Pellegrinaggio a Montecassino

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Non avevamo mai pensato che avremmo apprezzato di più lo spirito benedettino del luogo in cui viviamo visitando posti molto lontani. La pace e la serenità che ci dà vivere a Leno hanno un’origine antica e radicata nella storia. È questo che abbiamo capito durante il pellegrinaggio a Montecassino e dintorni, per celebrare il 50° del titolo di Abbazia della Chiesa Parrocchiale di Leno.

La spiritualità e la tradizione che circondano ancor oggi l’abbazia del Lazio meridionale sono le medesime che hanno reso il nostro paese un punto di riferimento per uomini di fede, personaggi storici e semplici contadini di secoli e secoli fa. Per conoscere Leno è necessario ripercorrere la storia dei monaci che ne popolavano l’abbazia, nonché la storia del loro padre fondatore: San Benedetto.

Patrono d’Europa, la sua fede e la sua opera non sono mai abbastanza ricordate, forse perché troppo profonde da capire senza aver visitato i luoghi del suo isolamento spirituale e del suo cenobitismo (vita in comune), ossia il Sacro Speco a Subiaco e l’Abbazia di Montecassino fondata dal Santo, due delle numerose tappe del nostro pellegrinaggio. La spiritualità di questi monasteri è celebrata nelle innumerevoli opere d’arte che vi sono custodite, preziose quanto il lavoro e la preghiera dei monaci che abitano questi luoghi.

Dei monaci di Montecassino abbiamo avuto il privilegio di incontrare proprio l’Abate e Vescovo Donato, che ci ha illustrato la vita di San Benedetto e fatto scoprire la sua santità spiegando il motto “Ora et labora” (prega e lavora). San Benedetto nacque a Norcia verso il 480 ed aveva una sorella probabilmente gemella, Santa Scolastica, patrona delle monache benedettine.

Donato Ogliari è stato ordinato Abate ordinario di Montecassino il 23 ottobre 2014 da Papa Francesco. L’Abate ha confermato la sua venuta a Leno il 25 giugno di quest’anno per le Feste Patronali dei SS. Pietro e Paolo e SS. Vitale e Marziale della nostra comunità.

Arte e spiritualità regnano anche nel Duomo di Orvieto, prima tappa del nostro pellegrinaggio e custode di un sacro Corporale, che nel 1263 sprizzò sangue in risposta all’incredulità del sacerdote Pietro da Praga.

Una spiritualità ancestrale sorregge l’austera architettura del monastero di Santa Scolastica a Subiaco, fondato da San Benedetto stesso, e di quello cistercense di Casamari, dove la presenza dello Spirito è richiamata dalla luce che penetra da rarissime finestre in alabastro.

L’Ordine Benedettino Cistercense nacque a seguito di una riforma dell’Ordine Benedettino Cluniacense per il desiderio di maggiore austerità di alcuni monaci e del ritorno alla stretta osservanza della Regola di San Benedetto, nonché al lavoro manuale.

I monaci cistercensi iniziano alle ore 4,20 del mattino la loro giornata, scandita da 7 momenti di preghiera e di incontro con Dio Padre.

Arte e magnificenza di altra natura risplendono nella Reggia di Caserta e nei suoi giardini, una delle due tappe non religiose del nostro pellegrinaggio insieme agli scavi di Pompei. In questi due luoghi è celebrata la storia antica e moderna del nostro Paese, la passione, l’ambizione e l’eccellenza che l’hanno mossa per secoli. I calchi di gesso delle vittime dell’eruzione di Pompei del 79 portano necessariamente a riflettere sulla nostra fragilità e caducità: ed ecco che la visita ad un luogo non cristiano diventa a buon diritto la tappa di un percorso di fede.

Abbiamo vissuto la ricchezza di Pompei sia nei resti dell’antica civiltà romana sia nella spiritualità del Santuario della Beata Vergine del Rosario, celebrando la S. Messa nella Cappella del Beato Bartolo Longo, esempio di santità laica contemporanea.

In questo nostro percorso abbiamo sempre ricordato nella preghiera la nostra comunità parrocchiale, nella sua forza e nelle sue fragilità: quest’esperienza e il suo ricordo dovrà ravvivare la nostra consapevolezza di cristiani che camminano insieme ogni giorno nella storia dell’umanità.

In questo pellegrinaggio abbiamo avuto l’occasione di conoscere persone nuove e di fare fraternità: è stando con gli altri che si cresce umanamente e cristianamente.

Silvia e Lucia

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ORANews

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Oratorio San Luigi di Leno


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