Li amò sino alla fine

Venerdì Santo

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Introduzione

Venerdì santo. In questo giorno contempliamo la Passione e la morte in croce di Gesù. Egli muore per amore nostro, dà la sua vita in riscatto della nostra.

Preparazione

La famiglia si raccoglie davanti al Luogo della Bellezza.
Se non è già accesa dalla sera prima, si accende la candela.
È il tempo di unirci al cammino che ha percorso Gesù fino alla sua morte in croce.
Silenzio e preghiera come Gesù nell’orto degli Ulivi.
In un momento di silenzio raccogliamo tutte le intenzioni della nostra preghiera. Raccogliamo tutta la sofferenza che la nostra famiglia, la nostra comunità, il mondo intero sta vivendo in questo tempo.

  • Ognuno nel suo cuore dirà: “Signore accogli il dolore e la sofferenza di ______________ e portalo con te sulla croce”.

Ascolto della Passione di Gesù

Ascoltiamo alcuni brani della passione di Gesù.

Ogni membro della famiglia può scegliere di fare un personaggio e leggere la propria parte.
C: cronista
+: Gesù
Lettere: vari personaggi

Dal vangelo secondo Giovanni

C: Allora i soldati, con il comandante e le guardie dei Giudei,
catturarono Gesù, lo legarono e lo condussero prima da Anna: egli infatti era suocero di Caifa, che era sommo sacerdote quell’anno. Caifa era quello che aveva consigliato ai Giudei: «È conveniente che un solo uomo muoia per il popolo».
Intanto Simon Pietro seguiva Gesù insieme a un altro discepolo. Questo discepolo era conosciuto dal sommo sacerdote ed entrò con Gesù nel cortile del sommo sacerdote. Pietro invece si fermò fuori, vicino alla porta. Allora quell’altro discepolo, noto al sommo sacerdote, tornò fuori, parlò alla portinaia e fece entrare Pietro.
E la giovane portinaia disse a Pietro:
A: «Non sei anche tu uno dei discepoli di quest’uomo?». C: Egli rispose:
D: «Non lo sono».
C: Intanto i servi e le guardie avevano acceso un fuoco, perché faceva freddo, e si scaldavano; anche Pietro stava con loro e si scaldava.
Intanto Simon Pietro stava lì a scaldarsi. Gli dissero:
A: «Non sei anche tu uno dei suoi discepoli?».
C: Egli lo negò e disse:
D: «Non lo sono».
C: Ma uno dei servi del sommo sacerdote, parente di quello a cui Pietro aveva tagliato l’orecchio, disse:
A: «Non ti ho forse visto con lui nel giardino?».
C: Pietro negò di nuovo, e subito un gallo cantò.
Condussero poi Gesù dalla casa di Caifa nel pretorio. Era l’alba ed essi non vollero entrare nel pretorio, per non contaminarsi e poter mangiare la Pasqua. Pilato dunque uscì verso di loro e domandò:
A: «Che accusa portate contro quest’uomo?».
C: Gli risposero:
F: «Se costui non fosse un malfattore, non te l’avremmo consegnato».
C: Allora Pilato disse loro:
A: «Prendetelo voi e giudicatelo secondo la vostra Legge!».
C: Gli risposero i Giudei:
F: «A noi non è consentito mettere a morte nessuno».
C: Così si compivano le parole che Gesù aveva detto, indicando di quale morte doveva morire.
Pilato allora rientrò nel pretorio, fece chiamare Gesù e gli disse:
A: «Sei tu il re dei Giudei?».
C: Gesùrispose:
+: «Dici questo da te, oppure altri ti hanno parlato di me?».
C: Pilato disse:
A: «Sono forse io Giudeo? La tua gente e i capi dei sacerdoti ti hanno consegnato a me. Che cosa hai fatto?».
C: Rispose Gesù:
+: «Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei; ma il mio regno non è di quaggiù».
C: Allora Pilato gli disse:
A: «Dunque tu sei re?».
C: Rispose Gesù:
+: «Tu lo dici: io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per dare testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce».
C: Gli dice Pilato:
A: «Che cos’è la verità?».
C: E, detto questo, uscì di nuovo verso i Giudei e disse loro:
A: «Io non trovo in lui colpa alcuna. Vi è tra voi l’usanza che, in occasione della Pasqua, io rimetta uno in libertà per voi: volete dunque che io rimetta in libertà per voi il re dei Giudei?».
C: Allora essi gridarono di nuovo:
F: «Non costui, ma Barabba!».
C: Barabba era un brigante. Essi presero Gesù ed egli, portando la croce, si avviò verso il luogo detto del Cranio, in ebraico Gòlgota, dove lo crocifissero e con lui altri due, uno da una parte e uno dall’altra, e Gesù in mezzo. Pilato compose anche l’iscrizione e la fece porre sulla croce; vi era scritto: «Gesù il Nazareno, il re dei Giudei».
I soldati poi, quando ebbero crocifisso Gesù, presero le sue vesti, ne fecero quattro parti –una per ciascun soldato–, e la tunica. Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre:
+: «Donna, ecco tuo figlio!».
C: Poi disse al discepolo:
+: «Ecco tua madre!».
C: E da quell’ora il discepolo l’accolse con sé. Dopo questo, Gesù, sapendo che ormai tutto era compiuto, affinché si compisse la Scrittura, disse:
+: «Ho sete».
C: Vi era lì un vaso pieno di aceto; posero perciò una spugna, imbevuta di aceto, in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca. Dopo aver preso l’aceto, Gesù disse:
+: «Ècompiuto!».
C: E, chinato il capo, consegnò lo spirito. (mettiti in ginocchio e spegni la candela. Gesù è morto e si fece buio su tutta la terra!)
C: Dopo questi fatti Giuseppe di Arimatèa, che era discepolo di Gesù, ma di nascosto, per timore dei Giudei, chiese a Pilato di prendere il corpo di Gesù. Pilato lo concesse. Allora egli andò e prese il corpo di Gesù. Vi andò anche Nicodèmo – quello che in precedenza era andato da lui di notte – e portò circa trenta chili di una mistura di mirra e di áloe. Essi presero allora il corpo di Gesù e lo avvolsero con teli, insieme ad aromi, come usano fare i Giudei per preparare la sepoltura. Ora, nel luogo dove era stato crocifisso, vi era un giardino e nel giardino un sepolcro nuovo, nel quale nessuno era stato ancora posto. Là dunque, poiché era il giorno della Parascève dei Giudei e dato che il sepolcro era vicino, posero Gesù.

Grande preghiera di intercessione

Le braccia allargate di Gesù sulla croce, il suo Spirito che riempie la terra, ci fanno sentire tutti più vicini. Raccolti in questo abbraccio d’amore, ecco che anche la nostra preghiera di intercessione diventa più forte, più vera, più convinta.

Il fratello o la sorella maggiore iniziano la preghiera, tutti insieme poi rispondiamo:

Ti preghiamo per la Chiesa,
volto del tuo amore per ciascuno di noi.
Facci vivere sempre la comunione che nasce dal tuo amore.

Ti preghiamo per il papa,
il nostro vescovo e i nostri sacerdoti, riflesso della tua paternità.
Fa’ che nelle loro parole possiamo ascoltare la tua volontà di bene per ciascuno di noi.

Per tutti noi che crediamo nel tuo amore.
Aiutaci ad essere testimoni veri, raccontando la grandezza della tua misericordia.

Per coloro che non credono in te e sono stanchi della vita.
Attraverso la nostra amicizia e cura, possano sentire la tua consolazione.

Per tutte le persone che sono chiamate a governare il nostro Paese.
Dona a loro la sapienza della tua verità, perché anche in questo momento difficile ci aiutino a vivere nella giustizia e nel bene di tutti.

Per coloro che sono nella sofferenza, ammalati, soli.
Allontana Signore la stanchezza, la delusione e la disperazione: consolaci con la tua presenza.

Per coloro che in questo tempo hanno trovato la morte, spesso nella solitudine.
La comunione dei tuoi amici in cielo li accolga e doni a loro e a noi la certezza della tua Pasqua.

Il mistero dell’Amore

Dopo la preghiera, il figlio più piccolo prende tra le mani la croce, la bacia e dice queste parole con cui pregava anche san Francesco:

Ti adoriamo, Signore nostro Gesù Cristo, qui, nella mia casa, e in tutte le case e le chiese che sono nel mondo intero e ti benediciamo, perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

E poi passa la croce ad un altro membro della famiglia, che farà gli
stessi gesti.

Nel piccolo vaso, metti un po’ di terra con dei semi e la croce che hai usato per la preghiera.
Come il chicco di grano oppure come il seme, che cade in terra e muore, è la vita di Gesù e la nostra, destinata a morire, a sfaldarsi, ad aprirsi, per dar vita alla nuova Vita.

Se riesci, prova a recuperare un po’ di semi di frumento o d’altro tipo.
Altrimenti puoi seminare anche dei fagioli (facilmente reperibili).

Il papà, o la mamma, prende il pane avanzato di ieri e distribuisce a
tutti un pezzo di pane, mentre insieme preghiamo il Padre nostro.
Alla fine del Padre nostro, mangiamo il pane benedetto. E concludiamo con queste parole:

Oggi inizia il giorno del Silenzio.
Questo è il giorno della morte di Dio.
Questo è il giorno del sepolcro, ma non può finire così.
La vita di Dio non parla di morte.
La vita di Dio è luce, amore, dono, resurrezione.
C’è silenzio e noi stiamo in silenzio,
aspettiamo con la speranza di chi crede in te, o Signore.
Con la speranza che, un giorno, vedremo la tomba vuota,
perché la terra, il cielo e la nostra vita si saranno riempiti di Te. Amen.

Nel silenzio lasciamo l’Angolo della Bellezza, con la candela spenta, il crocifisso e quello che resta del pane.

C’è silenzio su tutta la terra… il Signore della vita dorme nella morte!
Impegniamoci nella giornata di domani a custodire un po’ il silenzio ed evitare troppe distrazioni (musica, videogiochi, TV).

Dal vaso togli la croce e coprilo con una pietra.

Il sepolcro è chiuso, il seme è nel terreno, scende in profondità per iniziare la sua morte e al tempo stesso la sua vita. Gesù scende nel cuore della terra per riportare alla vita tutti quelli che lui ama. È il silenzio della vita che sta nascendo.

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ORANews

Oratorio San Luigi di Leno


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