Misericordia virtù dimenticata

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La giornata è splendida. L’ex ippodromo, ora intitolato al generoso concittadino Gino Vaia, è affollato. L’impatto visivo è una fantasmagorica sequenza di movimento e colori che muovono all’allegria. Le famiglie in festa, accorse numerose, si raccolgono intorno all’altare: commensali ed ospiti di un Signore che dona tutto se stesso. E’ un raccoglimento gioioso. I bambini, nel loro moto perpetuo, danno un messaggio di vita e di futuro. Don Domenico, il dinamico sacerdote che cura la pastorale delle famiglie, commenta nell’omelia il passo evangelico del sordomuto miracolato. “ Gesù lo guarì, prendendolo in disparte, lontano dalla folla. Gli mise  le dita nelle orecchie e con la saliva gli toccò la lingua dicendogli “Apriti!”. (Mc, 7-31)

La sordità non consente di udire e quindi anche di riprodurre i suoni: l’isolamento è completo. Gesù, spiega  don Domenico, allontana il sordomuto dalla folla, perchè il suo intento non è di stupire con il miracolo, ma perchè la guarigione sia per quell’uomo un “aprirsi” a se stesso. Il significato profondo che giunge a noi  dal Vangelo è che ognuno deve  sciogliere le aridità  che incatenano il proprio cuore per “aprirsi” agli altri ed imparare la misericordia. Misericordia la parola che in se stessa racchiude ciò che vuol significare: i cuori rivolti al misero, all’infelice, a chi ha sbagliato, per comprendere e perdonare. Essa è attuazione della Carità, intesa come Amore per Dio e per il prossimo.

“Beati i misericordiosi perchè troveranno misericordia” ed ancora “rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori”. Nella beatitudine e nel Padre nostro, Gesù ci ricorda da sempre che Dio sarà misericordioso con noi nella misura  in cui noi useremo misericordia verso tutti, uomini e donne, che incontreremo nel viaggio della vita, e verso il creato intero. Ce lo ricorda, oggi, in tutti i suoi interventi, Papa Francesco, asserendo che la nostra società è ammalata perchè affetta da grave carenza di misericordia. Proclama l’Anno Santo intitolato ad essa per scuoterci dalle nostre  chiusure e dalle nostre paure, donandoci una nuova opportunità di riflessioe e cambiamento.

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