La Parrocchia di Leno a Roma per Paolo VI, Santo della Chiesa Universale

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Nel corso di 6 giorni, dal 13 al 18 ottobre, il nostro viaggio ha fatto anche tappa nei luoghi di un altro Santo apostolo di fede, S. Padre Pio da Pietrelcina, ed altri siti di profondo interesse culturale e spirituale, che hanno riempito le nostri menti ed i nostri cuori.

Nelle soste del viaggio di andata è stato bello salutare tante altre comitive di bresciani; in questi brevi incontri capivamo che la loro gioia e il loro entusiasmo erano anche i nostri, perché avevamo in comune la stessa meta: la proclamazione di Paolo VI a Santo della Chiesa Universale.

Man mano che i pellegrini giungevano nella capitale, i giornalisti coglievano la grande emozione che si respirava attraverso le testimonianze dei fedeli e di chi li accompagnava: “Desideriamo che questo grande Papa Santo ci aiuti a rivedere la nostra vita cristiana riportando in parrocchia un vento nuovo dello Spirito” ha espresso il nostro Monsignore.

Nella prima tappa di sabato pomeriggio al Santuario del Divino Amore, abbiamo assistito alla S. Messa celebrata dal Vescovo Tremolada, dal nostro Monsignore e arricchita dalle voci dei cantori della Chiesuola di Pontevico.

La mattina di domenica, al nostro arrivo, Piazza S. Pietro era già gremita di bambini, giovani, adulti e anziani, emozionati dinanzi alla canonizzazione di un apostolo, che nella fatica e in mezzo alle incomprensioni, ha testimoniato in modo appassionato la bellezza e la gioia di seguire totalmente Gesù. Pur animato da tanto spirito innovatore, Papa Montini non ha mai tradito la propria intima natura, mantenendosi umile, riservato, un semplice servo della chiesa fino alla fine. Alla sua proclamazione a titolo di Santo, un’emozione fortissima si è legata a un lungo e commosso applauso.

Le altre due giornate romane le abbiamo trascorse ad ammirare le meraviglie che la città eterna mostrava ai nostri occhi: le Basiliche, la Scala Santa, i tesori del Vaticano, l’altare della Patria ed una lunga sequenza di splendidi monumenti che non trovano eguali al mondo.

Il quarto giorno, partenza per Pietrelcina. Qui ci aspettava la visita alla casa dove, nel 1877, nasceva Francesco Forgione, il Santo noto al mondo intero col nome di Padre Pio.

È stato davvero curioso entrare in quella piccola casetta di montagna e ritrovarsi a pensare a come una vita tanto straordinaria possa scaturire da un posto tanto semplice. Ripartiti, siamo giunti in serata presso il nuovo santuario di San Giovanni Rotondo, per recitare il S. Rosario. Subito dopo abbiamo sfilato per il tempo di un saluto, dinanzi alle spoglie mortali del Santo, alloggiate in una teca di cristallo e circondate da un tripudio d’oro e mosaici, un’immagine tanto splendente quando lontana dalla modesta casa che l’ha visto nascere. 

Il quinto giorno, visita guidata al Convento delle Grazie, il luogo nel quale Padre Pio ha trascorso gran parte della vita, donandosi agli altri, senza sosta, e promuovendo il suo messaggio spirituale. La visita al minuscolo spazio della sua umile cella, conservato dai frati che provvedono a mantenere con cura i pochi oggetti posseduti dal santo, è stato uno dei momenti che più mi hanno emozionato. Nel pomeriggio, partenza per Monte Sant’Angelo, per la visita guidata al santuario di S. Michele, una delle chiese più suggestive che ci sia capitato di ammirare.

Risalendo la nostra penisola, ci attendeva ancora un’ultima tappa, non meno importante: la visita alla Santa Casa di Loreto, uno dei luoghi più sacri per la cristianità. Quanti volti e quante storie abbiamo incrociato in questo lungo pellegrinare di oltre 1900 km in pullman, senza contare le decine di km a piedi…

Quante testimonianze di fede vissuta abbiamo letto negli occhi dei ragazzi accalcati in piazza San Pietro, nei pellegrini raccolti in preghiera nei santuari visitati, negli anziani che sorretti dalla forza che solo lo Spirito Santo può trasmettere, affrontavano lunghe camminate per portare omaggio ai luoghi di vita di S. Padre Pio.

Lo Spirito Santo agisce in noi, ci da la forza per raggiungere le vette più alte per respirare, purificarci, risanarci, liberarci, per godere la pace piena di Gesù, fatto uomo per salvarci e condividere con lui la sua santità.

È stato un pellegrinaggio spiritualmente molto profondo e altresì ricco di calore umano; l’affiatamento venutosi a creare fra tutti i partecipanti ha caratterizzato un clima fraterno, grazie anche a Monsignore, che ha contribuito a tenere alto il morale con del sano buonumore.

Un grazie agli organizzatori, all’autista Fausto, a tutti i compagni di viaggio e a Dio, che ci ha accompagnato e restituito alle nostre famiglie.

Maria Rosa, Patrizia, Rosanna e Lucia

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ORANews

Oratorio San Luigi di Leno


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