Nonostante tutto è ancora Natale

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É una giornata tipicamente autunnale. Il grigiore del cielo spegne il colore vivido e caldo della gamma dei rossi e dei gialli che la natura ci dona prima che ogni foglia si stacchi dal proprio albero e, planando, cada a terra. Metafora di un morale che, dopo gli atti di terrorismo avvenuti a Parigi, è decisamente a terra. Spregio alla cultura occidentale. Giovani vite, futuro dell’Europa, spezzate da bombe e kalashnikov, al grido di “ Allah è grande”. Cosa  ha di grande questo Dio che semina morte e terrore negli uomini che egli ha creato? In realtà la vicenda del vitello d’oro,* narrata nel libro dell’Esodo, si sta ripetendo, come si è sempre ripetuta, ogni volta che l’uomo si è costruito un Dio a proprio uso e consumo o ha voluto essere Dio. Il vero Dio, lo si chiami Dio, Jahvé, Allah è un Dio che ama ciò che ha creato e la prima dimostrazione di questo amore è il grande dono della libertà che egli concede ad ogni essere umano. Ma c’è una dimostrazione d’amore più concreta e visibile per chi la vuole vedere e toccare: la Croce. Un giorno, a Messa, dopo aver sentito l’omelia di don Davide che terminava con questa frase:”Dio abbraccia tutto il mondo”, il mio nipotino mi chiese:” Come riesce Dio ad abbracciare il mondo?”Ricordo d’aver risposto con parole immediate, semplici, comprensibili per un bambino. Oggi, avvicinandosi il Natale, penso che risponderei a quella domanda  così: Dio ha stretto l’umanità intera  in un abbbraccio tenero e perenne la notte in cui un bambino, molto speciale, nacque in una grotta, riscaldato da un bue e un asino. Purtroppo l’umanità ha ricambiato l’abbraccio con quella croce alla quale sono appesi il figlio di Dio e dell’uomo e ogni vittima di fondamentalismi culturali e religiosi, di odii razziali, di libertà negate. Perchè l’uomo sembra non cambiare mai nei suoi comportamenti? Scoraggiamento, paura del proprio simile è la sensazione che, piano piano, si fa strada nella quotidianità del vivere. Accoglierla è una forte tentazione. Ma è proprio il Natale che con il suo messagio di vita ci incoraggia, ricordandoci che il Dio dell’umanità intera è grande perchè è il Dio della  misericordia. Incarnandosi e facendosi uomo Egli condivide la nostra condizione, ci invita, con pazienza infinita, alla conversione dei nostri cuori, l’unica strada perchè il mondo sia migliore e ci insegna la speranza.

Per ogni foglia che in autunno cade, c’è una gemma che, a primavera, si affaccia alla vita e non fa rumore.

Buon Natale!

*Es-32,1

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