Oggi devo fermarmi a casa tua

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Gesù vuole incontrare Zaccheo nell’intimità del suo ambiente di vita.
Così ciascuno di noi è invitato ad aprire le porte alla Parola.

«(Gesù) attraversava la città…»; questo l’inizio della storia di Zaccheo e del suo incontro con Gesù. Ci sembra quasi di vedere la scena, mentre l’evangelista Luca segue col suo obiettivo il Maestro che, infaticabile, percorre le strade polverose di Gèrico; ci sembra di sentire il vociare alto e confuso della folla che circonda Gesù. Col suo camminare inesausto, Gesù non se ne sta chiuso nel tempio o rintanato in eremi solitari; è nelle vie della città che la gente lo attende, gli va incontro per ascoltarlo, per essere guarita o semplicemente per conoscerlo.
Oggi come allora, anche noi possiamo incontrare Gesù tra il rumore e la confusione delle nostre città, se solo riusciamo a cogliere la sua presenza, affinando lo sguardo e lasciandoci trasportare dal desiderio di incontrarlo, diventando disponibili a uscire dalle nostre case, a rinunciare alla nostra routine quotidiana per scendere in strada e affrontare la folla. Certamente, è difficile riuscire a camminare con il passo di Gesù; ma il comportamento di Zaccheo ci suggerisce che quello che conta è non darsi per vinti. Infatti, questo ricco pubblicano, persona intelligente, abituata a non lamentarsi, si dà da fare per superare tutte le difficoltà che, esattamente allora come oggi, si frappongono tra noi e Gesù. Molti ostacoli, infatti, derivano dai nostri limiti personali, dai nostri egoismi, dalle nostre paure, o dalla nostra pigrizia oppure dall’ambiente esterno, come le difficoltà nelle relazioni con i nostri familiari, con gli amici o con i colleghi, o ancora dalle circostanze in cui viviamo, che possono essere legate a problemi economici o di lavoro. Così, quest’uomo piccolo di statura, ma tanto tenace, sale su un albero che si trova lungo il tragitto che Gesù deve percorrere, e lì si apposta; per vederci chiaro, per non lasciarsi trascinare dalla folla, gli è necessario trovare il coraggio e la forza di “salire sull’albero”. Allo stesso modo, anche noi dobbiamo tentare di uscire dal vortice delle vicende quotidiane per guardare oltre. Altrimenti quel vortice ci inghiottirà e noi saremo costretti a seguire il flusso della folla, anche contro la nostra volontà.
L’incontro con Gesù è travolgente: segna con chiarezza un prima e un dopo. Gesù lo guarda e gli dice semplicemente: «Oggi devo fermarmi a casa tua». Così, se Gesù va alla ricerca della folla per le strade della città, quando vuole incontrare l’uomo va a casa sua, per fermarsi nell’intimità del suo quotidiano. È lì, nella casa, che avviene il miracolo della salvezza non solo per Zaccheo, ma per tutte le persone che vi abitano e per tutti coloro a cui Zaccheo apre, senza curarsi delle critiche dei soliti benpensanti. E il Maestro, alla fine, può esclamare: «Oggi la salvezza è entrata in questa casa». Un oggi che indica il presente, non un tempo che verrà, ma un tempo che è già vita, respiro, voglia di un domani diverso dal passato, quel ieri che precede l’incontro con Cristo. Anche oggi Gesù porta la salvezza nella nostra casa, questa casa, con le sue vicende belle o tristi, abitata da queste persone che la rendono viva e la arricchiscono ciascuno con la propria storia, ciascuno intessendo intorno a sé rapporti facili o difficili. Gesù decide di venire a casa nostra perché ognuno possa sperimentare la totalità della Sua presenza, del suo abbraccio di salvezza. Noi, da parte nostra, dobbiamo essere pronti ad accoglierlo con generosità, costruendo relazioni fondate su armonia e rispetto reciproco, cercando di dare vita ad un ambiente che sia piacevole, “pulito”. Zaccheo, con la sua inquietudine, la sua ricerca laboriosa di Gesù, la generosità della risposta pronta e la decisione nel cambiare vita, diventa protagonista di un evento di salvezza non solo per sé, ma anche per i suoi familiari.
È in quest’ottica di corresponsabilità che unisce tra loro innanzitutto i coniugi, che occorre prendere l’iniziativa di andare alla ricerca del Salvatore, trovando il coraggio di elevarsi sulla folla per poter incrociare il Suo sguardo. Solo così marito e moglie potranno diventare canale di Grazia l’uno per l’altro e strumento di salvezza per i figli.

 

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