Pellegrinaggio in Terrasanta

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1. BASILICA DELLA VISITAZIONE

Nel primo mistero gaudioso si contempla l’annunciazione dell’angelo Gabriele a Maria Vergine. Maria risponderà alla proposta di Dio con queste parole: “Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto” (Lc 1,38).

Maria non chiede nessuna prova, nessuna rassicurazione, nessuna garanzia e nemmeno tempo per capire ciò che le sta accadendo. La sua risposta è pronta, immediata, piena di fiducia: come solo quella di una giovane può essere. La sua risposta è decisa e coraggiosa: come non ci si aspetterebbe da una ragazza.
Sono le parole di chi sa che realizzare il progetto di Dio è l’unica via per la propria realizzazione. Sono le parole di una ragazza che si affida completamente al Dio per cui “nulla è impossibile”. Sono le parole che hanno cambiato la storia dell’uomo e quindi anche la nostra, soprattutto la nostra!

2. NATIVITA’

C’erano in  quella regione alcuni pastori che vegliavano di notte facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da gran spavento, ma l’angelo disse loro: “Non temete, ecco vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore” (Lc 2, 8-11).

Quest’oggi visiteremo il luogo della nascita di Gesù, vivremo la festa del Natale. Cerco di immaginare il primo Natale della storia: nessun vestito nuovo ed elegante acquistato per l’occasione, nessuna tavola imbandita e gente che si abbraccia scambiandosi gli auguri, nessuna messa solenne con ricchi paramenti e canti solenni… c’è solo un bambino che forse piange; c’è solo una giovane mamma stanca per le fatiche del parto; c’è solo un papà felice che vigila sulla propria famiglia.
La povertà della scena richiama alla mia mente le parole di Papa Francesco: “Ah come vorrei una chiesa povera per i poveri!” e mi chiedo cosa ci sia di più povero di una mangiatoia con un bambino vestito di fasce, scaldato dal calore del fiato degli animali e attorniato da semplici pastori.

3. MONTE DELLE TENTAZIONI

Gesù, pieno di Spirito Santo, si allontanò dal Giordano e fu condotto dallo Spirito nel deserto dove, per quaranta giorni, fu tentato dal diavolo. (Lc 4, 1-2)

Questa pagina del Vangelo mi ha sempre fatto sentire “in difetto”: resistere alle tentazioni del diavolo per quaranta giorni, in un luogo ostile come solo il deserto può essere e debilitata da un digiuno… Ho sempre avuto la fastidiosa sensazione di uscire “perdente” dal confronto tra la mia forza di volontà e quella di Gesù. Così mi dicevo che Lui aveva resistito perché figlio di Dio.
Quanto poco avevo capito questo episodio narratoci da Luca!
Ammiro la vista mozzafiato che si può godere dalla cima di questo monte, dopo una salita che i 40 gradi hanno reso piuttosto faticosa. Mi concentro sulle tre tentazioni a cui ha resistito Gesù:
– l’avere;
– il potere;
-l’apparire.
Quanto poco è cambiato l’uomo in 2000 anni!
E che astuto è il male!
E poi rileggo il Vangelo e mi concentro sulle prime cinque parole: Gesù ha resistito perché pieno di Spirito Santo, quello stesso Spirito che ci ha donato prima di ascendere al cielo. Questo episodio della vita di Gesù non è più un confronto tra la mia debole umanità e la sua forza divina, ma è la prova che Gesù si è fatto uomo tra gli uomini e con l’aiuto dello Spirito Santo potremo sconfiggere, anche noi, il male e tutte le sue astuzie.

4. MURO DEL PIANTO

Anche lo straniero, che non appartiene a Israele tuo popolo, se viene da un paese lontano a causa del tuo nome perché si sarà sentito parlare del tuo grande nome, della tua mano potente e del tuo braccio teso, se egli viene a pregare in questo tempio, tu ascoltalo dal cielo, luogo della tua dimora, e soddisfa tutte le richieste dello straniero. (1 Re 8, 41-43)

La prima reazione innanzi al muro del pianto è lo stupore: si viene catapultati in un tempo ormai lontano, dove la tradizione e la dedizione alla preghiera regnano sovrane.
Nel 70 d.C. l’imperatore Tito distrusse il Tempio lasciando intatto solo il muro Occidentale, c.d. muro del pianto, per ricordare agli ebrei che Roma aveva sconfitto la Giudea.
I ricordi della storia studiata a scuola mi hanno insegnato che questa è una costante: i popoli vincitori, come segno della propria supremazia e per colpire nell’identità il nemico, ne distruggono i riferimenti religiosi. Anche recentemente, nel marzo 2001, i talebani dell’Afghanistan hanno distrutto i Buddha di Bamiyan. In questi tempi di guerra, mi chiedo se anche per colpire l’anima dell’Europa un eventuale nemico distruggerebbe le nostre chiese o se invece sceglierebbe i nostri centri commerciali.

5. SANTO SEPOLCRO

Anima Christi, santifica me.
Corpus Christi, salva me.
Sanguis Christi, inebria me.
Aqua lateris Christi, lava me.
Passio Christi, conforta me.
O bone Jesu, exaudi me:
Intra tua vulnera asconde me:
Ab hoste maligno defende me,
in hora mortis meae voca me,
et jube me venire ad te,
ut cum Sanctis tuis laudem te
in saecula saeculorum. Amen.

(Ignazio di Loyola)

Traduzione: Santificami, anima di Cristo. Salvami, corpo di Cristo. Inebriami sangue di Cristo. Lavami, acqua del costato di Cristo. Confortami, passione di Cristo. Esaudiscimi o buon Gesù: nascondimi dentro le tue ferite: non farmi separare da te: dal nemico maligno difendimi, nell’ora della morte chiamami, e comandami di venire da te, perché con i tuoi Santi io lodi te nei secoli dei secoli. Amen.

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