La Regola di vita

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Introduzione “Regola di Vita”

“Questi esseri curvi che cammino nella vita di sbieco e con gli occhi bassi, queste anime sgangherate, queste vittime domenicali, questi timidi devoti, questi teneri bebè, queste vergini sbiadite, questi vasi di noia, queste ombre di ombre, possono forse essere l’avanguardia di una nuova umanità?”

Così i cristiani?

Essere cristiani è la proposta di un Incontro che può dare senso alla tua vita, che può rispondere alla tua domanda “come vivere davvero?”.

Ci sono tanti modi per rispondere a questa domanda. Se accetti di rispondere “come vuole Dio”, questa regola sarà un aiuto al tuo camminare, un sostegno alla tua debolezza nella quotidianità. Prova a seguire giorno per giorno questi consigli, potresti correre il rischio di vivere una vita felice!!!

Buona Vita!

Dt 30,11-14

Questo comando che oggi ti ordino non è troppo alto per te, né troppo lontano da te. Non è nel cielo, perché tu dica: Chi salirà per noi in cielo, per prendercelo e farcelo udire e lo possiamo eseguire? Non è di là dal mare, perché tu dica: Chi attraverserà per noi il mare per prendercelo e farcelo udire e lo possiamo eseguire? Anzi, questa parola è molto vicina a te, è nella tua bocca e nel tuo cuore, perché tu la metta in pratica.

Dt 6,4-7

Ascolta, Israele: il Signore è il nostro Dio, il Signore è uno solo.

Tu amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le forze.

Questi precetti che oggi ti do, ti stiano fissi nel cuore; li ripeterai ai tuoi figli, ne parlerai quando sarai seduto in casa tua, quando camminerai per via, quando ti coricherai e quando ti alzerai.

Ascolta

“… scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua” (Lc 19,5)

Per entrare in un dialogo è indispensabile la volontà di ascoltare l’altro. È così anche nel rapporto con Dio. L’ascolto della parola di Dio è il passo più importante per iniziare un rapporto maturo con Lui. È proprio attraverso la Parola che Dio ha scelto di farsi vicino a noi, per questo quando parliamo di Gesù possiamo dire che Egli è il Verbo, cioè la Parola del Padre.

Dentro al dialogo con Dio vi è quindi l’ascolto, ma non può mancare la risposta alla sua parola, questa risposta diviene preghiera. Pregare è semplicemente dire “Sì, voglio parlare con Te”, è dire “grazie per ciò che mi dai”, “scusa se talvolta scappo da Te”, oppure chiedere dammi una mano perché da solo non ce la faccio”. Diviene essenziale allora nella vita di ogni uomo cercare spazi e tempi di silenzio. Il silenzio è una condizione fondamentale per ascoltarsi e ascoltare, è inoltre il contesto nel quale vivere la bellezza e la fatica della fedeltà alla preghiera quotidiana superando il semplice spontaneismo e avviandosi verso una scelta matura e convinta. L’incontro con Dio nella dimensione dell’ascolto richiede anche l’impegno nell’approfondimento della sua Parola, nello studio della Scrittura, nel confronto con il magistero della chiesa.

Lasciati guidare

“Maestro buono cosa devo fare per avere la vita eterna?” (Mc 10,17)

Passo dopo passo il tuo cammino, la tua vita può perdere un po’ del suo vigore, della sua originalità; le tue orme si confondono con tante altre… il tuo andare diventa incerto. Qui nasce il bisogno di ‘qualcuno’ in grado di sintonizzarsi sulla frequenza del tuo cuore, in grado di condividere ciò che ti porti dentro… allora in te nasce il desiderio di un maestro che ti prenda per mano e ti accompagni: una guida spirituale. Davvero un accompagnamento profondo apre i tuoi occhi al disegno che Dio ha su di te, ti invita alla conoscenza di te stesso…

Non devi andare lontano a cercare queste guide, possono essere i tuoi genitori, un adulto, gli amici… i tuoi ‘don’, soprattutto!

Cercare una guida non è da perdenti, è segno di maturità, è voglia di conoscersi, è segno di voler vivere fino in fondo la tua vita… è Gesù che ti invita ad essere suo compagno di viaggio. Da questa consapevolezza e fiducia può rinascere l’esigenza di liberarsi dai pesi che talvolta gravano sul nostro cuore e sulla nostra coscienza, questo itinerario ha come tappa fondamentale la scelta di vivere frequentemente il sacramento della Riconciliazione. La disponibilità a lasciarsi guidare prevede una verifica serena e convinta del nostro essere discepoli di Gesù attraverso l’esame di coscienza quotidiano.

Cammina dietro a lui

“Gli si avvicinarono i suoi discepoli” (Mt 5,1)

Essere discepoli di Gesù vuol dire diventare sempre più simili a Lui. Per costruirsi una mentalità da discepolo possiamo prendere come modello e progetto di vita, il discorso della montagna, cioè le Beatitudini. Gesù ci insegna le vie concrete attraverso la quale possiamo giungere alla vera felicità. Gesù propone le Beatitudini come stile di vita del cristiano, ma questo progetto non resta qualcosa di generico, uguale per tutti: ognuno ha una vocazione particolare da seguire e realizzare nella vita. Solo comprendendo questo particolare progetto che Dio ha sulla nostra vita potremo arrivare alla felicità piena, alla beatitudine. Camminare con Gesù significa anche non aver paura di essere suoi discepoli, non vergognarsi di Lui, significa trovare il coraggio di testimoniare la propria appartenenza a Cristo anche laddove il Maestro è deriso, rifiutato o semplicemente ignorato

Parti allora, cammina dietro a Lui, seguilo sulla strada che porta alla tua felicità, e se la strada si fa difficile non aver paura, fidati, imitalo e cammina!

Mettiti a servire

“Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, è simile a un uomo saggio” (Mt 7,24)

L’incontro con Cristo è l’incontro con l’Amore ‘più grande’, quello del Servo che ha dato la vita per i suoi amici. L’essere amati da Dio ci scuote, non può essere contenuto, vuole donarsi nei gesti concreti della carità. Il dono di te stesso, del tuo tempo, delle tue abilità è il modo in cui puoi davvero vivere l’esperienza della carità. Dono che può voler dire dare una mano nell’animazione della comunità, nella liturgia, nella catechesi, nelle diverse forme del volontariato, nell’attenzione e nella disponibilità ad attivarsi per andare incontro con slancio missionario alle povertà del mondo, ma anche nelle piccole collaborazioni in famiglia o tra amici, nelle fatiche che tu o chi ti sta vicino vive quotidianamente. Lo spazio di questa scelta è attorno a te: sono i luoghi di lavoro, la scuola, l’università, la zona in cui abiti, i gruppi della parrocchia, gli ambienti in cui fai sport o nei quali vivi il tuo tempo libero. Tra i tempi e i luoghi privilegiati per esprimere la propria disponibilità al servizio l’oratorio ha un rilievo fondamentale: grazie all’aiuto e alla disponibilità di tanti può divenire luogo di educazione e di formazione ad essere cristiani convinti, liberi e gioiosi.

Annuncia

“Veramente quest’uomo era Figlio di Dio” (Mc 15,39)

Il tuo rapporto con Gesù non può rimanere confinato nel segreto del cuore. Chi ha incontrato il Risorto non può tenere la notizia solo per sé; la forza dello Spirito lo spinge ad andare, ad annunciare.

Il mondo aspetta la testimonianza della tua fede. Puoi davvero essere sale della terra, puoi diventare luce negli ambienti in cui vivi. L’annuncio del Vangelo è fatto di parole e gesti che si intrecciano e diventano un modo di essere presenti nella storia e nella cultura. L’oggi chiede ad ognuno di noi un impegno concreto anche nella vita sociale e politica, mantenendo saldi i valori che il Vangelo comunica ad ogni uomo di buona volontà.

Essere testimone può divenire a volte scomodo e difficile perché può portare a dire e a fare qualcosa di diverso dalla mentalità comune. Annunciare allora significherà vivere quella coerenza che provoca e affascina chi ci incontra.

Celebra la comunione

“…prese il pane, disse la benedizione, lo spezzò e lo diede loro” (Lc 24,30)

La comunità parrocchiale, nel giorno di Domenica si raduna a celebrare l’Eucaristia, fa’ memoria del Signore risorto e comunica con il dono che Gesù fa della sua vita. Il dono di Gesù nell’Eucaristia ti consente di vivere unito a Lui e di agire come Lui, da figlio di Dio, ti sostiene nel farti a tua volta dono ai fratelli e ti assicura la forza per restare fedele alla tua personale vocazione. Ad ogni celebrazione della Messa la comunità cristiana è edificata da tutti i suoi membri che accolgono l’invito al banchetto del Signore.

La comunione al suo Corpo ci stringe in legami sempre più forti di carità, di comunione nella fede e di missionarietà verso il mondo. Questo mistero grande ci supera, ma richiede la nostra partecipazione attiva, fedele e convinta. Quando per la nostra debolezza cadiamo nel peccato e ci allontaniamo dalla mensa dell’Eucaristia, il sacramento della Riconciliazione ci restituisce la fiducia nella misericordia di Dio che è più grande del nostro peccato e anche la fiducia in noi stessi e nella possibilità di crescere nella vita nuova.

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don Domenico Paini

don Domenico Paini

Classe 1967 e originario della parrocchia di Castel Goffredo, ha svolto i seguenti incarichi: curato a Calcinato dal 1992 al 2001, curato a Manerbio dal 2001 al 2008. Dal 2008 è curato di Leno, dal 2013 è curato anche di Milzanello e Porzano, seguendo la pastorale familiare.


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