La radicalità della Fede vissuta con gioia

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Domenica 10 Maggio insieme ai genitori del nostro gruppo ICFR del primo anno, abbiamo condiviso un’esperienza di fede importante.

Tutto è nato quasi per caso. All’interno di un incontro dei sei previsti, mettendo a confronto le nostre esperienze, uno di noi ha raccontato la propria avvenuta presso il Monastero della Visitazione di Salò. Conquistati dal trasporto e un po’ dalla curiosità, abbiamo deciso di condividere l’esperienza come gruppo. Detto fatto, ci siamo organizzati e, fortemente motivati, abbiamo raggiunto il luogo dove siamo stati accolti, con entusiasmo, dalle monache della Visitazione.

A colpire e catturare immediatamente l’attenzione di molti è stata la porta d’ingresso della clausura, priva di maniglia e di serratura dall’esterno e la grata che segna la “separazione” tra noi e loro.
L’accoglienza è stata fraterna e spontanea, dopo un minimo di convenevoli, le suore hanno lasciato spazio alle nostre curiosità e domande alle quali hanno saputo dare risposte semplici, dirette e concrete.

Ci hanno aiutato a vedere Gesù presente nel quotidiano della nostra esistenza come all’amico che ci guarda e ci chiama a condividere la sua vita, e risveglia in noi un forte desiderio di essere con lui . Del resto noi siamo fatti per la relazione a immagine della Trinità, e più realizziamo questa relazione, più diventiamo ciò che Dio ci ha voluti,…. Questa è la santità: Saper riconoscere i segni della sua presenza tra noi, le sue tracce nelle persone e negli eventi: i segni di speranza, gli aspetti positivi, i semi di vita anche se piccoli e imperfetti.

La clausura porta a pensare che ci sia un isolamento totale verso l’esterno, in realtà abbiamo avuto modo di comprendere che esistono diversi tipi di informazione; l’informazione come cronaca e la riflessione storica degli eventi che si succedono.
La prima, deve essere sempre aggiornata e rimane vittima dell’emotività e di una comprensione parziale, mentre la seconda, è la notizia lasciata decantare nella riflessione e in un contributo non puramente emotivo che ti la possibilità di calare la notizia in un contesto storico e di non rimanere vittima di un informazione non libera.

Cercando di capire cosa le avesse spinte verso una scelta così radicale, e che significato avesse per loro “ fare un incontro personale con Gesù” , ci hanno aiutato a comprendere, attraverso la loro esperienza personale che, nel momento in cui facciamo diventare, l’incontro con Gesù, il motore delle nostre scelte quotidiane, l’ispiratore di una nuova voglia di vita: possiamo vivere una vita in tutto normale, ma vissuta secondo un modello nuovo.
L’incontro con il Signore avviene secondo modalità diverse, noi lo percepiamo perchè in quel momento respiriamo un senso di Presenza che ci appaga e che va oltre lo stato emotivo. Per conoscere Gesù, bisogna coinvolgersi con Lui nella vita quotidiana. Ognuno ha delle difficoltà, ma è proprio attraverso queste che l’incontro si purifica e si presenta in tutta la sua autenticità.
Congedarci dalle suore non è stato facile, avremmo voluto rimanere ancora a lungo a conversare con loro, ma carichi della serenità che ci avevano trasmesso, abbiamo accolto il loro invito di tornare a casa e di vivere nelle nostre famiglie con creatività ed audacia l’insegnamento di Gesù.

I catechisti
Sonia Cenedella e Luca Bolentini

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Oratorio San Luigi di Leno


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