlo anche in modo comunitario in parrocchia, aperto a tutti in un orario favorevole! Ecco che da alcuni contatti  presi e in accordo con Monsignore, vogliamo riproporre come nel periodo dell’avvento un S. Rosario meditato alle ore 18.00 in parrocchia prima della S Messa ogni giovedì.

Gigi

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