La giovinezza dello Spirito nel carisma di S. Rosa Venerini

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Il percorso del discepolo

“Signore, ciò che tu attendi da me non è che io ci arrivi, ma che mi incammini” (Anonimo)

Introduzione

La vicenda spirituale di S. Rosa Venerini è stata caratterizzata da un percorso che, traendo ispirazione dal Vangelo, può essere definito “il percorso del discepolo”.In questo modo la sua vita offre, ancora oggi, un messaggio significativo.

La sua esperienza, al di là delle peculiarità legate alla vocazione di Religiosa e alla spiritualità del tempo in cui è vissuta, si propone come esempio non solo per le sue figlie, ma anche per ogni cristiano che voglia mettersi alla sequela del Signore, lasciandosi guidare dallo Spirito che illumina e orienta i cuori delle persone verso scelte impegnative e ricche di significato.

Il percorso può essere sintetizzato in tre tappe:

  1. La chiamata e la risposta
  2. Al seguito di Gesù
  3. Nella Chiesa, per il mondo

1°. Chiamata – Risposta

L’incontro con il Signore avviene sempre per sua iniziativa: è Lui che fa il primo passo. Il discepolo è un “chiamato”, uno “scelto”. La conferma viene dalle parole stesse di Gesù ai suoi discepoli: “Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi, e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga”. (Giov. 15, 16)

Rispondere liberamente a questa chiamata è mettere in gioco la propria vita, è “sposare” il progetto espresso nella pagina delle Beatitudini. Le Beatitudini costituiscono l’autoritratto di Gesù, la sua identità, quindi diventano il modello al quale ogni discepolo deve ispirarsi e con il quale deve confrontarsi.  E’ un progetto alternativo alla logica umana, che domanda il coraggio e la forza di andare contro-corrente e di non omologarsi alla cultura e mentalità corrente.

Dagli scritti di Rosa Venerini: “Che grande bene è quello di essere scelte a cooperare con Dio in questa missione. Oh Signore, mio caro, per la vostra bontà fateci capire questa grande predilezione perché possiamo corrispondervi degnamente!”

“La nostra Madre ci ha lasciato un imperativo pastorale: liberare dal male e dall’ignoranza perché diventi visibile il progetto di amore che Dio ha messo in ogni cuore umano”

2°.  Al seguito di Cristo

Dal Vangelo di Marco: Gesù “ne costituì dodici perché stessero con lui” (3,14). Il discepolo non impara una dottrina, ma assimila una vita: avviene per lui quasi una identificazione con Gesù. San Paolo dirà: “Non sono più io che vivo, è Cristo che vive in me” (Gal.2,20).

Dagli scritti di Rosa Venerini: “Spero nella sua bontà che un giorno sarò tutta sua e non cercherò altro che il suo gusto e la sua santa Grazia. Finora questo è il mio desiderio, il tesoro nascosto che io cerco”.

Stare con lui significa: ascolto – esperienza di vita – assimilazione dei valori.

I valori che Gesù vive e propone definiscono l’identità del discepolo e ne caratterizzano l’originalità.Possono essere sintetizzati nei seguenti:

+ la comunione con Dio nella preghiera.

Dagli scritti di Rosa Venerini:” L’orazione mentale non la lasciate mai. La meditazione sia il nutrimento di tutta la vostra vita”

+ la semplicità e il cuore dei “piccoli”: “Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli” (Mt 11,25)

Dagli scritti di Rosa Venerini:” Signore, questo cuore duro è di Rosa,ammorbiditelo e fatelo tutto ardere del vostro amore”.

“Quello che viene dal cuore è più durevole e più vero ed è più vicino al temperamento dei giovani”

+ il servizio: sull’esempio di Gesù i discepoli testimoniano una Chiesa “del grembiule” (Tonino Bello), “un ospedale da campo” (Papa Francesco), una comunità pronta a servire e a curare. E’categorico l’ammonimento del Cristo nell’ultima cena: “Se dunque, io il Signore e il Maestro, ho lavato i piedi a voi anche voi dovete lavare i piedi gli uni gli altri”. ( Giov. 13,14). Una comunità disponibile a lavarsi i piedi, e il capo, prima di lavarli agli altri!

+ perdere la vita. Gesù pone una condizione ai suoi:“Ma chi perderà la propria vita per causa mia la troverà” (Mt 16,25).

Perdere la vita per il Signore significa non sprecarla, non essere schiavi dell’egoismo, ma donarla, condividerla, offrirla.  E’ questo il modo quotidiano di vivere la croce, consapevoli che al cuore della croce c’è l’amore che salva.

Dagli scritti di Rosa Venerini:” Sorelle carissime, faticate allegramente e non vi stancate mai di ringraziare l’eterno nostro Amore e Sommo Bene per averci chiamato ad un così santo servizio che è l’educazione cristiana delle fanciulle”.

“Le maestre si prenderanno cura di tutte le fanciulle, anche delle più povere, e delle più umili, anzi queste le educheranno con più amore”.

3° Nella chiesa, per il mondo

Dalla 1^ Lettera di San Pietro: “Quali pietre vive siete costruiti anche voi come edificio spirituale” (1Pt 2 ,5).

L’esperienza spirituale del discepolo non è quella di un navigatore solitario: al contrario, egli è impegnato a vivere il proprio rapporto con Dio partecipando responsabilmente alla costruzione di comunità cristiane “attraenti”, giovani e vivaci, non stanche.

“La Chiesa non cresce per proselitismo, ma per attrazione”, afferma Papa Francesco nell’Enciclica Evangelii Gaudium(14).  E ciascuno vi contribuisce con la ricchezza dei suoi doni, la vitalità dei propri carismi e la grazia della propria vocazione.

Una Chiesa attraente diventa spontaneamente una “Chiesa in uscita”, fedele al mandato del Signore, che, congedandosi dagli apostoli, diede loro questa consegna: “E di me sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria, e fino ai confini della terra” (Atti 1,8). Essere “Chiesa in uscita” domanda di mettersi per strada, sui tragitti   delle persone, per condividerne la vita e annunciare la “gioia del Vangelo”. (Evangeli gaudium) E’ l’invito che il Papa fa con passione a tutti i credenti:” Preferisco una Chiesa accidentata, ferita e sporca per essere uscita per le strade, piuttosto che una Chiesa malata per la chiusura e la comodità di aggrapparsi alle proprie sicurezze”. (EG 49)

Dagli scritti di Rosa Venerini: “Io, per me, il fare la scuola con gli esercizi spirituali della dottrina cristiana, della lezione spirituale e degli esempi raccontati e dati dalle Maestre, in casa, per le strade, lo ritengo una missione quotidiana e molto fruttuosa”.

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ORANews

Oratorio San Luigi di Leno


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