La voce del pastore

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Carissimi,

cosa significa fare la Pasqua? A questa domanda molti cristiani rispondono: è confessarsi e comunicarsi durante il tempo pasquale, che si chiude nella domenica della SS. Trinità. È vero, ma ciò che importa di più, è lo spirito col quale ci si confessa e ci si comunica. Fare la Pasqua non è solo adempiere un obbligo grave, un mettersi in regola con la legge della Chiesa e poi credere che tutto sia finito.

Fare la Pasqua è unirsi interiormente alla risurrezione di Cristo, che è vittoria definitiva, totale, non vittoria d’uomo, ma vittoria di Dio, vittoria della vita sulla morte. La Pasqua cristiana è ogni anno la risurrezione dei cristiani; grazie ai Sacramenti essi passano ad una vita nuova, la vita di Cristo Risuscitato. Poiché Cristo risuscita nelle anime, ogni cristiano riceve nuove energie per vincere il peccato e l’egoismo, per una nuova corsa ed un nuovo balzo in avanti nella imitazione di Cristo, per sottomettere a Lui i propri istinti, tutti i nostri giorni, la vita intera, per dedicarci infine al prossimo ed amarlo come Cristo ci ha amato. Completiamo dunque in noi la vittoria di Cristo. Risuscitati con Lui, non torniamo a morire, né permettiamo che nuovamente ci stringano le pesanti catene della colpa, come abbiamo promesso nelle S. Missioni.

Completiamo la vittoria di Cristo, che è la vittoria dell’amore sull’odio e sull’egoismo. Portiamo dovunque il messaggio del Risuscitato divino, il suo, desiderio di creare un mondo nuovo pacificato ed unito in Lui. Tutti cooperiamo ad edificare la “Città dell’Amore”, ad immagine della vita d’amore che esiste tra le tre Persone divine, come insegna e richiama con paterna bontà l’augusto Vicario di Cristo, Papa Giovanni XXIII, che tutti cerca di pacificare ed affratellare nella luce del grande Concilio ecumenico.

Per questo la Pasqua diventa la domenica nella quale risuscita l’amore, la domenica della riconciliazione, della concordia, della pace, perché Cristo ci ha riconciliati con il Padre suo. Nella Pasqua, deve cessare ogni divisione e rancore: tutti i cuori devono battere con lo stesso ritmo, nell’amore reciproco.
Che in ogni famiglia, i cristiani risuscitati, possano sedere alla domestica mensa, con l’animo in pace, il cuore nella gioia, dividendo con tutti l’allegrezza pasquale.

Buona Pasqua!

Mons. Arciprete

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mons Battista Galli

Arciprete di Leno dal 1943 fino al 1974, elevato al titolo di Abate da Paolo VI nel 1967


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