La famiglia al tempo del coronavirus

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Cinque sotto un tetto. Sembra il titolo di una serie tv e invece no… è la realtà di questi giorni, è la quotidianità che caratterizza le nostre giornate da due mesi ormai. Cinque teste pensanti, cinque caratteri diversi, cinque soggetti con abitudini, impegni e spazi propri che improvvisamente si ritrovano a stare tanto, tanto tempo insieme in uno spazio limitato, fortunatamente non troppo!

All’inizio la novità, soprattutto dai più piccoli, è stata accolta con entusiasmo e vivacità: una pausa inaspettata! La novità ha poi assunto connotati diversi… Siamo stati costretti a prendere atto del fatto che ciò che sembrava essere qualcosa di lontano ed egoisticamente appartenente ad altri si è fatto talmente vicino da costringerci a limitare la nostra libertà, a cambiare le nostre abitudini e ci siamo sentiti impreparati e impauriti, soprattutto noi adulti nei confronti delle incalzanti domande dei piccoli, pronti a scrutare ogni espressione e con le orecchie tese per cogliere qualsiasi informazione rispetto a ciò che stava accadendo.

Andrà tutto bene… è ciò che ci siamo ripetuti in continuazione, ma non bastava…andrà tutto bene se tutti ci impegnamo per quanto possibile e ci sforziamo di vivere questa nuova condizione. Inevitabilmente ci si è trovati di fronte alla necessità di mettersi in gioco come singolo, ma anche come famiglia, di ristabilire un equilibrio e le priorità, non senza difficoltà e fatica.

Una nuova routine fatta di impegni scolastici, videochiamate, lavoro da casa, spesa online, lavoretti, giochi, storie, ricette per palati sempre più esigenti e chi più ne ha più ne metta… indispensabile una buona organizzazione di tempi e spazi in cui ciascun componente possa trovare una propria dimensione e serenità. La routine per i bambini è importante perché dà sicurezza, prevedibilità e mai come ora si sente la necessità di sapere che cosa accadrà, cosa avverrà dopo!

Le videochiamate sono state la nostra finestra sul mondo, il nostro canale preferito per tenerci in contatto con gli altri: amici, nonni e zii. Ci siamo resi conto della bellezza di un abbraccio, del valore di un pasto condiviso, di un bacio, dello stare l’uno accanto all’altro..anche solo in silenzio… ma accanto. Abbiamo fatto esperienza del sacrificio, della rinuncia, dell’attesa, ci siamo allenati ad essere empatici e sentire nostre le preoccupazioni di tante persone che conosciamo e che hanno dovuto affrontare enormi ostacoli, abbiamo capito che non bisogna dare nulla per scontato.

L’isolamento da tutto e da tutti ci ha reso più vulnerabili, ha fatto emergere le nostre fragilità e i nostri limiti, ma nello stesso tempo ci ha permesso di essere più attenti all’altro, alle esigenze dell’altro, del nostro prossimo più prossimo. Abbiamo trovato il tempo di guardarci negli occhi, di ascoltarci non solo con le orecchie, ma con il cuore, per gioire delle piccole conquiste e per affrontare le difficoltà di ciascuno. Non sempre è stato facile, non sempre immediato, non sono mancati momenti di tensione, di confronto, di paura, di ansia, senso di smarrimento, soprattutto quando questo virus ha colpito il nonno.

In questa occasione però ci siamo resi conto di quanto bene ci circonda, quanto sia importante la solidarietà. Abbiamo vissuto una Quaresima ed una Pasqua uniche, eccezionali, abbiamo provato paura, abbiamo sofferto, ma sopratuttto abbiamo assaporato la forza della preghiera, la presenza di Dio nella nostra quotidianità. Grazie agli spunti, alle proposte, alla guida dei sacerdoti abbiamo riscoperto la bellezza del pregare insieme, in modo costante, abbiamo creato all’interno della casa e della nostra giornata uno spazio dedicato alla relazione con Dio. Ci siamo resi conto di quanto i bambini riescano a rivolgersi a Dio con spontaneità, immediatezza e di come loro stessi siano strumento nelle mani di Dio.

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ORANews

Oratorio San Luigi di Leno


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