La Missione Parrocchiale

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Dal 7 al 16 ottobre 2011 abbiamo vissuto, in occasione del Centenario della consacrazione della nostra Chiesa (1911-2011), la missione parrocchiale animata dai “Missionari Oblati di Maria”.

In quei giorni ricorreva anche la festa della Madonna del Rosario. Momenti intensi e profondi nei quali si sono alternate le diverse iniziative, dalle celebrazioni eucaristiche, ai Centri d’Ascolto, dagli incontri con i ragazzi e le loro famiglie, alle confessioni.

Ma ciò che ha caratterizzato maggiormente la missione sono state le tre bellissime serate inserite nel programma. In particolare la serata dedicata “Alla Parola data e accolta”. L’assemblea partecipante, dopo aver sostato per un attimo e poggiato la mano sul Libro Sacro, ha ricevuto l’immagine di una icona di Gesù che riportava sul retro una frase del vangelo. Sulla mia era riportato: “Chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io lo riconoscerò davanti agli angeli di Dio” (Luca, 18,8).

Quel messaggio non era casuale, era per me, come del resto per ognuno dei presenti il loro.

Ho riflettuto a lungo, ho pregato lo Spirito Santo e grazie a questa affermazione mi sembra di aver compreso la grande importanza di testimoniare Cristo in ogni circostanza: quando viene acclamato Re e osannato dalle folle, ma soprattutto quando viene perseguitato e crocifisso per amore mio e nostro.

Certamente nella società in cui viviamo è molto facile cadere in compromessi o adattarsi alle situazioni o addirittura giudicare, ma chi sceglie Gesù in modo incondizionato riconosce dentro di sé che Lui è la Via, la Verità e la Vita.

Quello infatti che deve interessare al bene della nostra anima non è tanto il giudizio degli uomini, ma il giudizio di Dio. Allora mi sono chiesta cosa io sia personalmente disposta a rischiare per quello in cui credo, per quello che vivo: per quella vita di Dio che è dentro di me e che nutro con la preghiera ed i sacramenti, ma soprattutto con l’atto di offerta di me stessa, che poi è il fondamento della chiamata battesimale di ogni cristiano.

Mi è sembrato di capire che per me “Riconoscere Dio davanti agli uomini” significhi innanzitutto lasciarmi attirare dall’amore del Cuore Immacolato di Maria e rimanere interiormante aperta con la Madre, affinché lo Spirito Santo generi in me una vitalità nuova, fresca, capace di essere un seme di rinnovamento per tutta la Chiesa, e così partecipare alla formazione di un “popolo nuovo” che sappia vivere nella volontà di Dio ogni istante della propria giornata, nei momenti luminosi e in quelli bui (come del resto ha fatto Maria in tutta la sua esistenza).

Essere costantemente a disposizione di quel Dio che abita in me e di cui porto l’immagine, per diventare una “Pietra Vivente” di un nuovo edificio spirituale.

Questa la mia missione e questa è la mia risposta: “Eccomi Signore, prendi me”.

Maria Agarotti

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ORANews

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