Lampada per i miei passi è la tua Parola…

Nicola Mossi istituito Lettore

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…Luce sul mio cammino (Sal 118, 105). Questa  è la Parola che mi ha accompagnato verso il rito del lettorato  celebratosi nella chiesa delle Grazie a Brescia la sera di venerdì 19 Maggio 2017.

“Il lettorato propone al seminarista la “sfida” di lasciarsi trasformare dalla Parola di Dio, oggetto della sua preghiera e del suo studio.”

Così il documento della congregazione per il clero descrive il ministero che ho ricevuto. Il versetto del salmo che ho posto come titolo è stato spunto di alcune riflessioni. Nella vita spesso siamo portati a navigare a vista, a camminare consci che le nostre possibilità non sono sconfinate, la nostra persona è limitata in tanti aspetti, nelle relazioni, con l’altro e con Dio, nel carattere e nell’aspetto fisico. Se contiamo solo su noi stessi, brancoliamo nel buio o in luci illusorie, magari affascinanti, ma che possono rivelarsi abbagli.

Allora desideriamo una luce che ci permetta di proseguire passo dopo passo ed imboccare una via dove sappiamo che non siamo mai soli. Siamo con-solati, unificati dalla Sua presenza. Il Vangelo di quel venerdì sera ci ha illuminato con il comandamento fondamentale: «Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici.»( rif. Gv 15, 12-17).  Un bel programma di vita. Sì, ma io? Con i miei difetti e incapacità? Con le mie infermità? É proprio vero, da soli non si può. Spesso questo lo sperimentiamo sulla nostra pelle.

L’amore non è una nostra iniziativa ma è frutto della Sua Grazia, della Sua chiamata all’amore, amandoci.

«Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga » prosegue il Vangelo. Il vescovo nel momento in cui mi sono inginocchiato davanti a lui, con le mani sulla Bibbia mi ha sussurrato “Qui dentro troverai tutte le consolazioni necessarie”. É bello sperimentarlo: «Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi». Questo ci fa fare un respiro di sollievo, ci fa capire che nella nostra libertà possiamo scegliere un progetto d’amore grande che Dio ha preparato per noi, ed è Lui il primo a sceglierci. « Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi.»

E come possiamo esserGli amici? Il vescovo nell’omelia ha dato una risposta: ci vuole tempo e parola per alimentare una amicizia, si confidano i segreti più profondi agli amici. Ci vuole il vangelo, quello sappiamo che è sua Parola, non abbiamo dubbi. Ci vuole l’Eucarestia per nutrirci del suo amore, Gesù si fa pane spezzato e vino versato per noi. Il Vescovo Luciano ha ribadito: «Per essere persone religiose non c’è bisogno della Bibbia e dell’Eucarestia. Ma non si può essere Cristiani senza la Bibbia e senza l’Eucaristia». Ringrazio chi ha pregato per me e chiedo preghiera perché io possa essere aperto all’azione dello Spirito e fare in modo che questi atteggiamenti si radichino nella mia vita e in quella dei miei fratelli. É stato un grande dono condividere con loro questo passo. Insieme, uniti, siamo Chiesa. É stato bello avere vicina la mia famiglia, la comunità lenese e i suoi sacerdoti,  in questo piccolo passo in quanto al servizio, ma grande in quanto al contenuto.

Nicola

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