Oratorio nuovo

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I lavori di rinnovamento dell’area esterna dell’oratorio sono ultimati. Il colpo d’occhio è davvero piacevole: il nuovo parco giochi per i più piccoli, la nuova collocazione della statua della Madonna, la piastra per la pallavolo, gli arredi, le aiuole con gli ulivi e i cespugli di bosso, il piazzale in porfido, le fontanelle in pietra, l’illuminazione notturna rinnovata, tutto parla di novità.La novità porta con sé una carica importante, aiuta a volgere lo sguardo in avanti, stimola l’elaborazione di nuovi percorsi, rinnova le energie, è coinvolgente. Gioiamo di tutto ciò, ma teniamo ben viva nella memoria la nostra piccola storia: rinnovare non significa dimenticare.

Portico Nuovo full

Quanta storia ho visto trascorrere e passare nei racconti di tanti – adulti e anziani – che passando ai margini del cantiere si lasciavano andare a ricordi di epoche passate: “Qui c’era una casa dove adesso c’è il prato!”, “Mi raccomando la statua della Madonna: è quella del vecchio oratorio femminile”, “Una volta dovevamo montare tutte le baracche per la festa dell’oratorio”, “Al vecchio pioppo fissavamo il telo per il cinema all’aperto”, “Mi ricordo quando abbiamo inaugurato il vecchio parco giochi”… Sono frammenti di una memoria condivisa che emergono dal passato e ci restituiscono la responsabilità di un ambiente nel quale sono passate generazioni di lenesi, un luogo nel quale si sono formati ragazzi e giovani, un’esperienza che rimane impressa nella mente e nel cuore. Ho visto in questi giorni tanto affetto e attenzione per l’oratorio, e questo attaccamento rende sensato e opportuno l’investimento affrontato dalla comunità parrocchiale. L’Oratorio non è solamente un luogo fisico: è uno stile, un cammino, è il volto giovane della chiesa, per questo non possiamo pensare di rinnovare e rilanciare semplicemente un’area: dobbiamo rilanciare un progetto educativo.

L’oratorio c’è prevalentemente perché le persone lo abitano, lo vivono, lo costruiscono. In questo periodo con la comunità educativa dell’oratorio si è discusso a lungo e in modo approfondito circa i problemi, le regole, i progetti, le prospettive che l’oratorio è in grado di offrire: questa riflessione ha bisogno di essere proseguita, allargata, condivisa e tradotta in esperienze concrete. L’oratorio non ha bisogno solamente di un restyling, ha bisogno soprattutto di presenze. Esserci significa poter dire – non solo a parole – ma con i fatti che abbiamo a cuore il presente e il futuro della nostra comunità. Saranno molteplici le occasioni per poter dire “io ci sono”: penso alla festa dell’oratorio, al grest/follest, ai campiscuola, ma soprattutto penso alla semplice informale presenza che spesso diventa luogo privilegiato per intessere conoscenze, relazioni educative, trasmissione di esperienze, testimonianza di valori.

Ringrazio di cuore coloro che vogliono bene all’oratorio e anche in questa fase di rinnovamento non hanno fatto venir meno il proprio appoggio contribuendo non solo in termini economici, ma anche con suggerimenti e critiche costruttive.

Don Carlo

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