La famiglia e il lavoro oggi in una prospettiva di fede

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Una prima considerazione: l’accento culturale sull’individuo, spogliato delle sue relazioni non mette facilmente a tema il rapporto tra famiglia e lavoro, che tende a diventare perciò conflittuale.

1 La Parola di Dio testimonia che famiglia e lavoro sono segni della benedizione di Dio.

Due citazioni: il Sal 128 e il comandamento del sabato Dt 5,12-15, donato nella logica dell’Alleanza con Dio e della cura delle persone nelle loro relazioni fondamentali.

2 La parola della Chiesa: famiglia e lavoro edificano la società e umanizzano il mondo.

La dottrina sociale della chiesa nasce con la prima comunità apostolica ma come la intendiamo noi oggi nasce con l’esplodere della “questione sociale” che l’industrializzazione ha provocato. Il Card. Tettamanzi sottolinea il concetto originale di fondo delle Caritas in Veritate: l’economia e la vita sociale devono essere plasmate dallo spirito del dono, dalla logica del disinteresse, della comunione, della fraternità, della solidarietà, della gratuità (non significa gratis, senza prezzo o corrispettivo. Cfr relazione di Bruni). In famiglia, scuola di socialità, si apprende il linguaggio della gratuità.

3 L’ethos del lavoro umano: una nuova luce dalla vita di Nazareth

Il lavoro oggi pone una questione culturale, cioè il suo vero “senso”, il suo posto nella vita personale, famigliare, sociale. Alcune riflessioni a partire dall’esperienza quotidiana di Nazareth dove Gesù per buona parte della sua vita lavora manualmente accanto a Giuseppe. Anche noi sperimentiamo nella quotidianità del lavoro la ripetitività, la stanchezza, la fatica e l’ impegno, il senso del dovere. Conta maggiormente il tipo di lavoro o la persona che lavora? Nell’ambito della retribuzione e delle pensioni c’è una “giustizia distributiva”? Oltre certi limiti si traduce in ingiustizia scandalosa. Le leggi di mercato devono essere regolate.

Gesù lavora in famiglia – Senza lavoro quale famiglia è possibile e come può essa contribuire responsabilmente a costruire la città? – Senza famiglia, quale lavoro è possibile? Poiché essa è il luogo educativo primario anche al lavoro. Gesù lavora anche per il villaggio. La dimensione sociale del lavoro e il valore della solidarietà. Significa rilanciare il rapporto tra diritti e doveri: dalla propria azienda, al circuito delle diverse aziende, al “sistema Paese”.

Gesù Cristo è l’unico e universale salvatore anche mediante il suo lavoro quotidiano a Nazareth. Anche il nostro lavoro può diventare luogo di salvezza e di santificazione per noi e per gli altri. Partiamo col dovere compiuto nel migliore dei modi che insieme alla nostra vita di grazia personale sono il lievito evangelico oggi necessario più che mai.

card D. Tettamanzi

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