Le Misericordie del Signore non sono finite

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“Le misericorde del Signore non sono finite  non sono esaurite le sue compassioni, esse sono rinnovate ogni mattina perché grande è la Sua fedeltà”

E’ la proclamazione con cui i monaci e le monache della Comunità di Bose (un piccolo borgo immerso in una incantevole cornice naturalistica della provincia di Biella) introducono quotidianamente il canto delle Lodi mattutine.

Un canto armonioso che ritma tutta la preghiera della comunità quando si riunisce per l’orazione alle 6,00, alle 12,30 e alle 18,00 di ogni giorno. A questa esperienza di preghiera possono liberamente partecipare anche le persone che chiedono ospitalità e che vengono accolte dai monaci in confortevoli ambienti adiacenti alle loro residenze.

Da alcuni anni un piccolo gruppo oratoriano fa visita con don Carlo a questa comunità, caratterizzata da una forte dimensione ecumenica, alimentando un legame divenuto ormai quasi familiare.

I pochi momenti di sosta al monastero sono un ottimo ricostituente per chi, come noi, arriva con le energie “spirituali” in riserva, debilitate dalle sollecitazioni e dai richiami di un quotidiano pressante ed esigente.

La partecipazione alla preghiera comunitaria e alla lectio di un brano del Vangelo proposta ogni pomeriggio da un monaco o da una monaca, la possibilità di scambiarsi vissuti, pensieri, desideri, preoccupazioni, l’opportunità di incontrare persone con diverse esperienze di fede, sono una fonte di grande ricchezza per la vita spirituale e una bella opportunità di crescita in umanità.

E’ una esperienza di grazia che ci fa riconoscere partecipi di un dono grande, quello della vita cristiana, nella quale si sperimenta la gioia di ricevere e di condividere una Parola viva, operante, efficace. Una Parola che illumina la vita di ciascuno e che crea comunione rispettando le diverse sensibilità, esperienze ed anche le diverse confessioni di fede.

E’ un’esperienza singolare che fa constatare la gioia e la fortuna di “esserci” e di “esserci con”.

E’ anche una bella occasione per fare scorta di tisane, marmellate, ed altre “diavolerie” (si fa per dire naturalmente) frutto del lavoro della comunità monastica che si sostiene economicamente anche con questa modalità.

La nostra visita a Bose riserva sempre delle sorprese, anche da un punto di vista “geografico”.

Il percorso per arrivare a destinazione infatti ha delle varianti che la tecnologia del don non ha ancora esaurito di proporci. Un bel mistero. Quest’anno però non ci siamo avventurati in percorsi overland, e ce ne siamo tutti rallegrati, ignari che la sorpresa ci attendeva sulla strada del ritorno, una lunga, lunga, lunga sorpresa.

Questa però è un’altra storia e la tecnologia del don non c’entra nulla.

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ORANews

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Oratorio San Luigi di Leno


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