Le lenzuola sporche

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Una giovane coppia di sposi novelli andò ad abitare in una tranquilla cittadina.

Una mattina mentre bevevano il caffè, la moglie, guardando attraverso i vetri della finestra, si accorse come dall’altra parte della strada un’altra donna stendeva le lenzuola del bucato sullo stendibiancheria.

“Guarda”, esclamò la moglie incuriosita “guarda come sono sporche le lenzuola che la nostra vicina ha finito di lavare; forse avrebbe bisogno di un detersivo buono come quello che uso io; magari uno di questi giorni andrò a mostrarle il mio che certamente rende le lenzuola bianchissime”.

Il marito guardò, ma non disse nulla. La stessa scena e lo stesso commento si ripeterono più volte mentre la vicina stendeva al sole la sua biancheria, ma la donna non ebbe mai la voglia di dialogare con la sua vicina.

Passò un mese e finalmente una mattina con stupore si accorse che le lenzuola stese al sole dalla vicina questa volta erano davvero bianche e pulite.

Allora disse al marito: “Guarda, la nostra vicina ha imparato come si fa il bucato; le lenzuola finalmente sono bianche”.

Il marito la guardò in viso e poi le disse: “Io penso che quella donna abbia lavato le lenzuola sempre allo stesso modo. La novità sta nel fatto che questa mattina, prima di colazione, ho pulito i vetri della nostra finestra”.

Così è nella vita.

Tutto dipende dalla pulizia dei nostri vetri, attraverso i quali osserviamo i fatti, ossia dal modo con cui noi guardiamo gli altri.

Prima di criticare probabilmente dovremmo esaminare se abbiamo pulito a fondo il nostro cuore e i nostri occhi per poter vedere meglio; allora potremo vedere meglio la pulizia del cuore di chi ci è vicino. Le critiche, i pettegolezzi e le calunnie che, così spesso, certa gente fa, non rivelano affatto il male che c’è negli altri, ma solo lo sporco e il marcio che c’è nel cuore e nei desideri di chi giudica il prossimo. Chi parla male dì quella ragazza è perché egli stesso o farebbe o vorrebbe fare quello che sta criticando; chi dice che il suo collega è disonesto o inaffidabile, è perché lui, se fosse nei panni dell’altro, lo sarebbe o desidererebbe esserlo. Anche nella relazione coniugale succede di avere lo stesso atteggiamento. Ci succede di pensare che certe cose non siano andate bene perché lui/lei ha sbagliato, o lui (o lei) deve cambiare. O devono cambiare i nostri figli, o i suoceri, o i vicini. I conflitti nascono appunto perché ci si aspetta il cambiamento da parte dell’altro. È poi vero che l’unico modo per modificare le cose sia quello di aspettarsi che gli altri cambino?

Si può cominciare col cambiare se stessi.

don Domenico

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don Domenico Paini

don Domenico Paini

Classe 1967 e originario della parrocchia di Castel Goffredo, ha svolto i seguenti incarichi: curato a Calcinato dal 1992 al 2001, curato a Manerbio dal 2001 al 2008. Dal 2008 è curato di Leno, dal 2013 è curato anche di Milzanello e Porzano, seguendo la pastorale familiare.


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