La Famiglia e la festa: tra antropologia e fede

3

La gioia di festeggiare

L’uomo moderno ha guadagnato il “tempo libero” ma ha perso il senso della festa.

Presupposti antropologici della famiglia

è bene non darli per scontati.
1) Ogni persona è “un dono” capace di donare, di farsi dono, non solo di avere. Si riceve dal Creatore e dai suoi genitori.
2) La persona come “centro sussistente” e “incontro”. L’uomo non è un individuo isolato perché è strutturalmente relazionale. É un Fine in sé ma non per sé. La persona porta in se la chiamata e la responsabilità dell’amore: vivere per un altro realizza in pienezza l’umanità. Possedersi per donarsi: questo è parte dell’ “imago Dei”.
3) L’”unità dei due” e l’apertura al terzo. Non può esserci un figlio senza padre e madre, né una madre senza un figlio e un padre, né un padre senza un figlio e una madre. La mascolinità richiama la femminilità e viceversa. Nel corso dei secoli, aver assegnato un ambito definito ai sessi (Public man, private woman) ha favorito l’assenza dei padri in famiglia e privato l’ambiente lavorativo del genio femminile. La differenza sessuale (Gn 1,26-27) è per la comunione e la fecondità e anche queste dimensioni hanno il loro “principio” nell’essere a “immagine e somiglianza di Dio” dell’uomo. Dove si realizza la comunione delle persone si manifesta la comunione divina trinitaria.

L’esperienza della festa

– Per vivere la festa ci vuole la forza dello spirito che insegue l’amore per la verità e per il bene. Nell’errore e nella menzogna, la festa dura poco e fa male (dalle malattie fisiche per consumo in eccesso di cibi, a quelle psichiche per perdita del senso del vivere). Allora si impara a fare festa ed educare il desiderio al bene e alla verità è una festa, conoscere scegliendo è una festa.

– Le emozioni della festa: la capacità di meravigliarsi, di contemplare, di essere grati, il rispetto, l’adorazione che la verità e il bene suscitano in noi e che è il culmine della festa.

– La festa non s’improvvisa, si prepara. Conoscere il luogo, la data e l’ora permette di preparare il cuore. I riti sono necessari a preparare il cuore e vivere la festa.

La famiglia, luogo per la festa

In famiglia s’impara l’importanza di “esserci” per l’altro: attorno alla tavola non solo per cibarsi ma per condividere e conoscersi; nelle faccende domestiche per aiutarsi nelle fatiche; quando nell’aria c’è dolore o sapore di vittoria… esserci per condividere una passione per qualcosa, per giocare insieme.

La festa, dove il tempo si unisce all’eternità

La domenica, un giorno speciale: un giorno per andare a Messa. C’è un detto spagnolo: “La Festa si riconosce per la Messa e per la Mensa”.

Blanca Castilla De Cortazar

•―•• •― / ••―• •― ―― •• ――• •―•• •• •― / • / •―•• •― / ••―• • ••• ― •― ―――••• / ― •―• •― / •― ―• ― •―• ――― •――• ――― •―•• ――― ――• •• •― / • / ••―• • ―•• •
ORANews

ORANews

Oratorio San Luigi di Leno


Commenti