Pensieri sparsi dai Balcani, pensieri affidati al volo delle Aquile

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…cari amici, questa volta ho pensato di scrivere alcuni pensieri per tutti, non tanto per raccontare qualcosa o per chiedere qualcosa, ma per condividere a partire dalla mia vita qui, alcuni pensieri su questo tempo di Quaresima, un tempo bello, utile, nella misura in cui ci decidiamo a far cambiare qualcosa nella nostra vita cristiana.

Ricordo bene che lo scorso anno, avevo iniziato la quaresima leggendo alcune pagine del libro di padre Giancarlo Bossi (il missionario rapito nelle filippine un due anni fa)…; in una di queste sere durante la mia preghiera serale nella nostra chiesa di pietre, mentre leggevo le lettere di un altro prete italiano morto in Turchia nella sua piccola comunità cristiana, mi è nato il desiderio di riscrivervi alcune delle sue parole, per fare un pezzo di strada ancora insieme…; qui non avendo gli strumenti per fare “tutto quello che si vorrebbe”, si riscopre che le cose che facciamo non sono la cosa più importante ma si capisce che dobbiamo convertirci, che dobbiamo convertirci e riscoprire che ciò che dà senso alla vita non è chissà quali cose che dobbiamo fare ma è la speranza che nasce dalla Fede, una speranza che fa vivere. Davanti a gente che non ha questa speranza perché nessuno gliela ha insegnata si capisce come la vita cambia quando si crede…forse per noi è scontato essere cristiani e quasi sembra essere una cosa che non serve, ma credetemi, non è vero….serve essere cristiani, dà quella gioia che permette di costruire un futuro. A volte la tristezza che incontro negli occhi, mi rendo conto che nasce dal non credere in nulla. E cosi, vorrei mandarvi questi pensieri letti dalle lettere di don Andrea Santoro, ucciso nella sua piccola comunità in Turchia; cosi scriveva e cosi vorrei ripetere io a voi…in particolare ai miei giovani, a tutti quelli con cui, vicino o lontano ho camminato, e con i quali ho sempre detto che ne vale la pena credere.

“…abbiamo fatto un giro di quattro giorni verso l’est, incontrando piccole comunità cristiane sparse e visitando chiese (in piedi o diroccate). Dopo quello che abbiamo visto vi dico: amate le vostre chiese. Amate la Chiesa! Amate i fratelli che il Signore vi mette vicino. Non disertate le riunioni, non spegnete la voce della preghiera, non chiudete il libro delle Parole Sante, non fatevi stordire dagli inganni del mondo, non lasciatevi abbagliare da ciò che “luccica” ma non “illumina”. Non fate morire il cristianesimo, non riducetelo a osservanza e convenevoli, non addomesticate il Vangelo, non uccidete la Croce di Cristo e la sua povertà, non sostituite la sua umiltà e semplicità con l’accumulare e l’apparire, non bevete a fonti avvelenate abbandonando la Fonte di acqua viva, non offendete i nostri figli riempiendoli di cose e di mille attività e negando loro (o dandolo solo con il contagocce) il Padre dei cieli, la Parola di Gesù, il cuore sapiente e materno della chiesa, il calore di una comunità cristiana viva. Gioite della Fede, difendetela dall’appassimento…” (da “lettere dalla Turchia” di don Andrea Santoro, ed. Città Nuova, pp.45-46).

Tutte queste cose le sento vere…belle…e vorrei condividerle con i giovani, con le famiglie; le sento vere vivendo qui e le ho credute vere vivendo lì…sono cose per cui dobbiamo giocare un po’ di più la nostra testimonianza. Solo un esempio che mi spinge a dire quanto è un tesoro credere e noi a volte non lo sappiamo; martedi celebro la messa nella città di Burrel, una città dove non c’è mai stata una chiesa e nemmeno oggi c’è, abbiamo comprato un negozio e celebriamo praticamente “in vetrina” per farci conoscere. Prima della messa stavo incollando su un paletto uno dei messaggi che ricordano questa nostra presenza in città per quelli che sono di tradizione cattolica…si ferma un bambino incuriosito, legge avviso…e sembra interessato, allora io prontamente gli do un foglio da portare a casa…lui mi guarda un po’ perplesso e allora con il mio rude albanese gli chiedo di che religione è; lui, con sguardo strano, mi dice platealmente: mio papà non mi ha mai detto che abbiamo una religione, il foglio non mi serve, grazie”…e se ne è andato. Io son rimasto lì…e ho pensato che davvero credere è un dono cari amici che dobbiamo vivere con entusiamsmo….e allora Buon Cammino di Quaresima per riscoprire questo bel dono. Proprio come ha scritto il Papa nel messaggio per la prossima Giornata Mondiale dei Giovani, la politica, la scienza, la tecnica, l’economia e ogni altra risorsa materiale da sole non sono sufficienti per offrire la grande speranza a cui tutti aspiriamo. Questa speranza “può essere solo Dio, che abbraccia l’universo e che può proporci e donarci ciò che, da soli, non possiamo raggiungere”.

Con questi pensieri…un saluto a tutti…

Don Roberto
Missionario fidei-donum in Albania

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don Roberto

don Roberto

Sono sacerdote fidei-donum missionario in Albania dal 2008, originario di Leno e in precedenza Curato a Edolo e Cortenedolo. La mia frase preferita? “Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date” (Mt 10,8)


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