Pasqua – Cristo è risorto

2

Rivive a Pasqua nel nostro cuore l’esperienza ineffabile di coloro che videro il Risorto dopo aver constatato che il sepolcro era rimasto vuoto: Maria e le pie donne; Pietro e i discepoli. Un raggio di divina certezza illuminò il loro spirito; l’ultima, definitiva parola di Cristo era stata pronunciata; ed era di vittoria. Cristo è risorto! Questo l’annuncio della meravigliosa certezza cristiana, che avrebbe superato i secoli ed in una sola corrente di esultanza e di fede, sarebbe giunto fino a noi, per essere ripetuto di generazione in generazione, fino al ritorno del Vivente.

 

Verità storica della resurezione 

Il fatto che a Pasqua ricordiamo e celebriamo è un fatto non dubbio, anche solo da un punto di vista storico. È storico il fatto che Cristo è morto. Molti l’avevano visto sulla croce, sfinito. La sua morte era stata constatata oltre che da sua Madre e dai suoi discepoli, dalle autorità, dai suoi carnefici, dai nemici tutti personaggi storici, di molti di essi abbiamo i nomi, conosciuti dall’evangelista e viventi mentre egli scriveva la sua narrazione i quali, se avevano avanzato l’ipotesi di un trafugamento del cadavere di Gesù da parte dei, suoi amici, non ne avevano messo in dubbio, però, l’avvenuta morte. Come la morte, così è un fatto storico la risurrezione. Lo attestano gli apostoli, in un primo tempo increduli, ai quali Gesù apparì ripetutamente vivo e vero e con i quali parlò, ed i discepoli che, a gruppi persino di cinquecento persone come narra S. Paolo, più volte lo videro nei giorni seguenti la sua risurrezione.

 

Il trionfo della vita

«Se Cristo non fosse risorto, vana sarebbe la nostra fede» dice S. Paolo. Con la risurrezione di Cristo, ha avuto inizio la certezza della vita, nella coscienza della Chiesa. Da quel giorno è stato aperto ad ogni credente l’orizzonte di una infinita speranza.
Per i credenti, la morte è già vinta: «Io sono la Risurrezione e la Vita, dice Gesù, chi vive e crede in me non morrà, ed anche se fosse morto, vivrà». Gli altri, i superbi, i negatori di Cristo, i persecutori dei suoi seguaci, non sono che dei vinti dalla morte. Tragica è la loro situazione e diventa grottesca quando mandano guardie al sepolcro di colui del quale mostrano di avere paura proprio mentre lo proclamano morto.
Ad essi l’augurio di incontrare il Vivente sulle loro strade, quando il terremoto, prima o poi, finirà con lo scoprire il sepolcro lasciato vuoto. Siamo tutti incamminati verso una mistica Galilea, per vedere Gesù; per partecipare della sua risurrezione ed avere la vita.
Lungo la strada ci conforta la parola della divina rivelazione e della nostra certezza: «Cristo è risorto!» Annuncio ed insieme augurio pasquale; essa porta a tutti un’offerta di pace; ai martiri, agli oppressi, ai perseguitati per Cristo, reca un proclama di vittoria.

•――• •― ••• ――•― ••― •― / ―――•• ••――― •―――― •―――― / ―•―• •―• •• ••• ― ――― / / •―• •• ••• ――― •―• ― ―――
ORANews

ORANews

Oratorio San Luigi di Leno


Commenti