Maria modello di bellezza

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A cura di Maria Piccoli

Il Magnificat della speranza, “Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente”, il tema Pastorale di Lourdes per questo anno, ci invita a rivolgere lo sguardo a Maria, Modello di Bellezza. C’è nel cammino suggerito dal tema una riflessione che mi piace molto: “L’uomo guarda le apparenze, Dio guarda al cuore” e, se ci facciamo caso, quando con stupore noi guardiamo alla Grotta, nella quale non entra mai il sole, riconosciamo che là è sorta una certa corrente di grazia straordinaria fino a diventare luogo di consolazione e di speranza per tutti noi. Maria, madre di Gesù e madre di ogni creatura, ci comunica, ci fa intuire il desiderio di voler essere persone mature, di voler vivere da cristiani maturi, da autentici figli di Dio, che vogliono vivere e dare la vita.

Nel mondo in cui ci ritroviamo, spesso strutturato sulla menzogna, sulla superficialità, sull’apparenza, in un quotidiano in cui molte volte ci relazioniamo come vuoti fantasmi, è necessario sentire sempre più intensamente il bisogno di ritrovare la propria identità, il proprio volto, la propria vocazione. In un contesto dominato dal materialismo dilagante, in cui ci fanno credere, con ricercati ragionamenti menzogneri, che per non essere retrogradi è giusto promuovere il suicidio assistito e con il testamento biologico l’eutanasia non c’entra, è meglio far morire i vecchi quando ti danno fastidio, conviene assumere farmaci dalle conseguenze non prevedibili, purché diano l’effetto di stare bene col corpo, che il fumo fa male perché le sigarette ti rovinano i polmoni, i denti, anche se sul pacchetto ti scrivono che “il fumo uccide” ma sanno bene che continueranno a “vendere fumo…”.

Ci chiediamo: che fare? Quando ci si ritrova “sballottati dalle onde e portati di qua e là da qualsiasi vento dottrinale, secondo l’inganno degli uomini” (Ef 4,14) occorre ritornare alle sorgenti della verità: dobbiamo imparare a essere come Maria.

Maria è la donna Nuova.

Maria ci consente di comprendere che cosa significa la parola di Gesù: “Ecco, Io faccio nuove tutte le cose”. Abbiamo bisogno di andare a scuola da Maria. E’ a Maria che dobbiamo guardare se vogliamo gustare e vivere questo insondabile mistero dell’Amore divino. Maria, donna del Sì,  la serva del Signore accoglie la volontà di Dio. Maria, donna del grazie, da lei si sprigiona un eterno Magnificat. Il Sì di Maria è integrale e la coinvolge in tutta la persona: corpo e spirito, mente e cuore. In qualche modo l’eccomi dovrebbe trasformare anche noi, se la nostra fosse una fede autentica. Il tema Pastorale di Lourdes ci richiama alla conversione, passare dalla logica del mercato alla logica dell’Amore, dall’uomo vecchio alla creatura nuova, dalla nostra razionalità e dai nostri coinvolgimenti emotivi alla volontà di Dio. Non possiamo andare a fare la comunione, se poi non ci impegniamo a essere luogo e occasione di comunione. Non possiamo stare in ginocchio, anche quando siamo davanti alla Grotta, se poi non sappiamo piegare la nostra superbia e i nostri pregiudizi, se non sappiamo rinunciare a quanto giudichiamo, per noi, importante. Non possiamo dirci credenti, o proclamarci fedeli se troppi idoli e modelli occupano, nel nostro cuore, il posto di Dio. É attraverso il nostro modo di essere che possiamo fare comunicare la Parola che ci è stata donata.

A noi è stata donata questa Parola, l’abbiamo ascoltata, non sciupiamola, non disperdiamola, incarniamola nella nostra vita quotidiana. Quando saremo dinanzi alla Grotta, con Gesù che ci attende nel silenzio e tace, ecco che Maria, come a Cana, ci sussurra: “Fate quello che Lui vi dirà” per indicare a ciascuno la strada per vivere da veri figli di Dio. Questa è la tenerezza di Maria, come quando è apparsa a Santa Bernadette e la parola forte che sussura, anche a noi, nel cuore di ogni persona, perché nessuno dimentichi che “La gloria di Dio è l’uomo vivente”.

Renato P . – un ammalato

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ORANews

Oratorio San Luigi di Leno


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