La Forza di Raccontare

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Hai mai desiderato che un giorno sia tutto per te? Dove quello che sogni e quello che vivi sono la stessa cosa nello stesso istante? Dove l’attesa e il dono si incontrano e il tempo lascia lo spazio all’amore. Chissà!

Magari quel giorno verrà e quando sarà arrivato sono certo che ti chiederà una cosa: ti chiederà di volare sulla tua voce, di danzare sulle tue parole perché diventino musica agli orecchi di quanti le avranno ascoltate. Ti accorgerai che il tuo racconto, come ogni racconto, sia esso fiero oppure tremolante, sarà capace di dare al tuo cuore la temperatura che il suo segreto racchiude. Mentre ti riveli, ti sarà rivelato l’amore indissolubile tra il raccontare e l’essere ascoltati.

La nostra gioia o la nostra consolazione non sono mai piene finché non trovano qualcuno a cui potersi raccontare e allora quello che dici può costruire dei ponti che colmano le distanze delle solitudini fino a creare legami che superano la nostra temporalità. Mentre ci raccontiamo e ci ascoltiamo, noi ci apparteniamo e non è vero che poco importa se abbiamo poco da dire o lo diciamo nel modo sbagliato. Quello che ci diciamo ha il potere di orientare le nostre strade, di suscitare la fiducia che amplia il nostro orizzonte o il timore che paralizza i nostri passi. Nel nostro raccontarci, ancora, c’è una ricerca a volte decisa ma altre, addirittura inconsapevole, che vuole, però, portarci sempre verso casa. Una casa che tanto desideriamo ma troppo spesso è disabitata oppure la abita qualcun altro che misteriosamente appare più forte di noi e che non ci vuole o ci desidera in modo sbagliato.

Allora, i nostri discorsi, per quanto veri, hanno bisogno di una luce che illumini il buio di un mistero che avvolge ciò che siamo e ci tolga dalla trappola di un’esistenza che da sola, non descrive la nostra originalità. Abbiamo bisogno della voce di Dio, della sua Parola. La sola capace di varcare il tempo e di rimanere sempre se stessa. Abbiamo bisogno che questa Parola vesta i nostri linguaggi e riecheggi nei nostri racconti. Nel Natale, Dio sceglie il linguaggio della presenza che alla fine è l’unico che conta; l’unico che riconosce la nostra importanza, il valore della nostra unicità e che dice: desiderio di futuro. Mettiamoci in ascolto del suo racconto, così che avremo molto da dire.

Buon Natale!

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