La vedovanza

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La vedovanza – che è sempre esistita nella storia – sta conoscendo nella nostra cultura una profonda mutazione. In relazione al costante aumento delle “speranza di vita”, sempre più frequentemente tale dato fa riferimento a coppie relativamente anziane (o, comunque, avanti negli anni).

Conseguentemente emerge da questa realtà una serie di situazioni in gran parte inedite in passato. Un tempo, ed anche oggi in molti casi di vedovanza precoce, normalmente ci si risposava; oggi questo evento è meno frequente e, dunque, per molte persone si prospetta una situazione di solitudine, talora molto prolungata.

E’ di questa solitudine che la comunità cristiana dovrebbe farsi carico.

Il “paradosso” della vedovanza, almeno nel nostro tempo, è che essa risulta tanto più pesante e tanto più sofferta quanto più il matrimonio aveva rappresentato, nonostante le sue inevitabili ombre, un’esperienza felice.

Non sempre è stato ed ancora oggi non è frequente che ciò avvenga….

 Quando si è vissuti realmente insieme, in una profonda comunione di vita e di amore, il distacco può diventare drammatico; ed ancor più lo è quando si tratti-come nella maggior parte dei casi- di vedovanza al femminile, in genere di persone abbastanza avanti negli anni.

Ma è proprio nella persistente memoria della persona amata, e nella speranza di un atteso ricongiungimento oltre la morte, che si possono trovare le energie per continuare a vivere in qualche modo “insieme” e per sempre insieme, senza nostalgie, senza rancori, senza chiusure, ma anche con il desiderio di essere utili alle altre persone e di poter concorrere a far crescere la Chiesa.

Non pochi testi della Chiesa antica, a partire dalle lettere paoline, alludono alla vedovanza (qui riferita quasi esclusivamente al mondo femminile, in particolare al contesto di allora, quando normalmente i vedovi presto si risposavano…) come ad una sorta di “carisma”, come un appello ad essere pienamente nella Chiesa, mettendosi, in essa, al servizio degli ultimi, dei poveri, della comunità.

Lunga è la potenziale categoria di vedove sante e benefattrici; ma non si deve dimenticare che la vedovanza, sia al maschie sia al femminile, è una “dura prova”, che talvolta mette in discussione il rapporto con Dio (il Dio che permette che si rompa una felice esperienza lascia al coniuge superstite la fatica di affrontare, solo, la solitudine ..).

Come parrocchia, viene proposto un incontro mensile (il GIOVEDI’ ORE 20.30) presso il nostro Oratorio.

Il Gruppo s. RITA, questo il nome, si ritrova il GIOVEDì 23 APRILE (il punto di riferimento è don Don Domenico) per confrontarsi su tematiche legate alla fede, alla Bibbia e alla vita attuale  nella luce del vangelo.

Non c’è bisogno di alcuna iscrizione ma solo di disponibilità a confrontarsi, ad uscire dalle nostre case per stare insieme.

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don Domenico Paini

don Domenico Paini

Classe 1967 e originario della parrocchia di Castel Goffredo, ha svolto i seguenti incarichi: curato a Calcinato dal 1992 al 2001, curato a Manerbio dal 2001 al 2008. Dal 2008 è curato di Leno, dal 2013 è curato anche di Milzanello e Porzano, seguendo la pastorale familiare.


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