Pensando ai miei quaranta anni di sacerdozio

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Questo è quello che ho sentito nel mio cuore domenica 7 Giugno durante la Santa Messa vespertina delle 18.30, ricordando il mio 40° anniversario di Sacerdozio e invitando a pregare per me e i miei confratelli, Monsignor Renato 45°, don Davide 20°, don Alberto 18° e don Ciro 16°. In questo mese ricorre anche per loro l’anniversario di Ordinazione. Mi sono emozionato. Ho cercato di vedere questo giorno soprattutto come un momento di gioia e di ringraziamento al Signore per il mio Sacerdozio e per quello che ho potuto fare con la Sua grazia in questi quarant’anni da prete. Ho ricordato il Vescovo di Alessandria Mons. Almici che mi ha consacrato Sacerdote, qui nella nostra Parrocchia e nelle cui mani ho messo la mia promessa di obbedienza a lui e ai suoi successori. Il pensiero è andato poi a mia mamma e mio papà che mi hanno visto diventare prete. Li sento sempre vicini e tuttora, dal cielo mi proteggono. Sento vicini anche i miei fratelli che a loro volta sono entrati a far parte del regno dei cieli. Ricordo, inoltre, mia sorella e i cognati che tutt’ora sono con me per aiutarci a vicenda. Non ho fatto grandi cambiamenti in questi anni di Sacerdozio. Sono stato coadiutore nella Parrocchia di San Lorenzo in Alessandria, poi vice rettore ed economo nel collegio diocesano sempre in Alessandria, in seguito parroco della comunità “Natività di Maria Vergine” a Predosa (Al) per 14 anni ed in fine, da 20 anni sono ritornato a Leno a motivo della mia salute precaria. Qui ho avuto opportunità di conoscere Mons. Targhetti, Don Paolo Gabusi, don Luciano Macchina mio compagno di seminario, don Carlo Tartari, Mons. Giovanni Palamini, don Davide Colombi, don Domenico Paini, don Alberto Baiguera, don Ciro Panigara e per ultimo il nostro attuale parroco Mons. Abate Renato Tononi. Tutti cari confratelli verso i quali nutro una sincera stima e amicizia, perciò per me è più facile ricordare le tante persone che il Signore mi ha messo accanto nel cammino della mia vita. Non finirò mai di ringraziarlo perché veramente ho trovato anime belle che mi sono state di esempio. Mi vengono alla mente, i tanti amici che ho avuto vicino in questi anni, i colleghi di scuola all’istituto per geometri “Luigi Nervi”. Un posto speciale nelle mie memorie è riservato ai carcerati che ho incontrato nell’istituto penitenziario dove per dieci anni sono stato insegnante. Per un Sacerdote, poi, è una gioia vivere in una comunità dove la preghiera comune e la celebrazione eucaristica sono vissute con intensità.

La grande fortuna che sento ogni volta che celebro la Santa Messa è che per me è come fosse la prima che ho celebrato. Ho ripensato a tutti gli ammalati e le persone anziane che ho incontrato e penso che sono stati per me come dei parafulmini con le preghiere e le sofferenze che hanno saputo offrire anche per i sacerdoti.

Ho ripensato ai tanti amici e fratelli che ho accompagnato nell’ultimo viaggio verso il riposo eterno. Sono andato, poi, a ricordare tutti i ragazzi (e per me sono stai uno stimolo e una gioia per restare giovane nello spirito) che ho preparato a ricevere i sacramenti dell’iniziazione cristiana, coi quali ho sempre avuto un rapporto di amicizia e di stima e la medesima cosa da parte loro nei miei confronti.

Concludo ringraziando in particolare tutta la comunità di Leno che mi è sempre stata vicino con la preghiera anche durante la mia malattia, credo proprio che il Signore abbia voluto lasciarmi ancora tra voi e con i miei cari continuando ad essere Sacerdote nella Sua Chiesa per servirlo con amore e semplicità di cuore.

Sono veramente contento di essere sacerdote e vi chiedo di continuare a pregare per me per gli anni che il Signore vorrà concedermi. Io non tralascerò di pregare per tutti voi perché il Signori continui ad elargire ogni grazia e possiate ricevere il bene che meritate.

don Renato Loda

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ORANews

Oratorio San Luigi di Leno


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