Parole rivolte dalla Vergine a Bernadette Soubirous

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Il 18 febbraio, Bernadette tende penna e carta alla signora dicendole: “Vorreste avere la bontà di mettere il vostro nome per scritto?”. Ella risponde: “Non è necessario” – “Volete avere la cortesia di venire qui per quindici giorni?” – “Non vi prometto di rendervi felice in questo mondo, ma nell’altro”.

Il 21 febbraio: “Pregherete Dio per i peccatori”

Il 23 o 24 febbraio: “Penitenza, penitenza, penitenza”

Il 25 febbraio: “Andate a bere alla fontana e a lavarvi” – “Andate a mangiare di quell’erba che è là” – “Andate a baciare la terra come penitenza per i peccatori”.

Il 2 marzo: “Andate a dire ai preti di far costruire qui una cappella” – “Che vi si venga in processione”. Durante la quindicina, la Vergine insegnò una preghiera a Bernadette e le disse tre cose che riguardavano solo lei, poi aggiunse con un tono severo: “Vi proibisco di dire ciò a chiunque”.

Il 25 marzo: “Io sono l’Immacolata Concezione”.

Molti sono a conoscenza che la maggior parte delle Apparizioni di Nostra Signora a Bernadette avvennero in tempo di Quaresima, addirittura si può affermare che in quel 1858 fu Maria che predicò la Quaresima nella Parrocchia di Lourdes, tanto da far dire al Parroco, don Peyramale, che pur non potendo affermare la veridicità dei fatti, tuttavia la comunità parrocchiale stava ottenendo frutti spirituali eccellenti e copiosi.

Ma chi era veramente Bernadette dalla Nascita fino a prima della vicenda di Massabielle? Che cosa si può dire di lei? Nacque a Lourdes il 7 gennaio 1844 e venne battezzata il 9, il suo padrino testimoniò che ella pianse per tutta la lunghezza della celebrazione tanto da far esclamare: “Non fa che piangere, sarà cattiva”. Profezia sbagliata, non sarà così. La sua madrina Bernarde Casterot, sorella della madre, di cui Bernadette porta il nome riferisce che la bimba era dolce e graziosa. La zia Bernarde era la sorella maggiore dei Casterot e avrebbe dovuto sposare lei Francois Soubirous, ma questi preferì la sorella minore Luoise, binda e con gli occhi azzurri. Bernardette portò  il diminutivo della sua madrina: la zia Bernarde. Fu proprio questa ad occuparsi, in prevalenza, della piccola figlioccia e fu proprio la zia a riportare questa testimonianza a riguardo di Bernadette: “Sgridata non rispondeva” e aggiunge: “uso il bastone per far filare dritto i miei”. Il silenzio di Bernadette doveva essere un silenzio sofferto, silenzio che continuò quando in casa Soubirous entrò rovina, fame, povertà che li costrinsero ad entrare in quel tugurio, il cachot, la vecchia prigione malsana in disuso, offerta dal cugino Sajous. Si deve propri o a lui questa testimonianza a riguardo dei piccoli fratelli Soubirous: “Mia moglie dava loro spesso del pane di miglio. I piccoli, tuttavia, non chiedevano mai nulla. Sarebbero piuttosto morti”.

Anche Marie Lagues che fu la balia di Bernadette a Bartres e che, a più riprese, la prese come pastorella e servente conferma: “Non si lagnava mai di niente, sempre docile, mai una risposta cattiva”. Bernadette superò il colera che imperversò a Lourdes e che la colpì duramente, ma da quel momento soffrì d’asma e anche il suo stomaco cominciò ad essere malandato eppure la bambina non si lamentò mai del cibo che le veniva dato. A Bartres, presso la sua balia, la condizione di vita era quella di pastorella serva e anche se Marie Lagues aveva assicurato i genitori Soubirous che l’avrebbe mandata a scuola e a catechismo, tuttavia ciò non accadde, perché c’era bisogno di accudire le pecore. Marie Lagues si mise lei a dar lezione a Bernadette, ma con scarso successo per inefficienza pedagogica da parte della balia stessa. In quei momenti, presa da collera, scagliava il libro attraverso la stanza gridando: “Tu non saprai mai niente!”. Nella lunga solitudine dei pascoli di Bartres, Bernadette imparò a recitare il rosario cercando così un’altra compagnia di fronte alla severità della sua blia fino a farle dire: “Quando non si desidera nulla abbiamo sempre quello che  è necessario”.

Bernadette aveva una pietà sobria e ordinaria, per nulla eccezionale; alla sera recitava al alta voce la preghiera come raccontano i Sajous che abitavano sopra il cachot. Durante il mese di Maria le piaceva innalzare altarini nei campi o vicino al suo letto. Anche in Chiesa, alla domenica, non si notava nulla di particolare, in lei non c’era nessuna ostentazione. Zia Bernarde, la madrina, aveva un’osteria e Bernadette talvolta serviva al banco ed era sempre generosa, infatti, a differenza della zia, abbondava nel mettere il vino nelle bottiglie degli avventori  e donava gratuitamente dei sorsi ai clienti. Poiché Bernadette era la primogenita, richiamava i fratellini che si addormentavano mentre pregavano e faceva recitare, tutte le sere, un’Ave Maria alla sorella Toinette prima di addormentarsi dicendo: “Se tu morissi che ne sarebbe di te?”. Possiamo dire che la sua infanzia si conclude con il mese di gennaio 1858 quando decide di tornare a Lurdes da Bartres per fare la prima comunione. A Bartres il Parroco non c’era più, era entrato in monastero. Ritorna a Lourdes perché là ci sono i sacerdoti. Questa povera quotidianità impregnata di una vita cristiana normale, ma seria, è la miglior preparazione all’incontro che ci sarebbe stato in quel luogo oscuro: la Grotta di Massabielle. Di lì a poco quell’antro malfamato sarà rischiarato, per lei, da uno squarcio di luce viva. Luce che rischiara e riscalda tutti noi.

Paolo – un ammalato

A cura di Maria Piccoli

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