Ma se vi mordete e divorate a vicenda

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Il Papa ha scritto una bellissima e accorata lettera per far fronte ad alcune situazioni di sofferenza che la chiesa vive a causa di una durezza di cuore che talvolta oscura glia animi e impedisce di amare autenticamente il prossimo. Credo che questo ci riguardi pienamente… ne riporto uno stralcio. Chi volesse può leggerne il testo completo seguendo il link.

Cari Confratelli, nei giorni in cui mi è venuto in mente di scrivere questa lettera, è capitato per caso che nel Seminario Romano ho dovuto interpretare e commentare il brano di Gal 5, 13 – 15.
Ho notato con sorpresa l’immediatezza con cui queste frasi ci parlano del momento attuale:
“Che la libertà non divenga un pretesto per vivere secondo la carne, ma mediante la carità siate a servizio gli uni degli altri.Tutta la legge infatti trova la sua pienezza in un solo precetto: amerai il prossimo tuo come te stesso. Ma se vi mordete e divorate a vicenda, guardate almeno di non distruggervi del tutto gli uni gli altri!”
Sono stato sempre incline a considerare questa frase come una delle esagerazioni retoriche che a volte si trovano in san Paolo. Sotto certi aspetti può essere anche così.
Ma purtroppo questo “mordere e divorare” esiste anche oggi nella Chiesa come espressione di una libertà mal interpretata. È forse motivo di sorpresa che anche noi non siamo migliori dei Galati? Che almeno siamo minacciati dalle stesse tentazioni? Che dobbiamo imparare sempre di nuovo l’uso giusto della libertà? E che sempre di nuovo dobbiamo imparare la priorità suprema: l’amore?
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ORANews

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