Notizie da don Roberto

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 Carissimi, eccomi finalmente a mandare alcune righe per soddisfare un po’ la curiosità di tutti… cosa faccio… se sto bene… se faccio il bravo… se no, chissà dove pensate che sia finito.

Sto bene… e pian piano mi sono ambientato in questa nuova realtà di Chiesa che geograficamente è vicino a noi, ma è anche altrettanto lontano a causa della storia che ha vissuto e che noi nemmeno riusciamo ad immaginare… e anche raccontarla non è facile, serve rispetto e comprensione e non giudizio.

La nostra missione si trova a Suç, un villaggio della regione del Mat; con me infatti lavorano altri due sacerdoti bresciani: don Gianfranco e don Marco. E nella città di Burrel vicino a noi, abitano tre suore Maestre di Santa Dorotea; con noi lavorano anche a tempo pieno due ragazzi albanesi di 25 anni che dopo il Battesimo, hanno fatto la scelta di aiutare la loro gente a scoprire la Fede come qualcosa che cambia la vita; ci aiutano per i lavori manuali della missione e anche per la catechesi nei villaggi. Io sono vice-parroco della missione nostra (cioè curato) che comprende oltre il nostro villaggio altri 6 villaggi di cui 2 li possiamo raggiungere solo a piedi perché non abbiamo le strade. In più io ho anche un incarico per tutte le missioni della diocesi, essendo un po’ coordinatore della catechesi per i giovani e le vocazioni di tutta la diocesi e mi dedico ad andare in tutte le comunità della diocesi per fare degli incontri durante la catechesi. Tante parole, per dire che faccio quello che facevo anche lì in Italia… lavoro con i più giovani, con la differenza che tanti dei nostri ragazzi è da poco che sono stati battezzati e sono cresciuti in un contesto senza Fede… credere era proibito per i loro genitori e loro stanno imparando a credere da soli… lo scelgono da soli… e spesso è un prezzo impegnativo… ma son contenti di credere.

Uno dei ragazzi che viene alla catechesi da noi è musulmano… un ragazzo generosissimo… si impegna, viene ad aiutare se serve, viene a messa, …ma per ora non può diventare cristiano perché la famiglia ha un’altra tradizione.

Tante volte mi chiedo tra me e me alcune cose… e capisco il valore del dare a questa gente questa presenza. In fondo, cosa cambia nel mondo nel nostro essere missionari qui? poco credo… e chi lo sa che noi siamo qui… pochi… eppure per questa gente è ciò che fa la differenza tra una vita senza niente e una vita con un po’ di affetto…; non sono risposte… son pensieri ad alta voce che faccio valutando ciò che si riceve amando… qui… come anche lì… in fondo penso che la missione sia uno stile di vita e non un luogo geografico.

La gente è ospitale… l’ospite, nella cultura albanese, è sacro; quando passi per una casa, ti darebbero anche ciò che non hanno! Chi l’ha detto che gli albanesi sono solo cattivi? Vi dicono una bugia! È gente buona… che ha vissuto una storia molto difficile (in un’altra occasione vi racconto qualcosa della storia) e ha bisogno di tornare a credere nel buono che c’è dentro ogni uomo. E noi proviamo a fare questo con lo strumento più bello che c’è sulla terra: il Vangelo. Non siamo qui a distribuire chissà quali aiuti… siamo qui per condividere attraverso la Fede quello che rende vero il cuore di una persona. È una avventura affascinante… credetemi… ne vale la pena.

Quello che riceviamo come offerte per la missione lo usiamo per mandare a scuola dei ragazzi e per sostenere una piccola cooperativa agricola che don Gianfranco ha fatto nascere con l’aiuto di una associazione di Brescia. Ora sarà utile che mi fermi perché non vorrei che pensiate male… e in più tra poco toglieranno la corrente, dopo le 23 la sera viene tolta corrente per risparmiarne per il giorno dopo.

Ciao e alla prossima.

Don Roberto

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don Roberto

don Roberto

Sono sacerdote fidei-donum missionario in Albania dal 2008, originario di Leno e in precedenza Curato a Edolo e Cortenedolo. La mia frase preferita? “Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date” (Mt 10,8)


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