Intervista ad un operatore volontario del centro di ascolto Caritas di Leno

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Domanda: Perché hai accolto l’invito della Parrocchia di far parte del Centro di Ascolto Caritas di Leno?

Risposta: Ritengo che, prima di affrontare i problemi sia necessario incontrare le persone e ascoltare, solitamente dietro al bisogno economico ci sono sofferenze individuali e familiari che meritano ascolto.

Domanda: Puoi spiegarti meglio?

Risposta: Non ci si deve limitare ad una valutazione delle richieste ma prima si deve considerare la persona e poi il bisogno, ponendo sempre particolare attenzione all’aspetto formativo ed educativo.

Domanda: Chi chiede assistenza al Centro di Ascolto?

Risposta: In genere sono famiglie italiane e straniere che chiedono un aiuto economico perché si trovano in notevole difficoltà per far fronte alle spese di gestione della propria casa ed anche per pagare le bollette relative alle forniture di servizi vari.

Domanda: Riuscite a dare un sostegno significativo?

Risposta: A seconda delle somme disponibili diamo un contributo attingendo dal fondo che la Parrocchia ha destinato alla Caritas.

Domanda: Quanti sono attualmente gli operatori volontari del Centro di Ascolto Caritas?

Risposta: Siamo una decina, metà donne e metà uomini che il martedì e venerdì pomeriggio sono presenti al Centro di Ascolto di Via Viganovo in Leno che a turno accolgono le richieste, quando possibile, di quanti si presentano per ottenere un aiuto e un conforto per le loro famiglie. Vorrei sottolineare che quanti intendono far parte del Centro di Ascolto come volontari, con la loro presenza e condivisione sono ben accetti, in questo caso basta rivolgersi a Monsignore Abate Giovanni Palamini.

Accompagnamento al credito responsabile e al recupero dell’autosufficienza economica di singoli o nuclei familiari la cui situazione rischia di essere definitivamente compromessa da fatti eccezionali, imprevisti e comunque temporanei, proponendo finanziamenti agevolati fino a € 3.000,00 rimborsabili in 36 mesi.

Come funziona il microcredito: Arriva la segnalazione dall’Ente che fa da garante morale e che si preoccupa di seguire il caso compilando apposita domanda implementata con i documenti necessari e da una breve relazioni sul soggetto e sui motivi per cui chiede il microcredito, con allegato un “bilancino” familiare da cui si possa evincere la possibilità di onorare il debito. L’incaricato del microcredito incontra il richiedente solo o accompagnato da chi lo presenta, ne verifica la fattibilità, concorda l’appuntamento con la banca disponibile e accompagna il soggetto in banca. Qualora il soggetto si renda inadempiente, la banca segnala il fatto all’incaricato per il microcredito che discute con l’Ente segnalatore le modalità per il sollecito. In caso di effettivo non pagamento, si attinge al fondo depositato in banca come garanzia al credito: è chiaro che questo fatto va ad abbassare la possibilità di erogare ulteriori crediti. Meno inadempienze si formano, più aiuti si possono erogare.

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ORANews

Oratorio San Luigi di Leno


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