Obiettivi

3

Obiettivo permanente

La formazione di vere comunità pastorali, basate sulla corresponsabilità e sulla collaborazione, é uno dei principali obiettivi auspicati dall’esperienza sinodale. Sacerdoti e animatori si impegnino quindi a riqualificare e a promuovere,

nell’oratorio dove operano, la COMUNITA’ EDUCATIVA e la corresponsabilità dei laici. L’obiettivo è creare e far crescere una comunità educativa pastorale: costituita da preti, suore e laici, adulti e giovani; co-responsabili di una

presenza educativa-formativo ed evangelizzatrice “tipica”; sostenuti da una passione educativa formativa; in un territorio o comunità; in tensione di maturazione nell’identità propria; in apertura costante ai problemi e alla vita

degli uomini.

La comunità educativa pastorale negli oratori assume caratteristiche proprie che scaturiscono:

– dalla natura stessa dell’oratorio, istituzione dinamica, con spazi aperti alla creatività e alle proposte;

– dalla libertà di aggregazione non determinata, ne condizionata da obblighi, legislazioni o fatti precedenti.

Linee di intervento

Se ci proponiamo di rivitalizzare nell’oratorio una C.E., dobbiamo individuare delle linee di intervento, che sono preoccupazioni prioritarie rispetto a qualsiasi attività. In concreto sono le dinamiche fondamentali che articolano la vita di una C.E.. Ecco indicate in sintesi alcune linee di intervento.

Attuare il ruolo “animatore” della comunità educativa

Il compito essenziale della C.E. è svolgere un ruolo di “animazione” all’interno dell’oratorio e nei confronti della realtà giovanile.

Pur non trascurando attenzione e spazio alle esigenze della vita di gruppo, la comunità educativa vivrà in costante atteggiamento di lettura e di servizio nei confronti del mondo dei ragazzi e della realtà giovanile della propria comunità.

Animare è rendere le persone protagoniste della propria esistenza, liberare le capacità innumerevoli che ciascuno ha, favorire una risposta piena alla ricerca di senso, aiutando a superare le risposte riduttive; è fare esplodere la festa dentro una profonda passione per la vita. Sta dalla parte dell’essere prima che del fare e non distingue da questo punto di vista, soggetti o oggetti di animazione.

La delicatezza in questo impegno abbisogna costantemente di testimonianza, formazione e coordinamento. Per delineare il proprio stile di animazione la C.E. ha bisogno di: approfondimento teologico e pedagogico confronto responsabile con le finalità educative dell’oratorio;esperienze costanti di fede e di preghiera; capacità di leggere e di farsi interrogare dalla vita e dalle situazioni concrete; elaborazione e verifica periodica “assieme”del conseguente progetto educativo dell’oratorio; comunione fraterna in atteggiamenti, eventi e piani. Presenza indispensabile in una C.E. è quella della comunità sacerdotale nel suo insieme, dunque di tutti i sacerdoti della parrocchia, anche se un singolo confratello o un direttore laico ne ha la specifica e particolare responsabilità.

Favorire la partecipazione dei giovani In ogni esperienza oratoriana i giovani sono i veri protagonisti. Il criterio che

deve guidarci è di affidare loro tutto quello che sono capaci di portare avanti.

Nell’oratorio lo forza educativa tende a far crescere attraverso la partecipazione sempre più intensa alla vita e alla dinamica del centro.

Indispensabili per questa maturazione sono:

– accoglienza e dialogo con i ragazzi fin dai primi incontri,

– corresponsabilizzazione graduale nelle attività e nei gruppi.

La partecipazione e la corresponsabilizzazione si concretizzano nella formazione del progetto educativo parrocchiale; nella elaborazione dei programmazione annuale; nella responsabilità di conduzione delle diverse

attività; nell’attuare i servizi programmati; nella responsabilità economica; nella revisione periodica.

Strumento importante per favorire il protagonismo giovanile sono l’associazione, il gruppo e il movimento, come luoghi di crescita continuata ed organica. I giovani più maturi e capaci di responsabilità potranno avere, non

solo impieghi sempre più e ampi nell’oratorio, ma anche nella parrochia, nel quartiere e negli organismi pubblici in cui si abbia il diritto-dovere di partecipazione, anche in rappresentanza ufficiale dell’oratorio, se la situazione

lo comporta.

Allargare la corresponsabilità agli adulti Premesso, come afferma il Sinodo, che l’oratorio è per i giovani e dei giovani, consideriamo comunque necessaria una maturante partecipazione degli adulti nelle C.E., poiché nella pastorale giovanile è indispensabile l’incontro tra generazioni nell’amore e nella fede, e poiché l’oratorio è una proposta educativa dove la vocazione laicale ha funzioni e spazi propri.

Anche gli adulti hanno una specifica responsabilità nell’opera di animazione apportano in ogni momento un contributo che solo essi possono dare (esperienza, maturità di fede, ministero coniugale…). Da questo punto di vista non è giusto che sostituiscano o suppliscano i giovani nelle loro specifiche responsabilità.

Tra gli adulti, la cui presenza consideriamo importante, elenchiamo:

– gli adulti con compiti specifici di animazione: animatori sportivi e culturali, responsabili del tempo libero, catechisti ecc;

– i genitori dei ragazzi, specialmente coloro che desiderano collaborare all’azione educativa;

– i membri adulti della famiglia parrocchiale. Tutti coloro che condividono lo spirito dell’oratorio e partecipano secondo le proprie possibilità, al dinamismo delle esperienze oratoriane.

L’atteggiamento dell’adulto è sempre educativo e nello stile dell’animazione.

Non può essere il risultato di una carenza di iniziative per adulti né un semplice recupero dei tempi passati.

Nell’oratorio possono aver luogo anche iniziative per adulti, con la loro autonomia e rispettando l’autonomia dei giovani.

Collocare gruppi, movimenti e associazioni nella comunità educativa

In molti oratori sono presenti gruppi, movimenti e associazioni.

La comunità educativa, attenta ad ogni vocazione, favorisce scelte pluraliste di cammino di crescita nella fede attraverso associazioni, gruppi e movimenti.

Queste realtà, per loro statuti e fini che si sono date liberamente come espressione della creatività Chiesa e della società, sono presenti e contribuiscono a diverso titolo e competenza alla vita dell’oratorio. Il buon inserimento di tali, gruppi nelle dinamica dell’oratorio comporta:

– la partecipazione alla elaborazione dei progetto educativo dell’oratorio;

– la realizzazione di questo piano attraverso l’apporto specifico di metodi e programmi di ciascun gruppo.

E’ preoccupazione di tutti che si realizzi una crescita e una collaborazione armonica tra i vari gruppi, mantenendo come riferimento il progetto educativo dell’oratorio.

Inserire la comunità educativa dell’oratorio nella parrocchiale

L’oratorio è un momento e un luogo significativo, anche se non unico, per l’evangelizzazione dei giovani, a partire dal progetto o dal piano pastorale che la parrocchia si è data o sta costruendo.

Il suo inserimento nella comunità parrocchiale si manifesterà con rapporti di vicendevole appartenenza.

Per questa:

– il luogo in cui il progetto educativo dell’oratorio assume il valore di azione pastorale e il Consiglio Pastorale Parrocchiale; qui il programma dell’oratorio viene collegato a tutte le altre presenze e azioni pastorali.

– la comunità educativa partecipa al Consiglio Pastorale della parrocchia e apporta all’insieme della pastorale una particolare sensibilità ed una prospettiva giovanile.

– Poiché l’oratorio si prefigge la formazione di adulti nella fede, devo offrire ai giovani sbocchi concreti per l’assunzione di ruoli e responsabilità nelle parrocchia.

– la comunità parrocchiale non può delegare l’educazione dei giovani unicamente all’oratorio; é sua costante preoccupazione garantire la presenza di animatori e impegnare le migliori forze ed energie che possiede.

Inserire la comunità educativa dell’oratorio nel territorio

Il rapporto oratorio e territorio è un aspetto del rapporto più globale della Chiesa locale con la cultura della presenza oratoriana nella comunità umano locale (L.S. 785.786.639.642.954.9591). Essere inseriti in un territorio per un oratorio comporta:

analisi della situazione giovanile locale (L.S. 725.726); sensibilità alle problematiche culturali e sociali emergenti (L.S. 727); solidarietà attiva con i piccoli, i poveri e tutti gli uomini in qualunque modo realmente bisognosi (L.S.

52.638. 642.643.650.683.10421; proposta e trasmissione di autentica cultura e di tradizioni profondamente significative (L.S. 765.885); testimonianza e difese dei valori umani e religiosi.

L’inserimento della “comunità educativa dell’oratorio” nel territorio si farà attraverso:

– la creazione all’interno dell’oratorio di un gruppo di riferimento che generi attenzioni e proposte sulle problematiche sociali e culturali;

– la presenza negli organismi di partecipazione che le diverse legislazioni rendono accessibili (biblioteche, commissioni comunali, consulte, comitati di gestione, organi collegiali, ecc.) (L.S. 959);

 – il collegamento e il dialogo coi movimenti ecclesiali e con le organizzazioni civili che si interessano della gioventù; lo sforzo creativo di programmazione e di proposta a favore del territorio;

– l’impegno a dare,voce a chi non ho voce;

– l’attività di animazione, coscientizzazione e responsabilizzazione della comunità sia civile che ecclesiale;

– la partecipazione creativa e critica a iniziative culturali e socievoli promosse sul territorio;

– la valutazione dell’esistente, del desiderabile, del giusto, del possibile;

– l’attenzione costante e obbediente ai segni dei tempi;

– la disponibilità degli ambienti per attività e iniziative del territorio nel rispetto delle finalità dell’oratorio.

Nei rapporti col territorio e con gli organismi di partecipazione in cui si e’ inseriti si cerchi sempre di: caratterizzare la presenza mediante analisi approfondite e proposte qualificate; evitare di confondersi con qualsiasi organizzazione politico- partitica: si è realtà diverse, pur con funzioni complementari; mettere in chiaro le motivazioni vere dei nostri interventi: la fede ci invita a vivere a pieno i valori umani e a metterci a servizio dell’uomo, specie se povero o indifeso;

– incoraggiare i giovani e gli animatori ad assumere responsabilità culturali, sociali e civili;

– favorire una formazione sociale più approfondita per quei giovani che rivelino attitudini e capacità.

(La comunità educativa dell’oratorio Segretariato Oratori – Diocesi di Brescia)

――― ―••• •• • ― ― •• •••― ••
ORANews

ORANews

Oratorio San Luigi di Leno


Commenti