Maschio e femmina Dio li creò…

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Negli ultimi tempi sono stato sorpreso da alcuni notizie che cito in ordine sparso:

+ presso alcune scuole viene consegnato ai genitori moduli di iscrizione con la dicitura non più di padre/madre bensì genitore 1/genitore 2

+  spot televisivi e film che propongono come normalità unioni omosessuali

+ nei dibattiti pomeridiani alla tv si dà come dato acquisito dalla società italiana l’equiparazione delle unioni dello stesso sesso al matrimonio e, per le coppie omosessuali, la possibilità di adottare o “procreare” i bambini.

La domanda è: cosa c’è in gioco? Dove si vuol andar a parare?

Innanzitutto sotto questa mentalità vi è la teoria del GENDER (=genere) che ha origine nel femminismo americano intorno al 1970.  All’inizio era caratterizzato da tendenze emancipatrici: “donna non si nasce, ma si diventa”.

 Questa teoria quale afferma l’essere maschio e femmina non deriva dalla natura biologica ma dalla cultura.

Tale prospettiva rifiuta l’idea che l’identità sessuale sia iscritta nella natura, nei cromosomi, e che ciascuno si costruisce il proprio genere fluttuando liberamente tra il maschile e il femminile. Pertanto la differenza sessuale –maschio/femmina- non è unica, ma molteplice, legata ai diversi orientamenti sessuali, di razza e cultura, nonchè alla condizione sociale.

In realtà, la teoria del GENDER mira essenzialmente al pieno riconoscimento della sessualità omosessuale ed è il primo passo verso il distacco dell’identità sessuale dalla realtà biologica.

Qual è il nostro pensiero in merito a questo? Dove trovare le risposte adeguate a questa mentalità?

Punto di riferimento è la Parola di Dio ed il magistero della chiesa, rispettivamente il libro della Genesi e il documento di Giovanni Paolo II “Mulieris dignitatem”.

Nella Genesi appare chiaro che i primi genitori, maschio e femmina, sono identici nella loro dignità e nella comune umanità.

Cioè Adamo riconosce in Eva qualcuno con cui finalmente può condividere la realtà.

L’unione tra Adamo ed Eva non fa scomparire la distinzione tra l’uno e l’altra.

Uniti nell’amore essi sono identici nella loro dignità di creature aperte verso Dio e, nel contempo, ognuno esprime in modo diverso una identica dignità.

Tale differenza è cruciale, poichè li rende consci del fatto che hanno bisogno l’uno dell’altra e ricorda che non hanno in loro stessi ciò che serve per essere felici.

Poiché il corpo è sempre maschile o femminile, ci rivela la differenza tra l’uomo e la donna.

Inoltre in Genesi 1, 27 si dice che Dio creò la umanità a sua immagine; maschio e femmina li creò.

Cosa vuol dire?

Non solo l’uomo, Adamo-che non è un nome proprio ma indica l’umanità maschile-, ma l’umanità tutta, nel suo insieme maschile e femminile è rappresentazione di Dio sulla terra.

Quindi la rappresentanza di Dio si manifesta nella bisessualità autonoma e non interscambiabile.

Risulta chiaro che maschio e femmina provengono dal mistero originario di Dio e hanno pari dignità ontologica.

Un altro passo in avanti lo abbiamo in Genesi 1: ogni persona è chiamata da Dio a superarsi, realizzando la comunione, grazie alla differenza, sia nella procreazione sia nel portare a compimento un progetto comune.

Una persona non può avere il fine in se stesso, né in un’altra persona né tanto meno nelle cose create, ma si caratterizza per quel dialogo da instaurare con lui/lei e con il suo Creatore.

L’altro/a non può essere l’altra metà della mela, la parte complementare senza la quale si resterebbe dimezzati poiché la relazionalità biblica non unisce due metà, bensì intende arricchire due persone già complete, superandosi reciprocamente.

Ritornando al femminismo laico, sia a quello che ha fatto della differenza un’esasperazione della separazione tra femminile e maschile, sia a quello più radicale, giunto a teorizzare l’assolutizzazione del genere (gender) e ad eliminare il maschile, possiamo dire che le speranze vanno ricercate in quel neo femminismo capace di attuare quella reciprocità asimmetrica: una relazione tra due persone uguali, ma differenti.

Mi rendo conto che non tali concetti andrebbero approfonditi e soprattutto vi è la necessità per le nostre comunità cristiane di attrezzarci culturalmente per saper rispondere adeguatamente a queste sfide della modernità.

A tale proposito la Commissione famiglia parrocchiale e zonale ha pensato bene di dedicare una serata per un confronto aperto.

La serata è il SABATO 11 APRILE con inizio alle ore 18.15 in oratorio.

Non è pensata tanto e solo con la presenza dell’esperto ma come momento di scambio reciproco così da aiutarci insieme ad crescere nella verità delle cose, lette alla luce del vangelo e dell’insegnamento della chiesa.

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don Domenico Paini

don Domenico Paini

Classe 1967 e originario della parrocchia di Castel Goffredo, ha svolto i seguenti incarichi: curato a Calcinato dal 1992 al 2001, curato a Manerbio dal 2001 al 2008. Dal 2008 è curato di Leno, dal 2013 è curato anche di Milzanello e Porzano, seguendo la pastorale familiare.


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