La parrocchia come “famiglia di famiglie”

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Ogni uomo e ogni donna sono chiamati a realizzare una comunione di amore. L’esperienza comune ci insegne che una famiglia origine delle due famiglie dello sposo e della sposa e allo stesso tempo ogni famiglia darà vita a futuri nuclei familiari. Non esiste quindi solo una famiglia, ma sempre una rete di famiglie, che tessono inaieme una rete di relazioni multiformi.

Dio, che è amore, ha voluto rivelarsi e lasciare il segno della sua presenza attraverso l’amore di una coppia: «Dio creò l’uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò, maschio e femmina li creò» (Gr 1,27). Le comunione affettuosa e totale dell’uomo e della donna é in tutta la Bibbia l’immagine più alta della relazione di Dio con gli uomini: suggerisce non soltanto la teneressa dell’alleanza di Dio, ma anche la sua tenacia e la sua fedeltà. La coppie è stata creata a immagine della Trinità ed é fatta per chiudersi al suo interno, nell’amore reciproco degli sposi, me è fetta per espandersi con le «logica del donare>> e tersi carico degli altri. Gesù stesso, nato nel seno di una famiglia in cui è rimasto nascosto per trent’anni, ha poi assunto la comunione di amore della famiglie quasi come il metodo della sua azione, costituendo attorno e sé la comunità dei credenti.

Nell’ultima sua Pasqua Gesù vive la Cena pasquale con i suoi discepoli: essa era un evento celebrato nel cuore delle famiglie e Gesù, vivendolo con i propri discepoli, mostre come tale gruppo (la Chiese nascente) sia ormai la sua “famiglia, il luogo dove egli si dona per celebrare la nuova ed eterna alleanza. Anche la Chiesa delle origini presentava una dimensione prettamente familiare: l’annuncio della buona novella e Io spezzare del pane avveniva nelle case (At 2,46; 5,42).

La famiglia a quindi una vera e propria cellula di Chiese, la più piccola cellule di base, ma anche le più fondamentale. Occorre superare il concetto di parrocchia intesa come un insieme di persone singole e riscoprire la parrocchia come fatta di tante “cellule” quante sono le famiglie, una parrocchia intesa come “famiglia di famiglie”, in cui le famiglie sono la base della parrocchia e dove le famiglie si sentono come nella propria casa. La parrocchia deve prendere la famiglia come immagine/esempio del suo essere comunione, lo deve adottare nella sua vita e nei suoi organismi stile familiare, che privilegia l’incontro reciproco, la corresponsabilità, la concretezza, l’accoglienza, le relazioni interpersonali, l’attenzione al più piccolo e al più debole.

Del resto, anche iI Catechismo delle Chiesa Cattolica (1534) sottolinea lo stretto rapporto tra i sacramenti dell’Ordine e del Matrimonio: sono uniti dal fatto che vengono donati per la salvezza degli altri e solo attraverso questa prospettiva contribuiscono alle salvezza di chi li riceve. In questa dimensione sposi e sacerdoti sono finalizzati, con ministerialità diverse, a costruire il popolo dl Dio.

Bisogna guardare alla famiglia con occhi nuovi: non semplicemente come problema o oggetto delle cure pastorali, ma come soggetto attivo dell’azione ecclesiale, risorsa fondamentale per la Chiese stessa, “fonte generativa” della comunite parrocchiale e “perno” della progettazione e della gestione della parrocchia.

Antonio Ponti

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ORANews

Oratorio San Luigi di Leno


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