Ora et Labora

Chiunque tu sia che ti affretti verso la patria celeste, attua, con l’aiuto di Cristo, questa piccola regola che abbiamo scritto per i principianti, e soltanto allora giungerai, con la protezione di Dio, alle vette più elevate della dottrina e della saggezza…

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“Chiunque tu sia che ti affretti verso la patria celeste, attua, con l’aiuto di Cristo, questa piccola regola che abbiamo scritto per i principianti, e soltanto allora giungerai, con la protezione di Dio, alle vette più elevate della dottrina e della saggezza…” (Regola di S. Benedetto cap. 73, 8-9)

Parole come abate, monaco, monastero e nomi quali Benedetto, Montecassino, Desiderio, Ermoaldo sono di casa a Leno: rimandano ad un passato che costituisce gran parte della sua storia sulla quale lo spirito di S. Benedetto da Norcia aleggia. Presto, a Luglio, verrà festeggiato in forma solenne e ricordato con incontri religiosi e culturali e, perché non manchi la festa, con la tradizionale fiera e la rassegna, su bancarelle colorate, dei tanti prodotti che il lavoro dell’uomo ci consente di usufruire.
Ma la spiritualità di S.Benedetto può ancora ispirare l’uomo del nostro tempo e soprattutto noi lenesi?

C’era una volta, narra un antico racconto monastico, un anziano monaco che disse ad un mercante: “Come il pesce muore sulla terra ferma, così tu morirai quando rimarrai impigliato nel mondo: il pesce deve tornare nell’acqua e tu devi tornare allo Spirito. Il mercante rimase stupefatto: “ stai dicendo che devo abbandonare i miei affari ed entrare in un monastero?” chiese. “Assolutamente no” rispose l’anziano monaco, “ti sto dicendo di rimanere aggrappato al tuo lavoro e di entrare nel tuo cuore.”

Il racconto fa intuire quale fosse la spiritualità di S. Benedetto, il significato profondo di una regola che giunge fino ai nostri giorni da un tempo lontano. “Regula”, che oggi traduciamo con “regola”, in origine aveva significato di “indicatore stradale” che guida nella giusta direzione se non si conosce la strada, o di “ringhiera” oggetto a cui aggrapparsi se non si è stabili. “Regula” quindi, per S. Benedetto, non è imposizione e non è concepita solamente per monaci sacerdoti o consacrati, ma è guida per uno stile di vita che si traduce in queste due parole: “Ora et labora”. Prega e lavora, più che mai attuali, perché rivolte soprattuto a noi uomini impigliati, anzi aggrovigliati nella frenesia a cui questo mondo ci costringe. PREGA è l’invito a “chiunque ti sia “ e quindi a tutti noi gente comune che vive la propria vita “qui” nella propria casa, nel proprio paese, e “ora” nel proprio tempo, a riscoprire in noi stessi la spiritualità che ci porta oltre noi stessi, per trovare il senso della nostra vita, riscoprirne i valori e soprattutto accorgerci quanto il Vangelo abbia parole di verità da tradurre in azioni. LAVORA: non solo perché il lavoro è lo strumento che ti consente di vivere dignitosamente, ma impégnati per rendere questo mondo più vivibile, per accorgerti del tuo simile, per creare relazioni, per porre attenzione all’ambiente in cui vivi, rispettandolo e rispettando ogni creatura.

“La regola di S. Benedetto prende semplicemente la polvere e l’argilla di ogni giorno e la trasforma in bellezza”

Joan Chittister, monaca benedettina “Fermati e ascolta il tuo cuore-Vivere oggi la Regola di S. Benedetto.

C’è molto di più nella spiritualità di S.Benedetto. A noi basterebbe attuare questa regola per trasformare in bellezza i nostri giorni.

Claudia

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