Pasqua 2010 dalla terra delle Aquile

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Un saluto a tutti dall’Albania e un augurio speciale in occasione della Pasqua che stiamo vivendo; non vi nascondo che tra i tanti annunci pasquali che il Vangelo ci consegna, questo del Vangelo di Marco è quello che mi affascina di più…NON ABBIATE PAURA! VOI CERCATE GESU’… e allora con queste parole vi auguro Buona Pasqua e a queste parole unisco una breve testimonianza che tolgo tra le tante che si stanno pubblicando di tutti coloro che qui in Albania sono stati uccisi per la loro Fede e non nella preistoria ma una cinquantina di anni fa. Ecco una testimonianza di padre Zef Pllumi, francescano nato a Lezha nel 1924 e morto nel 2007. Uomo di grande cultura, sopravvisse alla persecuzione dopo aver scontato 25 anni di prigione e lavori forzati. “Per la Pasqua del 1949 nella mia cella N°7 ci fu un avvenimento di gioia indescrivibile. Vi entrò Cristo per rafforzarci nella fede! Ecco cosa accadde. Padre Leon Kabashi, frate minore, chiese un paio di babbucce a sua sorella Rosa che era venuta a trovarlo. Riuscì a dirle: “Nelle babbucce mettici il regalo di Pasqua!” I poliziotti e le spie che sentirono queste parole non capirono che chiedeva le ostie consacrate per la comunione. A Pasqua padre Leon poté incontrare sua sorella che gli consegnò le babbucce.  Le aprimmo di nascosto: dentro c’era un corporale con cinquanta ostie! Caddi in ginocchio. Ripensai a san Tarcisio, martire della comunione al tempo delle catacombe… Agnello di Dio che togli i peccati del mondo, abbi pietà di noi! Si ripetono nel XX secolo le stesse scene delle catacombe romane.” Commentare queste parole non serve…sono cose avvenute sui confini di casa nostra senza che noi ce ne rendessimo conto; sono parole che però ci aiutano, mi aiutano a capire che cercare Gesù è davvero qualcosa che trasforma la vita…che fa vivere…e noi che possiamo cercarlo senza essere messi in carcere, siamo contenti di poter credere? Vi auguro davvero senza paura di cercare Gesù!

Qui la vita procede bene…in mezzo sempre a tanti imprevisti; finalmente è arrivata la primavera e abbiamo archiviato le stufette anche nelle camere; finite le piogge che quest’anno hanno creato un sacco di problemi anche qui, non da ultimo che facendo franare tanta terra, spesso han fatto franare anche i poveri pali della luce e siamo stati spesso senza energia elettrica; ma ce l’abbiamo fatta. L’aria della primavera porta vita nuova. Siamo alla battute conclusive con il progetto del sostegno ai terremotati anche grazie all’aiuto ricevuto dalla diocesi di Brescia con l’iniziativa di santa Lucia, agli inizi della settimana santa andremo di nuovo a Shupenze con il direttore della Caritas per vedere i lavori; oltre a qualche casa abbiamo sistemato anche il centro sanitario della zona.  Ora ci aspettano le celebrazioni della settimana santa qui alla missione e le visite nei villaggi il giorno di Pasqua per la messa; il sabato santo c’è una tradizione molto viva nella gente ed è la benedizione dei cibi…in ogni villaggio vengono alla chiesa o in strada dove passiamo a fare benedire i cibi che useranno per preparare il pranzo di Pasqua…un gesto semplice a cui però sono molto legati e che racconta come desiderano che ciò credono trasformi davvero la vita, in fondo la Pasqua è proprio vita nuova! Il sabato prima delle Palme ho preparato per la nostra diocesi a Rreshen un incontro dei giovani delle nostre missioni con il vescovo, una festa-preghiera per aiutarli a sentirsi parte di una chiesa che è piu grande dei nostri villaggi e delle nostre montagne…una festa anche perché dopo Pasqua un giovane albanese della nostra diocesi diventerà sacerdote, il primo missionario vincenziano albanese della storia…piccoli segni di una chiesa che prova a camminare. In questi giorni poi sto cercando di trovare un modo di aiutare uno dei nostri ragazzi che viene alla missione che sta chiedendo aiuto per una malattia congenita al cuore che gli crea davvero notevoli problemi di respirazione…stiamo cercando un modo di farlo visitare da alcuni medici italiani per prospettare una operazione necessaria prima che un giorno o l’altro questo ragazzo di 18 anni abbia uno scompenso cardiocircolatorio solo perché nessuno lo ha aiutato; i poveri non hanno voce; pensate che era stato aiutato anni fa da una associazione austriaca che gli ha detto di aspettare di diventare grande…gli ha lasciato dei recapiti e ora abbiamo scoperto che questi recapiti erano tutti fittizi…e lui si trova completamente solo. Spero che la catena che stiamo cercando di costruire per aiutarlo riesca ad avere buon esito; è uno dei nostri pochi cattolici e anche domenica insisteva per venire ad accompagnarmi nei villaggi per aiutarmi per le messe, ma d’inverno non lo prendevo perché con il fango spesso c’è da andare a piedi e non puo fare sforzi…ora che arriviamo con la macchina fino alla chiesa desidera invece venire sempre a servirmi messa. Generosità difficili da  trovare…ma che meritano essere conosciute!

Come sempre io vi sono grato per gli aiuti che ricevo e che usiamo per aiutare alcuni giovani a studiare, che uso per dare un pranzo ai giovani quando facciamo gli incontri di catechesi diocesani, che uso per aiutare a curarsi alcuni ragazzi che non possono essere aiutati dalle loro famiglie. La gioia che si vede nei loro occhi è il grazie che faccio arrivare anche a voi con queste parole…

CON AMICIZIA BUONA PASQUA

don Roberto 

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don Roberto

don Roberto

Sono sacerdote fidei-donum missionario in Albania dal 2008, originario di Leno e in precedenza Curato a Edolo e Cortenedolo. La mia frase preferita? “Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date” (Mt 10,8)


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