La Messa della domenica

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A metà Ottobre il nostro Papa Benedetto XVI ha incontrato in piazza S. Pietro i bambini che hanno ricevuto il dono della Prima Comunione; la piazza era gremita da 150 mila bambini.

Le immagini televisive ci hanno offerto un colpo d’occhio molto bello, per certi versi commovente, ma le immagini rischiano di farci dimenticare i contenuti del messaggio che il Papa ha voluto indirizzare ai bambini e a tutta la comunità dei credenti; i bambini hanno posto alcune domande al Papa il quale non si è sottratto, ma in modo diretto e semplice a parlato loro (e a noi) del valore grande e assoluto dell’Eucaristia; tra le tante domande espresse una di queste mi pare offrire spunti di riflessione adatti alla nostra situazione.

Una bambina di nome Giulia ha chiesto a Papa Benedetto: “Santità, tutti ci dicono che è importante andare a Messa alla domenica.

Noi ci andremmo volentieri, ma spesso i nostri genitori non ci accompagnano perché alla domenica dormono. Il papà e la mamma di un mio amico lavorano in un negozio e noi spesso andiamo fuori città per trovare i nonni. Puoi dire anche a loro una parola perché capiscano che è importante andare a Messa insieme alla domenica ?”

Il Papa così risponde: “Gli parlerei naturalmente con grande amore, con grande rispetto per i genitori, perché certamente hanno tante cose da fare… Ma tuttavia, con il rispetto e l’amore di una figlia si può dire loro – Cara mamma, caro papà, sai che cosa è importante per noi tutti, anche per te? Incontrarci con Gesù. Questo ci arricchisce.

È un elemento importante della nostra vita. Troviamo insieme un po’ di tempo, forse anche dove abita la nonna si troverà la possibilità – in una parola con grande amore e rispetto per loro direi: – capite che questo è importante non solo per me o per i catechisti. È importante per tutti noi. E sarà una luce per la domenica per tutta la nostra famiglia.”

Mi pare che le argomentazioni e i contenuti che il Santo Padre ha espresso in modo semplice e adatto ai bambini abbia molto da comunicare anche a noi. Spesso incontrando i catechisti per la normale programmazione degli incontri di catechesi raccolgo la loro preoccupazione nel constatare che tanti bambini della nostra comunità non partecipano alla Messa domenicale.

Non mi addentro in analisi che rischierebbero di essere parziali e superficiali, ma –consentitemelo- la responsabilità non è dei bambini, ma di noi adulti! In primo luogo noi sacerdoti senz’altro abbiamo la responsabilità bellissima e tremenda di “spezzare” il pane della Parola e non sempre è facile e immediato adattarla alla vita dei più piccoli, in seconda battuta un nutrito gruppo di catechisti ha accolto il mandato di approfondire attraverso gli incontri di catechesi il messaggio del Vangelo e di favorire l’incontro con Cristo, non possiamo però non evidenziare il ruolo decisivo, fondamentale e originario della famiglia nell’educazione alla fede: a catechismo – forse – i bambini imparano, ma in famiglia devono vivere e sperimentare la bellezza e la concretezza della fede. Una catechesi senza partecipazione alla celebrazione domenicale della Messa è una catechesi zoppa, fragile, non nutrita della grazia sacramentale: rischia di diventare nozionismo privo di riferimento alla realtà; senza la Messa domenicale ci si prepara ad un incontro che non avviene mai! Spesso nelle riflessioni dei bambini sentiamo risuonare quanto la bambina Giulia proponeva al Papa nella sua domanda: “I miei genitori non mi portano!”, “Dovevo andare via!”, “Mi sono dimenticato!”.

Papa Benedetto bambini

Non vorrei che il pensiero esposto fosse letto in termini accusatori, molto più costruttivo credo sia offrire a noi stessi la possibilità di riscoprire la bellezza della celebrazione dell’Eucaristia; la nostra comunità offre delle buone opportunità: la celebrazione della S. Messa delle 10 tradizionalmente è considerata la “Messa dei bambini”, vi è una numerosa presenza di adulti, genitori, anziani e tutti sono i benvenuti, nessuno è fuori posto, tuttavia è proprio alla comunità degli adulti che mi rivolgo chiedendo una maggior partecipazione attiva alla celebrazione: abbiamo la bellissima opportunità di educare i bambini alla festa dell’incontro con Gesù eppure talvolta noi adulti ci vergogniamo  un po’ a rispondere e a pregare ad alta voce, se poi bisogna cantare le cose si complicano ulteriormente… eppure i bambini imparano da noi e il rischio è che crescendo diventino anonimi spettatori di ciò che avviene in chiesa.

Talvolta nei primi banchi i bambini sono talmente compressi e scomodi che diviene impossibile una partecipazione attenta, tranquilla e gioiosa. Nella nostra comunità c’è l’opportunità per tutti gli adolescenti di partecipare alla celebrazione di una Messa domenicale adatta a loro, per il linguaggio e per le modalità celebrative (sempre rimanendo nei “canoni liturgici”), tutte le domeniche sera alle 18.30 nella chiesetta di S. Michele.

Quest’anno, grazie anche ai nuovi amici di Terza Media, vi è un’ottima partecipazione, eppure un nutrito gruppo di adolescenti preferisce vivere la celebrazione rimanendo nascosto presso gli altari laterali della Chiesa parrocchiale rischiando di sprecare un’opportunità di incontro autentico con il Signore. Ho appena riletto quanto scritto e mi chiedo: “Di cosa ti lamenti??”. Pretendiamo troppo oppure si può migliorare? Mi aiutate a rispondere?

Don Carlo

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