Ministro Accolito? Cioè?

Il Vescovo Pierantonio ha istituito l’accolitato al nostro seminarista Nicola Mossi

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È stata una domanda postami in modo ricorrente nei giorni che hanno preceduto e seguito l’11 Maggio 2018, quando il Vescovo Pierantonio ha istituito sei nuovi ministri lettori e quattro accoliti, tra questi ultimi anch’io. In effetti sono ministeri poco conosciuti e chiamati minori, perché appunto inferiori rispetto a diaconato e presbiterato i quali imprimono il carattere del sacramento dell’ordine e segnano in modo definitivo il cammino vocazionale.

Nonostante ciò nella vita di un seminarista anche lettorato e accolitato sono passaggi di Grazia e di gioia in cui in modo più ufficiale si riconosce l’importanza della Parola di Dio e dell’Eucarestia nella propria vita. In particolare, riguardo all’accolitato, abbiamo avuto modo nell’ultimo anno di riflettere e meditare l’importanza dell’Eucarestia nella vita del sacerdote.

Diventare persone eucaristiche, persone di comunione con Cristo, con i fratelli e con ogni persona che Dio mette sulla nostra vita, questo è il desiderio che è cresciuto in questi anni e che ogni giorno mi mette alla prova: in comunità, in parrocchia, in famiglia. Quindi, come più volte ci ha ripetuto il Vescovo: anzitutto cercare di essere testimoni, e anche se il cammino è a volte faticoso e sentiamo i nostri limiti, affidandoci alla Grazia di Dio possiamo continuare nella consolazione.

L’accolitato inoltre permette ufficialmente la distribuzione dell’Eucarestia durante la Messa ma anche nelle case a quanti non fossero in grado di raggiungere la Chiesa. É una bella occasione poter distribuire il corpo di Cristo, farmaco d’immortalità, come lo definiva Sant’Ignazio di Antiochia, ai fedeli in Chiesa e agli ammalati e anziani. La testimonianza di questi ultimi è preziosa, vedere come attendono questo momento, questo Incontro, con quale fede, fa capire quanta consolazione ricevono dal sacramento della Comunione, e quanto spesso essi offrano le loro sofferenze in partecipazione alle sofferenze di Cristo che è morto per Amore nostro.

Sì, sono espressioni forti, che mi interrogano, ma che sono reali e incarnate da persone che hanno vissuto, amato, le loro famiglie, la loro comunità e tutt’ora esprimono il loro affetto.

Mi accosto a questo ministero con contentezza e con la preghiera che il Signore mi doni dignità, delicatezza e accoglienza per le persone a cui mi chiama. Avvicinandosi al Sinodo dei Giovani, spero e prego perché possiamo essere persone che testimonino loro che vivere l’Eucarestia è anzitutto un dono, non imposizione, ma accoglienza di un Dio che si fa nutrimento della nostra vita spirituale.

Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la vita eterna e che il Figlio dell’uomo vi darà (Gv 6,27).

Questo versetto mi ha accompagnato dagli ultimi esercizi spirituali, è un bello stimolo a vincere le pigrizie e cercare di darmi da fare conscio che ogni cosa buona che posso compiere è per Grazia. Il vescovo nell’omelia ci ha esortato a non essere orgogliosi di questo passo ma di esserne degni…

Chiedo il grande favore di pregare perché questo possa compiersi in me, ringraziando il Signore per quanti in qualsiasi modo hanno dimostrato vicinanza e preghiera. In modo particolare la mia famiglia, le parrocchie di servizio e di provenienza con i loro sacerdoti e il seminario. Buon cammino.

Nicola

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ORANews

Oratorio San Luigi di Leno


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